• Petizione ancora attiva - Alziamo il velo sulle trattative Europee: nessun risultato, si continua sulla stessa strada.

    at 27 Apr 2020 19:14

    Care e cari,
    avete firmato questa mentre è evidente che dovremo fronteggiare questo virus per un tempo lungo e che nulla sarà come prima per lo shock economico e produttivo che già investe il nostro paese e travolge la vita delle persone. Avete colto quindi la importanza della proposta, che si muove in ambito economico, ma che sottende sia un giudizio sul passato che una richiesta di cambio di paradigma economico e sociale per il futuro.
    Il virus è apparentemente una causa “esterna” alla volontà e all’agire umano, ma se approfondiamo la sua origine, il fenomeno della zoonosi, capiamo che la casualità è solo parziale, in realtà il suo apparire è legato profondamente all’attuale funzionamento economico e sociale, al rapporto che il neoliberismo ha con la natura, al suo modo privilegiato di organizzare agricoltura, allevamento del bestiame intensivo e per il massimo profitto. Il virus ha anche evidenziato la totale incapacità delle strutture esistenti a fronteggiare sia la epidemia che le sue conseguenze economiche e sociali. I sistemi sanitari organizzati secondo le politiche neoliberiste (più mercato e meno stato) hanno mostrato i loro limiti La Lombardia è l’esempio di questo fallimento; è il luogo, dove con più violenza e irresponsabilità colpevole la classe politica ha indebolito il welfare, il sistema sanitario tagliando personale, posti letto, azzerando i servizi territoriali di prevenzione tentando di marginalizzare la rete capillare dei medici di base e spalancando le porte alla sanità privata, convenzionata e non, alle assicurazioni integrative .Il risultato della Lombardia nel fronteggiare il Covid 19 è che ha già superato in decessi il numero di civili morti durante la seconda guerra mondiale.
    So che il testo di questa petizione nella sua stringatezza e sinteticità non dà conto della corposa critica che i femminismi hanno fatto alla società patriarcale e capitalista e anche non nomina obiettivi strategici quali un altro tipo di rapporti economici e umani, non più segnati dalle discriminazioni di genere e di classe e dalla follia estrattivista, distruttiva del pianeta. Ma tutto questo sarà impossibile per lungo tempo, se non ci mobiliteremo per ottenere grandi risorse economiche a fondo perduto. Questo è il passaggio dirimente a cui chiama la petizione; il modo con cui si ottengono le enormi risorse necessarie per la sanità e la ricostruzione sociale è fondante della rottura con il passato e del cambio di paradigma per il futuro.
    Ora è il momento per occuparci di questo, che diventiamo esperti, che sappiamo cosa c’è in gioco, quale è il vero risultato delle trattative per non farci ingannare e prendere in giro. Il fatto che la nostra proposta sia stata fatta in modo analogo da 101 prestigiosi economisti e che converga nella sostanza con quella avanzata da Sanchez, capo del Governo spagnolo cui partecipano i nostri compagni di Unidas Podemos ci conferma che è sensata, precisa e attuabile, ma non è ancora entrata prepotentemente in campo, anzi vediamo che il ridicolo gioco delle parti del Governo Conte e della destra italiana e anche la incapacità della stampa italiana di riportare la sostanza delle cose ostacola il suo emergere.
    I risultati del vertice del 23 sono un disastro, fatti passare come un grande risultato dal PD e dai 5 Stelle . Le risorse che noi chiediamo con la petizione devono essere consistenti (e invece si parla al massimo di 540 miliardi fra Bei, Sure e Mes, all’Italia arriverà molto meno di quanto ora impegna il Governo per la emergenza), non devono fare debito, ( e invece dovranno essere restituite e aumenteranno il debito e il deficit ), devono essere date urgentemente , e invece il governo italiano ha accettato che tutto si discuta e si decida con i Recovery Fund nel bilancio del prossimo anno. Per non parlare di Fratelli d’Italia e della Lega, che in Europa hanno dovuto votare la mozione dei Comunisti e delle sinistre del Gue, perché i loro gruppi di appartenenza nel parlamento europeo sono fortemente contrari alla nostra proposta.
    Vogliamo che la BCE metta a disposizione una grande massa monetaria a partire dai 1050 miliardi annunciati, stampi moneta e la dia come titoli a cento anni a un Fondo Europeo per finanziare a tasso zero i servizi sanitari pubblici e altri servizi pubblici necessari alla ricostruzione del paese, alla riconversione ambientale e produttiva, alla garanzia di lavoro e reddito
    E’ necessario che questo nostro discorso esca dai circuiti ristretti e diventi il più possibile popolare e di massa. Vi chiedo di impegnarvi a farlo, a far conoscere e firmare la petizione nella cerchia dei vostri rapporti politici e sociali, organizzando eventi e momenti di dibattito a distanza. Non abbiamo tanto tempo!!

