UN MARE DI CEMENTO. No al progetto Cancella il mare
Sulla vicenda del Piano Regolatore del Porto di Catania si sta costruendo una gravissima cortina fumogena, una “cumparsa” (come diciamo a Catania) perché l’affare (è proprio il caso di dirlo) “deve andare in porto”.
Ma il diavolo fa le pentole e dimentica i coperchi.
Infatti, la proposta di delibera che verrà presentata al Consiglio Comunale di Catania il prossimo 21 marzo, prova che il progetto dell’Autorità Portuale (ADSP) della Sicilia Orientale è carente e omissivo.
Citiamo limitandoci ai rilievi principali: “Dall'esame approfondito della Relazione Generale di Piano emergono significative incongruenze e refusi che inficiano la chiarezza espositiva del documento programmatico, compromettendone la piena intelligibilità (…) Si è rilevata una sostanziale incoerenza nell'apparato normativo del Piano, in particolare, la non corrispondenza tra i parametri urbanistici ed edilizi definiti nelle Norme Tecniche di Attuazione e quelli riportati nella tabella riepilogativa allegata alla stessa e riferita agli elaborati di zonizzazione (…) Dall'analisi della documentazione di Piano emerge una significativa discrasia tra gli obiettivi strategici dichiarati e la loro effettiva traduzione negli elaborati di zonizzazione (…) Tale incongruenza risulta particolarmente evidente nella mancata definizione di un quadro organico e dettagliato dei parametri edilizi ed urbanistici relativi al costruito, con specifico riferimento agli indici di edificabilità, alle altezze massime consentite e ai rapporti di copertura (…) In esito alle verifiche tecniche condotte dall’Ufficio, è emerso che gli elaborati grafici del Piano Regolatore Portuale sono stati erroneamente redatti (…) Emerge quindi la necessità di introdurre specifiche prescrizioni volte a garantire un'efficace mitigazione dell'impatto delle previsioni edificatorie contenute nel Piano Regolatore Portuale, con particolare riferimento alle aree di interfaccia con il tessuto storico-monumentale della città. In tal senso, è imprescindibile l'individuazione di zone di inedificabilità assoluta, strategicamente localizzate in corrispondenza dei punti di maggiore sensibilità del waterfront urbano, al fine di preservare le visuali storicamente consolidate e il rapporto percettivo tra la città e il suo porto”.
Traduciamo per i non addetti ai lavori, in pochi punti semplici semplici (tanto i catanesi hanno capito tutto, nonostante i convegni lussuosi e i paginoni di giornali):
1) Errati i numeri, le mappe, le previsioni, per un progetto che stravolgerebbe e se approvato stravolgerà Catania, il suo ambiente, la sua vita, la sua storia e la sua natura per sempre, meritando quindi il nome di Cancella il mare.
2) Nonostante questo pasticcio – che però deve essere approvato subito, perché si è arrivati all’emergenza - il Comune sembrerebbe intenzionato ad esprimere un parere favorevole ma vincolato. Chissà perché visto che pochi giorni prima, insieme alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Culturali di Catania, aveva bocciato un progetto sul porto turistico molto simile e presentato da una società privata di cui non si hanno molte notizie (quanta Fudda al Passiaturi in questi giorni…).
3) Oltre agli errori rilevati dall’assessorato all’Urbanistica, ce ne sono molti altri; ma ne diciamo uno solo: nel Piano Regolatore del Porto presentato dall’Autorità Portuale sono sbagliati i confini del Porto stesso? La Scogliera d’Armisi non rientra nel Porto storico e tuttavia “magicamente” vi è ricompresa. Si può fare? Proprio no… E questo porta all’ultima considerazione…
4) Il Porto turistico per gli Yacht dei pochi supermilionari, quello che distruggerà una delle parti più belle di Scogliera, con un ecosistema di grotte e una fauna e una flora uniche, è la prima cosa che si dovrà realizzare. Va fatto presto, immediatamente. Le altre cose possono aspettare fino al 2045 (“Pensa Dio”, come diciamo sempre noi catanesi).