    Giovanna Capelli Responsabile Europa Partito della Sinistra Europea PRC

    Video del 27/4/20
    www.facebook.com/paoloferreroPrc/videos/769503796914721/

  • Petizione ancora attiva - E' Il 25 Aprile E Siamo Arrivati A 5000 Firme. Proseguiamo Per Far Discutere Sulla Nostra Proposta Relativa Alla Bce

    at 25 Apr 2020 18:22

    Ciao a tutte e tutti voi firmatari della petizione per usare il denaro della BCE per la salute e non per la speculazione.
    Oggi è il 25 aprile, il giorno della liberazione, un buon giorno per fare il punto sulla trattativa a livello europeo.
    Non perché le cose vadano bene, al contrario vanno male e i successi millantati dai 5 stelle e dal PD purtroppo non sono altro che una operazione propagandista del governo.
    Ma il 25 aprile è una buona data perché nel celebrare la vittoria sul nazifascismo dovremmo tenere ben in mente che questa è stata possibile perché molto prima del 25 aprile 1945, quando le dittature erano forti e nessuno pensava fosse possibile sconfiggerle, vi è chi ha cominciato, in mille modi diversi, a fare il partigiano, ad opporsi al regime. Nel celebrare il 25 aprile noi ricordiamo coloro che lo hanno reso possibile con il loro coraggio e la loro determinazione. Per questo è una buona data per scrivere questo commento al vertice europeo: per poter vincere dobbiamo fare una lunga lotta, politica e culturale, affinché la libertà possa affermarsi. Il 25 aprile era la libertà dalla guerra e dalla dittatura nazifascista, oggi è la libertà dalla schiavitù del debito e del liberismo a cui ci costringono.
    Veniamo al merito. La trattativa del 23 non ha fatto altro che confermare quanto già stabilito nell’eurogruppo del 9 aprile scorso: MES, SURE e intervento della BEI. 540 miliardi per tutti i paesi europei che per l’Italia valgono qualche decina di miliardi: da restituire e che vanno a generare deficit e debito pubblico. Cioè che nei prossimi anni saranno da spurgare con tagli su tagli per rientrare nei parametri dei trattati europei (3 % il deficit e 60% il debito). Vi ricordate le stangate di Monti? Con le cose decise a livello europeo ne stanno preparando molte altre. Per quanto riguarda il recovery found, si continua a parlarne, senza decidere nulla - non è chiaro quanto sarà grande, se sarà da restituire - e tutti hanno convenuto che verrà attivato con il bilancio del 2021. In sostanza per far fronte all’emergenza occorre prendersi i pochi prestiti che l’Europa metterà a disposizione in cambio della garanzia della restituzione, poi si vedrà.
    Siamo quindi di fronte ad un disastro annunciato perché per evitare il disastro all’Italia servono almeno 150 miliardi a fondo perduto, non qualche decina di miliardi da restituire.
    Il primo tempo quindi è andato male ma la partita è ancora lunga.
    Per questo vi propongo di proseguire a raccogliere le firme sulla petizione, sia per far pesare la nostra posizione, sia per far discutere la tra gente sulla nostra proposta.
    E’ infatti evidente che l’intervento della BCE è l’unica cosa sensata da fare ma purtroppo non è la parola d’ordine diffusa tra il popolo. La gente pensa nella sostanza che questa cosa sia impossibile. “Sarebbe bello” ci dicono. Per questo dobbiamo utilizzare la petizione per far discutere, per far capire a livello di massa che ci stanno fregando, che le risorse ci sono e così come negli anni scorsi le hanno utilizzate per le banche, oggi debbono essere utilizzate per i popoli.
    Vi propongo quindi di proseguire nella raccolta di firme e vi propongo di allargare la discussione a livello di massa, nelle forme e nei modi in cui è possibile in questo periodo di quarantena.
    Vi allego il link ad un video che ho registrato a commento del vertice del 23 us. nel caso potesse esservi utile.
    www.facebook.com/paoloferreroPrc/videos/272596587238815/
    Ciao