Lo diciamo chiaro. Diffidiamo il Consiglio Comunale di Catania dal dare parere favorevole ad un progetto che presenta gravi vizi.
Il Sindaco, l’Amministrazione e il Consiglio comunale possono scegliere: passare alla storia come il Sindaco (Trantino e il suo Vice), l’Amministrazione e il Consiglio Comunale che hanno approvato e promosso IL PROGETTO CANCELLA IL MARE, oppure rimandare al mittente questo mostro e aprire un serio dibattito nella città per la fruizione del primo bene comune dei catanesi: il nostro mare.
Se il parere dovesse passare così, presenteremo esposto/denuncia all’autorità giudiziaria e adiremo in ogni sede le vie legali contro il progetto Cancella IL MARE.
VEDIAMOCI TUTTE E TUTTI AL CONSIGLIO COMUNALE, A PALAZZO DEGLI ELEFANTI, PER LA DISCUSSIONE E LA VOTAZIONE SULLA SCOGLIERA D'ARMISI, SUL PORTO E SUL MARE DI CATANIA. VI ASPETTIAMO GIOVEDì 20 MARZO ALLE 10 E VENERDì 21 MARZO ALLE 19!
PRESENTI PER LA SCOGLIERA!!!
Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania
UN MARE DI CEMENTO. No al progetto Cancella il mare
Sulla vicenda del Piano Regolatore del Porto di Catania si sta costruendo una gravissima cortina fumogena, una “cumparsa” (come diciamo a Catania) perché l’affare (è proprio il caso di dirlo) “deve andare in porto”.
Ma il diavolo fa le pentole e dimentica i coperchi.
Infatti, la proposta di delibera che verrà presentata al Consiglio Comunale di Catania il prossimo 21 marzo, prova che il progetto dell’Autorità Portuale (ADSP) della Sicilia Orientale è carente e omissivo.
Citiamo limitandoci ai rilievi principali: “Dall'esame approfondito della Relazione Generale di Piano emergono significative incongruenze e refusi che inficiano la chiarezza espositiva del documento programmatico, compromettendone la piena intelligibilità (…) Si è rilevata una sostanziale incoerenza nell'apparato normativo del Piano, in particolare, la non corrispondenza tra i parametri urbanistici ed edilizi definiti nelle Norme Tecniche di Attuazione e quelli riportati nella tabella riepilogativa allegata alla stessa e riferita agli elaborati di zonizzazione (…) Dall'analisi della documentazione di Piano emerge una significativa discrasia tra gli obiettivi strategici dichiarati e la loro effettiva traduzione negli elaborati di zonizzazione (…) Tale incongruenza risulta particolarmente evidente nella mancata definizione di un quadro organico e dettagliato dei parametri edilizi ed urbanistici relativi al costruito, con specifico riferimento agli indici di edificabilità, alle altezze massime consentite e ai rapporti di copertura (…) In esito alle verifiche tecniche condotte dall’Ufficio, è emerso che gli elaborati grafici del Piano Regolatore Portuale sono stati erroneamente redatti (…) Emerge quindi la necessità di introdurre specifiche prescrizioni volte a garantire un'efficace mitigazione dell'impatto delle previsioni edificatorie contenute nel Piano Regolatore Portuale, con particolare riferimento alle aree di interfaccia con il tessuto storico-monumentale della città. In tal senso, è imprescindibile l'individuazione di zone di inedificabilità assoluta, strategicamente localizzate in corrispondenza dei punti di maggiore sensibilità del waterfront urbano, al fine di preservare le visuali storicamente consolidate e il rapporto percettivo tra la città e il suo porto”.
Traduciamo per i non addetti ai lavori, in pochi punti semplici semplici (tanto i catanesi hanno capito tutto, nonostante i convegni lussuosi e i paginoni di giornali):
1) Errati i numeri, le mappe, le previsioni, per un progetto che stravolgerebbe e se approvato stravolgerà Catania, il suo ambiente, la sua vita, la sua storia e la sua natura per sempre, meritando quindi il nome di Cancella il mare.