    Paolo Ferrero

  • Petizione ancora attiva - Siamo a 3400 sottoscrizioni! Se ogniuno ne trova altre 2 arriviamo a 10.000 per il vertice europeo del 23 aprile

    at 21 Apr 2020 16:00

    Carissime e carissimi,
    innanzitutto grazie per aver sottoscritto questa petizione.
    In pochi giorni siamo arrivati a 3.400 sottoscrizioni e la stesssa cosa è successa in Francia dove stanno raccogliendo firme sulla stessa petizione ma con una diversa piattaforma.

    Con questa mia vorrei chiedervi un impegno grande nei prossimi due giorni. Se ogniuno di noi riesce a contattare due persone ed a convincerle a firmare, possiamo raggiungere le 10.000 firme entro il 23 pv, data in cui si riunirà il vertice dei capi di governo europei.
    E' importante che a quel vertice possa giungere anche la voce dei popoli e non solo quelle delle elites.

    Qui di seguito vi allego alcune riflessioni che se ritenete potete utilizzare per argomentare con altre persone la firma della petizione.

    Ciao, buon impegno e abbiate cura di voi.

    Paolo Ferrero

    ---

    Questa proposta per affrontare la crisi del Coronavirus, si fonda sull’intervento della Banca Centrale Europea, in modo che il denaro necessario non determini nuovo debito per gli stati e non debba poi essere rimborsato. La proposta rispettando formalmente i trattati – e quindi risultando immediatamente applicabile – può realizzare questo obiettivo di grande buon senso – fanno così tutti i paesi del mondo – in una situazione in cui i trattati europei sono stati scritti per fare il contrario.
    L’alternativa sono i prestiti variamente denominati che da un lato determinerebbero l’aumento del deficit e del debito pubblico e dall’altra dovrebbero poi essere rimborsati. Questa strada, visto che i trattati europei continuano ad essere in vigore, determinerebbero un aumento delle tasse, il taglio della spesa pubblica, la svendita del patrimonio pubblico ed il rischio di un sostanzialmente commissariamento del paese. Un disastro.
    Concretamente la nostra proposta è quella di dar vita ad una banca pubblica europea – finanziabile ai sensi dell’articolo 123 comma 2 dei trattati - denominata “Fondo Sanitario Europeo” che riceva un prestito iniziale di 1000 miliardi di euro dalla BCE e che questo prestito sia a scadenza di 100 anni e maturi annualmente interessi negativi. In questo modo alla fine dei 100 anni il prestito risulterebbe estinto e quindi da non rimborsare. Il prestito sarebbe ovviamente ampliabile da parte della BCE a seconda delle necessità e della situazione economica e sociale europea. Una proposta quindi in cui la BCE mantiene completamente la sovranità sulla politica monetaria ed è in grado di regolare con attenzione gli effetti della sua azione. Non a caso questa petizione è stata promossa da importanti economisti sia a livello italiano che europeo ed è una concreta traduzione pratica di quell’appello di 101 economisti che si muove in analoga direzione: temi.repubblica.it/micromega-online/ue-appello-di-101-economisti-al-governo-non-firmate-quell-accordo/ .
    L’obiettivo che abbiamo è quello di raggiungere 10.000 firme entro il 23 aprile pv che è il giorno in cui si riunirà il vertice dei capi di stato e di governo per dare finalmente una risposta ai problemi connessi al coronavirus. Oltre a questa piattaforma la petizione è presente in lingua francese anche su un’altra piattaforma ed ha già raccolto 3400 firme ad oggi (21 aprile).
    Il nostro obiettivo è quello di uscire dalla finta contrapposizione tra sovranisti ed europeisti - nella stragrande maggioranza liberisti - contrapposizione che finisce unicamente per scatenare la guerra tra i poveri. Noi ci battiamo per imboccare un’altra strada, fondata sulla possibilità di utilizzare il denaro della BCE senza che questo debba poi essere ripagato dai popoli.