2) Nonostante questo pasticcio – che però deve essere approvato subito, perché si è arrivati all’emergenza - il Comune sembrerebbe intenzionato ad esprimere un parere favorevole ma vincolato. Chissà perché visto che pochi giorni prima, insieme alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Culturali di Catania, aveva bocciato un progetto sul porto turistico molto simile e presentato da una società privata di cui non si hanno molte notizie (quanta Fudda al Passiaturi in questi giorni…).
3) Oltre agli errori rilevati dall’assessorato all’Urbanistica, ce ne sono molti altri; ma ne diciamo uno solo: nel Piano Regolatore del Porto presentato dall’Autorità Portuale sono sbagliati i confini del Porto stesso? La Scogliera d’Armisi non rientra nel Porto storico e tuttavia “magicamente” vi è ricompresa. Si può fare? Proprio no… E questo porta all’ultima considerazione…
4) Il Porto turistico per gli Yacht dei pochi supermilionari, quello che distruggerà una delle parti più belle di Scogliera, con un ecosistema di grotte e una fauna e una flora uniche, è la prima cosa che si dovrà realizzare. Va fatto presto, immediatamente. Le altre cose possono aspettare fino al 2045 (“Pensa Dio”, come diciamo sempre noi catanesi).
Lo diciamo chiaro. Diffidiamo il Consiglio Comunale di Catania dal dare parere favorevole ad un progetto che presenta gravi vizi.
Il Sindaco, l’Amministrazione e il Consiglio comunale possono scegliere: passare alla storia come il Sindaco (Trantino e il suo Vice), l’Amministrazione e il Consiglio Comunale che hanno approvato e promosso IL PROGETTO CANCELLA IL MARE, oppure rimandare al mittente questo mostro e aprire un serio dibattito nella città per la fruizione del primo bene comune dei catanesi: il nostro mare (e discutere di come recuperare TUTTA la Scogliera d’Armisi, facendola diventare quel Parco lineare costiero, aperto a città e turisti).
Se il parere dovesse passare così, presenteremo esposto/denuncia all’autorità giudiziaria
INVITIAMO TUTTE E TUTTI A PARTECIPARE AL CONSIGLIO COMUNALE, A PALAZZO DEGLI ELEFANTI, PER LA VOTAZIONE SUL PORTO E LA SCOGLIERA D'ARMISI -GIOVEDì 20/3 ALLE 10 E VENERDì 21/3 ALLE 19. VI ASPETTIAMO!!!
Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania
LA CONGIURA DEL SILENZIO NON HA FUNZIONATO! LA PETIZIONE STA MOBILITANDO LA CITTA’!
Comunicato del Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania
Cara sostenitrice, caro sostenitore,
mentre la Petizione ha superato le 2200 firme (grazie a tutte e tutti Voi), in questi giorni alcune cose importanti si stanno muovendo.
Possiamo dire che è stata sventata la congiura del silenzio su quello che sarebbe uno dei più gravi e tremendi sfregi dell’identità di Catania e del suo rapporto col mare.
Grazie alle associazioni ambientaliste che si sono mosse, alle forze politiche che hanno chiesto chiarimenti e denunciato e grazie alla petizione, ormai la notizia è di dominio pubblico!
Ora una parte delle catanesi e dei catanesi sa che qualcuno ha l’assurdo progetto di edificare il mare di Catania!
Sì, perché è di questo che parliamo!
I progetti di privatizzazione della Scogliera d’Armisi comporterebbero un inferno edilizio.
Sull’area dell’attuale lido vogliono costruire una banchina profonda più di cento metri ed estesa più di seicento!!!
Vogliono costruire una città dentro il mare e che uccide il mare, con alberghi, negozi e centri commerciali!
Un vero atto di crudeltà contro l’ambiente e la città!
Trovate qui - www.facebook.com/share/p/16DAg8mcgn/ - la convocazione di un incontro per la difesa della Scogliera e del mare catanese che si terrà presso la sede di Legambiente di Catania per giorno 17 marzo alle ore 18,30 in piazza Cavour n. 19.