  • Cambiamenti riguardanti la petizione

    at 10 Apr 2020 16:54

    ho aggiunto due nomi ai promotori della petizione e per stare nelle 5000 battuto ho dovuto togliere un po' di spazi tra le parole


    nuovo testo della petizione: La BCE deve servire per il bene comune - salute, occupazione, ambiente - e non per la finanza. La crisi sanitaria mondiale senza precedenti richiede una nuova solidarietà per una vera cooperazione nel campo della salute e per la produzione di beni e servizi ad essa collegati. Questo pone una sfida all'Unione Europea, nei riguardi dei popoli europei e nei riguardi del mondo, in particolare dei paesi del sud ed emergenti.
    Dobbiamo agire su tre livelli: combattere la pandemia sostenendo i sistemi sanitari pubblici di ogni paese; assicurare il reddito e l'occupazione dei lavoratori dipendenti, degli artigiani e dei lavoratori autonomi; sostenere il sistema produttivo e avviare una riconversione sociale e ambientale della produzione e dell'economia.
    Per fare questo servono ingenti risorse. Non è invocando i mercati finanziari che possiamo ottenerle. Metterebbe il sistema sanitario ancora di più nelle mani della finanza e della speculazione. Proprio la pressione dei mercati finanziari ha dato un contributo determinante al taglio della spesa pubblica, portandoci nella situazione attuale, a seguito di una serie di piani di austerità lanciati per soddisfare l'avidità del capitale contro la sanità e tutti i servizi pubblici!
    Per questo, oltre a intervenire per prevenire speculazioni finanziarie sul debito di ciascun paese, la BCE deve finanziare immediatamente il sistema sanitario e quindi la riconversione sociale e ambientale delle produzioni e dell'economia. A partire dai 1.050 miliardi di euro annunciati dalla BCE, la creazione monetaria deve anche essere messa a disposizione del sistema sanitario pubblico e di altri servizi pubblici in ciascun paese dell'Unione Europea.
    Chiediamo quindi l'immediata creazione di un Fondo Sanitario Europeo che in seguito potrà ampliare la sua azione. Riceverà i suoi soldi dalla BCE sotto forma di titoli a 100 anni non negoziabili sui mercati. Finanzierà, con prestiti a tassi zero o negativi e con anticipi non rimborsabili, le spese degli Stati membri per il loro sistema sanitario pubblico e altri servizi pubblici in risposta alla crisi del Coronavirus. L'articolo 123, paragrafo 2, del trattato di Lisbona lo consente. Ogni stato membro ne trarrebbe beneficio, in proporzione alla sua popolazione. Questo Fondo sarebbe gestito democraticamente, con rappresentanti del Parlamento europeo e del Consiglio economico e sociale europeo, rappresentanti dei parlamenti nazionali e rappresentanti del personale dei sistemi di sanità pubblica.
    Parte di questo fondo potrebbe essere utilizzata per la spesa sanitaria pubblica nei paesi in via di sviluppo o emergenti in Africa, America Latina, Mediterraneo meridionale e Oriente al di fuori dell'UE.
    Parallelamente il Fondo avvierà la propria attività finalizzata al mantenimento dell'occupazione e dei redditi.
    In terzo luogo il Fondo opererà per sviluppare la cooperazione industriale delle attività connesse alla salute e la riconversione ambientale e sociale delle produzioni.Questo attraverso accordi di cooperazione non capitalistici che soddisfino in modo equilibrato, in tutti i paesi dell'UE, i bisogni di salute.
    I primi firmatari sono:
    Annamária ARTNER – Economista ARTNER-Economista (Ungheria),
    Heinz BIERBAUM – Presidente del Partito BIERBAUM-Presidente della Sinistra Europea (Germania),
    Walter BAIER - Coordinatore BAIER-Coordinatore politico di transform ! europe (Austria),
    Giannis BASKOZOS – Medico, ex BASKOZOS-ex sottosegretario del Ministero della Salute (Grecia),
    Bruno BAURAIND – Economista, BAURAIND-Economista, segretario generale del Gresea (Belgio),
    Frederic BOCCARA’ – Economista, BOCCARA’-Economista, CESE, Comitato esecuivo Partito Comunista Francese (Francia), PCF(Francia),
    Vincent BOULET – Responsabile BOULET-Responsabile Europa Partito Comunista Francese PCF (Francia),
    Giovanna CAPELLI – Responsabile CAPELLI-Responsabile Europa Partito della Rifondazione Comunista (Italia),
    Denis DURAND – Economista, DURAND-Economista, ex dirigente della Banca di Francia, PCF (Francia),
    Luis FAZENDA- ex vicepresidente del Parlamento (Portogallo),
    Paolo FERRERO – ex FERRERO-ex Ministro del Welfare, Vicepresidente Partito della Sinistra Europea (Italia),
    Andrea FUMAGALLI – Economista FUMAGALLI-Economista (Italia),
    Waltraud FRITZ – Segretariato FRITZ-Segretariato Partito della Sinistra Europea (Austria),
    Georgios GIANNOPOULOS - ex GIANNOPOULOS-ex sottosegretario del Ministero della Salute (Grecia),
    Josè GUSMAO-MEP, Bloco de Esquerda (Portogallo),
    Pierre LAURENT – Vicepresidente Partito LAURENT-Vicepresidente della Sinistra Europea (Francia),
    Fernando LUENGO ESCALONILLA – Economista ESCALONILLA-Economista (Spagna),
    Giovannni MAZZETTI – Economista MAZZETTI-Economista (Italia),
    Mirko MESSNER – Segretario MESSNER-Segretario Partito comunista (Austria),
    Catherine MILLS – Economista, MILLS-Economista, università Panthéon-Sorbonne (Francia),
    Maite MOLA – Vicepresidente Partito MOLA-Vicepresidente della Sinistra Europea (Spagna),
    Judit MORVA - Economista MORVA-Economista (Ungheria),
    Carlos SANCHEZ MATO – Responsabile MATO-Responsabile economico Izquierda Unida(Spagna),
    Barbara STEINER - Direttrice STEINER-Direttrice di transform ! europe (Austria),
    Antonella STIRATI – Economista STIRATI-Economista (Italia),
    Evelyne TERNANT – Economista, TERNANT-Economista, Partito Comunista Francese (Francia),
    Axel TROOST – Economista TROOST-Economista (Germania),
    Euclides TSAKALOTOS - Economista, TSAKALOTOS-Economista, Ex Ministro delle Finanze (Grecia),
    Attila VAJNAI – Segretariato Partito VAJNAI-Segretariato della Sinistra Europea (Ungheria),
    Adreas XANTHOS - ex XANTHOS-ex Ministro della Salute (Grecia)

    firme al momento della modifica 1.025

  • Cambiamenti riguardanti la petizione

    at 08 Apr 2020 16:29

    Piccoli miglioramenti di stile sulla base della segnalazione di chi ha firmato


    Neue Begründung: L'obiettivo della petizione è quello di utilizzare il denaro della Banca Centrale Europea e non quello dei cittadini - ne di mettersi nelle mani dei mercati finanziari - per affrontare la crisi sanitaria, sociale ed economica provocata dal Coronavirus.
    Coronavirus. Il tutto senza mettersi un'altra volta nelle mani dei mercati finanziari.