Inoltre alleghiamo anche un articolo di alcuni anni fa di Italia Nostra che ci pare molto utile e che segnala la necessità di aprire il mare alla città e realizzare un parco costiero lineare sulla Scogliera.
Infine, come avevamo preannunciato, vi informiamo che si è costituito formalmente il Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania.
Proprio perché qualcosa si muove Vi chiediamo di continuare a diffondere la petizione!
Vi chiediamo di firmare e fare firmare!
Non fermiamoci!
La battaglia per una piena fruizione della Scogliera e del mare catanese è solo all’inizio e ha bisogno di un’adesione convinta finché la maggioranza della cittadinanza sarà consapevole della necessità di mandare definitivamente al macero questi progetti assurdi e valorizzare e proteggere la nostra città (e non pochi affari di poche persone)!
Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania
LA CONGIURA DEL SILENZIO NON HA FUNZIONATO! LA PETIZIONE STA MOBILITANDO LA CITTA’!
Comunicato del Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania
Cara sostenitrice, caro sostenitore,
mentre la Petizione ha superato le 2200 firme (grazie a tutte e tutti Voi), in questi giorni alcune cose importanti si stanno muovendo.
Possiamo dire che è stata sventata la congiura del silenzio su quello che sarebbe uno dei più gravi e tremendi sfregi dell’identità di Catania e del suo rapporto col mare.
Grazie alle associazioni ambientaliste che si sono mosse, alle forze politiche che hanno chiesto chiarimenti e denunciato e grazie alla petizione, ormai la notizia è di dominio pubblico!
Ora una parte delle catanesi e dei catanesi sa che qualcuno ha l’assurdo progetto di edificare il mare di Catania!
Sì, perché è di questo che parliamo!
I progetti di privatizzazione della Scogliera d’Armisi comporterebbero un inferno edilizio.
Sull’area dell’attuale lido vogliono costruire una banchina profonda più di cento metri ed estesa più di seicento!!! Vogliono costruire una città dentro il mare e che uccide il mare, con alberghi e centri commerciali!
Un vero atto di crudeltà contro l’ambiente e la città!
Cosa si muove?
Trovate qui (ilsicilia.it/catania-un-porto-turistico-sulla-scogliera-dellarmisi-le-proteste-delle-associazioni-e-linterrogazione-del-pd/) il testo di un’interrogazione parlamentare presentata dall’opposizione all’Assemblea Regionale Siciliana (primo firmatario l'On. Giovanni Burtone) che chiede conto e ragione al governo regionale di questi progetti.
Trovate qui - www.facebook.com/share/p/16DAg8mcgn/ - la convocazione di un incontro presso la sede di Legambiente di Catania per giorno 17 marzo alle ore 18,30 nella sede di piazza Cavour n. 19.
Inoltre alleghiamo anche un articolo di alcuni anni fa di Italia Nostra che ci pare molto utile e che segnala la necessità di aprire il mare alla città e realizzare un parco costiero lineare sulla Scogliera.
Infine, come avevamo preannunciato, vi informiamo che si è costituito formalmente il Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania.
Proprio perché qualcosa si muove Vi chiediamo di continuare a diffondere la petizione!
Vi chiediamo di firmare e fare firmare!
La battaglia per una piena fruizione della Scogliera e del mare catanese è solo all’inizio e ha bisogno di un’adesione convinta finché la maggioranza della cittadinanza sarà consapevole della necessità di mandare definitivamente al macero questi progetti assurdi e valorizzare e proteggere la nostra città (e non solamente gli affari di poche persone)!
Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania
Cara Sostenitrice, caro Sostenitore della Petizione "Salviamo la Scogliera d'Armisi di Catania", ti scrivo a nome del comitato che si sta costituendo intorno alla petizione.
Grazie della Tua adesione!!!
Purtroppo, come spesso capita a Catania, soprattutto quando sono in gioco piccioli e tanti, si rincorrono voci che tendono a minimizzare se non a negare la natura di questo progetto. E' bene che ciascuna e ciascuno di Voi VEDA chiaramente di cosa stiamo parlando.
L'associazione Volerelaluna ha elaborato un documento, che magari invieremo in una successiva mail. L'immagine che inviamo in questa mail che leggi è tratto dal documento di questa associazione e rappresenta l'ampliamento previsto dal progetto di Piano Regolatore del Porto (PRP).
Quello che ci interessa, ma non solo, è l'ampliamento esterno che vedete a destra nella mappa che avete in allegato. La Scogliera d'Armisi, con il sistema di grotte laviche di scorrimento di acque dolci e con l'ecosistema marino che è ancora attivo e che resiste, verrebbe annientata da quel molo.
Per capirci; quel molo partirebbe da quella che è oggi la parte terminale del Lido, verso le grotte.
Immaginate 700 metri di cemento che vanno dalla costa fino al mare aperto.
Immaginate un secondo molo di Levante (la metà per l'esattezza) messo lì.
No, non state sognando; NO, non è un incubo: è la realtà che qualcuno immagina.
Se vogliamo che questo progetto non si consolidi e non diventi realtà dobbiamo continuare a mobilitarci.
Questo significa anche smontare alcuni argomenti tristi ma che circolano
Qualcuno dice che il progetto-mostro insiste solo sulla parte "cementificata" della scogliera; QUALCUNO DICE CHE E' UNA PICCOLA COSA CHE INCIDE POCO (una cosuzza, come diciamo noi a Catania); QUESTO QUALCUNO si sofferma sul fatto (per fare dimenticare tutto il resto) che per 4/5 della lunghezza della sua banchina il porto turistico interesserebbe l'area cementata, quella dove oggi c'è il lido.
Chi sposta l'attenzione su questo, in modo fallace, lo fa per fare dimenticare le cose vere e grosse, cioè:
1) La parte della scogliera che viene colpita dal progetto/mostro è quella più "nobile", in cui ci sono le grotte (che verrebbero soffocate dal mostro di cemento), i fondali più pregiati, una vera riserva di colonie di pesci (tra l'altro, forse lo ricorderai, quest'anno ci sono stati anche i delfini: www.lasicilia.it/lo-dico/delfini-danno-spettacolo-alla-scogliera-di-catania-2205711/)
2) Un progetto/mostro come questo ha un tremendo impatto ambientale (sull'ecosistema marino ma anche per l'isola di calore che deriva da quei 100.000 metri quadrati di cemento in pieno mare);
3) Questo progetto di piano regolatore del porto prevede l'incremento al triplo dell'attuale traffico commerciale (come si dice da noi, "lassamu peddiri" quello che succederebbe alla Playa...). Questo aumento vertiginoso richiede la destinazione a questo "nuovo traffico" (perché ce ne mancava) della banchina ovest del Porto (da ampliare a sud sull'Acquicella, verso la Playa, come vedi nell'immagine), e l'aumento del traffico crocieristico da destinare nel molo di levante. Questo passaggio va capito bene. E' per questo che bisogna reperire altro spazio, bisogna "mangiare" altro mare, mare bello e da destinare alle attività di diporto di qualche riccone col suo yacht di decine di metri che vale centinaia di milioni di euro...
4) Infine, infatti, qualcuno prova a farci dimenticare la cosa più importante; che un progetto come questo significa "svendere il mare" e darlo in uso a pochi e ricchi (anzi, straricchi)
Il comitato che si sta costituendo promuoverà iniziative a favore di una visione nuova e diversa del mare di Catania e della sua fruizione.
Promuoverà campagne di sensibilizzazione con testimonial e sopralluoghi pubblici, anche aperti alle autorità (se vengono...).
Ma è NECESSARIO CHE CONTINUIAMO A MOBILITARCI, A FIRMARE E FARE FIRMARE
PER QUESTO TI CHIEDIAMO UNO SFORZO IMPORTANTE
CONDIVIDI ANCORA LA PETIZIONE
ARRIVIAMO PRIMA POSSIBILE ALLE 2000 FIRME!!!