    firme al momento della modifica 41

  • Cambiamenti riguardanti la petizione

    at 08 Apr 2020 13:32

    ho fatto una aggiunta alle motivazioni perchè erano incomplete e ho limato alcuni errori grammaticali sul testo


    nuovo titolo: USIAMO IL DENARO DELLA BCE PER LA SALUTE E NON PER LA FINANZA - Petizione internazionale


    nuovo fine firma: 07.05.2020
    firme al momento della modifica 36

  • Cambiamenti riguardanti la petizione

    at 08 Apr 2020 13:30

    ho fatto una aggiunta alle motivazioni perchè erano incomplete e ho limato alcuni errori grammaticali sul testo


    nuovo testo della petizione: La BCE deve servire per il bene comune - salute, occupazione, ambiente - e non per la finanza. La crisi sanitaria mondiale senza precedenti nel mondo richiede una nuova solidarietà per una vera cooperazione nel campo della salute e per la produzione di beni e servizi ad essa collegati. Questo pone una sfida all'Unione Europea, nei riguardi dei popoli europei e nei riguardi del mondo, in particolare dei paesi del sud ed emergenti.
    Dobbiamo agire su tre livelli: combattere la pandemia sostenendo i sistemi sanitari pubblici di ogni paese membro; paese; assicurare il reddito e l'occupazione dei lavoratori dipendenti come quelli dipendenti, degli artigiani o e dei lavoratori autonomi; sostenere il sistema produttivo e avviare una riconversione sociale e ambientale della produzione e dell'economia.
    Per fare questo servono ingenti risorse. Non è invocando i mercati finanziari che possiamo ottenerle. Metterebbe il sistema sanitario ancora di più nelle mani della finanza e della speculazione. Del resto proprio Proprio la pressione dei mercati finanziari ha dato un contributo determinante al taglio della spesa pubblica, portandoci nella situazione attuale, a seguito di una serie di piani di austerità lanciati per soddisfare l'avidità del capitale contro la sanità e tutti i servizi pubblici!
    Per questo, oltre a intervenire per prevenire speculazioni finanziarie sul debito di ciascun paese, la BCE deve finanziare immediatamente il sistema sanitario e quindi la riconversione sociale e ambientale delle produzioni e dell'economia. A partire dai 1.050 miliardi di euro annunciati dalla BCE, la creazione monetaria deve anche essere messa a disposizione del sistema sanitario pubblico e di altri servizi pubblici in ciascun paese dell'Unione Europea.
    Chiediamo pertanto la immediata quindi l'immediata creazione di un Fondo Sanitario Europeo che in seguito potrà ampliare la sua azione. Riceverà i suoi soldi dalla BCE sotto forma di titoli a 100 anni non negoziabili sui mercati. Finanzierà, con prestiti a tassi zero o negativi e con anticipi non rimborsabili, le spese degli Stati membri per il loro sistema sanitario pubblico e altri servizi pubblici in risposta alla crisi del Coronavirus. L'articolo 123, paragrafo 2, del trattato di Lisbona lo consente. Ogni stato membro ne trarrebbe beneficio, in proporzione alla sua popolazione. Questo Fondo sarebbe gestito democraticamente, con rappresentanti del Parlamento europeo e del Consiglio economico e sociale europeo, rappresentanti dei parlamenti nazionali e rappresentanti del personale dei sistemi di sanità pubblica.
    Parte di questo fondo potrebbe essere utilizzata per la spesa sanitaria pubblica nei paesi in via di sviluppo o emergenti in Africa, America Latina, Mediterraneo meridionale e Oriente al di fuori dell'UE.
    Parallelamente il Fondo avvierà la propria attività finalizzata al mantenimento dell'occupazione e dei redditi.
    In terzo luogo il Fondo opererà per sviluppare la cooperazione industriale delle attività connesse alla salute e la riconversione ambientale e sociale delle produzioni.Questo attraverso accordi di cooperazione non capitalistici che soddisfino in modo equilibrato, in tutti i paesi dell'UE, i bisogni di salute.
    I primi firmatari sono:
    Annamária ARTNER – Economista (Ungheria),
    Heinz BIERBAUM – Presidente del Partito della Sinistra Europea (Germania),
    Walter BAIER - Coordinatore politico di transform ! europe (Austria),
    Giannis BASKOZOS – Medico, ex sottosegretario del Ministero della Salute (Grecia),
    Bruno BAURAIND – Economista, segretario generale del Gresea (Belgio),
    Frederic BOCCARA’ – Economista, CESE, Comitato esecuivo Partito Comunista Francese (Francia),
    Vincent BOULET – Responsabile Europa Partito Comunista Francese (Francia),
    Giovanna CAPELLI – Responsabile Europa Partito della Rifondazione Comunista (Italia),
    Denis DURAND – Economista, ex dirigente della Banca di Francia, PCF (Francia),
    Paolo FERRERO – ex Ministro del Welfare, Vicepresidente Partito della Sinistra Europea (Italia),
    Andrea FUMAGALLI – Economista (Italia),
    Waltraud FRITZ – Segretariato Partito della Sinistra Europea (Austria),
    Georgios GIANNOPOULOS - ex sottosegretario del Ministero della Salute (Grecia),
    Pierre LAURENT – Vicepresidente Partito della Sinistra Europea (Francia),
    Fernando LUENGO ESCALONILLA – Economista (Spagna),
    Giovannni MAZZETTI – Economista (Italia),
    Mirko MESSNER – Segretario Partito comunista (Austria),
    Catherine MILLS – Economista, università Panthéon-Sorbonne (Francia),
    Maite MOLA – Vicepresidente Partito della Sinistra Europea (Spagna),
    Judit MORVA - Economista (Ungheria),
    Carlos SANCHEZ MATO – Responsabile economico Izquierda Unida(Spagna),
    Barbara STEINER - Direttrice di transform ! europe (Austria),
    Antonella STIRATI – Economista (Italia),
    Evelyne TERNANT – Economista, Partito Comunista Francese (Francia),
    Axel TROOST – Economista (Germania),
    Euclides TSAKALOTOS - Economista, Ex Ministro delle Finanze (Grecia),
    Attila VAJNAI – Segretariato Partito della Sinistra Europea (Ungheria),
    Adreas XANTHOS - Medico
    ex Ministro della Salute (Grecia)


    Neue Begründung: L'obiettivo della petizione è quello di utilizzare il denaro della Banca Centrale Europea e non quello dei cittadini - ne di mettersi nelle mani dei mercati finanziari - per affrontare la crisi sanitaria, sociale ed economica provocata dal Coronavirus.

    firme al momento della modifica 36

  • Cambiamenti riguardanti la petizione

    at 07 Apr 2020 18:34

    La raccolta firme dovrebbe essere completata il 07/05/2020 per permettere a più persone possibili di divulgarla e sottoscriverla.


    nuovo fine firma: 05.07.2020
    firme al momento della modifica 15 (15 in Europäische Union)

  • Cambiamenti riguardanti la petizione

    at 07 Apr 2020 18:32

    La raccolta firme dovrebbe essere completata il 07/05/2020 per permettere a più persone possibili di divulgarla e sottoscriverla.


    nuovo fine firma: 07.05.2020
    firme al momento della modifica 13 (13 in Europäische Union)

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