AIUTACI
AIUTA CATANIA A ESSERE UN POSTO NORMALE, CIVILE, VIVIBILE
Sono stati corretti dei refusi nelle firme dei proponenti ed è stata aggiornata l'aspettativa delle firme
nuovo testo della petizione:
La scogliera d’Armisi è uno degli specchi di mare di maggiore interesse naturale e paesaggistico della costa catanese. In questo meraviglioso specchio di mare, ancora intatto, baciato dalla presenza di lave millenarie e di grotte di scorrimento di acqua dolce di rarissima bellezza, generazioni di catanesi ed oggi moltissimi turisti godono della possibilità di un mare vicino, praticabile e servito dai mezzi di trasporto, di un mare “in città”. Infatti la Scogliera d’Armisi è l’unica spiaggia disponibile da più di un secolo per quelle migliaia di catanesi che vivono e lavorano nel centro storico e non possono spostarsi a sud o a nord per i bagni estivi: famiglie, giovani lavoratrici e giovani lavoratori, ma anche persone con limitata mobilità o con forme di disabilità, per le quali non è possibile raggiungere spiagge più lontane e costose.La Scogliera d’Armisi è un bene comune e appartiene ai catanesi.Su questo gioiello ambientale si sta giocando una vicenda brutta e opaca, tra altre della storia urbanistica di Catania. Infatti il Piano regolatore del Porto, pur non essendovi ad oggi la competenza sull’area e sul suo specchio di mare da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del mare di Sicilia Orientale, ha previsto la realizzazione di un porto turistico destinato a una decina di mega-yacht di milionari, con un molo di circa 700 metri e un sistema di banchine di circa 90.000 metri quadrati: un vero e proprio mostro di cemento che distruggerebbe un intero ecosistema marino e si configurerebbe come una ulteriore “isola di calore” a tutto svantaggio del clima e del sistema ambientale della città. Per non dire che la Scogliera ha già un porto turistico – il Porto Rossi – che occupa e ostruisce uno spazio di grande bellezza a pochissima distanza, reso inopinatamente inaccessibile alla cittadinanza.Nel contempo una società privata, che ha proposto dal 2003 un progetto simile, vanterebbe diritti sulla Scogliera d’Armisi e sarebbe sul punto di ottenere delle concessioni su questa parte del demanio pubblico marittimo.
Ci appelliamo al Sindaco, avv. Enrico Trantino, al Consiglio Comunale ed alle autorità che possono oggi interrompere questa triste speculazione e restituire ancor più bella la scogliera cittadina.
Noi siamo mobilitate e mobilitati. Firmiamo questo appello con la fiducia che chi ha gli strumenti legali e legittimi per mettere fine a questo scippo si adoperi subito. Vigileremo e se necessario verremo a portare l’acqua della scogliera fino al consiglio comunale ed alla Prefettura. Perché chi dorme si svegli e agisca, per Catania, le catanesi e i catanesi. FIRME dei proponenti Attilio ScuderiAloisio GaiaAloisio Mimmo MariaBarbettani StefaniaBarcelli GiuseppeCannatella FrancescaCantone AurelioCarrubba MassimoCarrubba TommasoCastorina PaoloCastrogiovanni AnnamariaCastrogiovanni NatalinaCastrogiovanni SalvatoreCoco AlessioCuscunà GiovannaDelma Iacona MilenaFaro FrancoFede TonyFassari MargheritaGiordano GiovannaGrasso LucianoLa rosa Grazia,Massimino ElettaMilazzo GiusiPalumbo GioacchinoPietrini EmmanuelePietrini LuanaReina MonicaSantonocito CarmeloSantonocito CorradaSantonocito MariannaScaletta AnnaTesta FrancescoTomasello GiulianaTomasello SantaTomasello SanteXibilia GabriellaSalvo GirianiAdrianaGirianniAdriana LaudaniAgata BuscemiAgata NolfoAntonella InserraAmbra SottileAntonio AmatoGiovanna CannataFabio GarozzoKatia RioloFranco AvolaMaria VirgillitoMaria Rosa CosenzaSaro SpinaSimona LaudaniGabriella NolfoIgnazio AvolaMario VenutiMaria TurcoRoberta CarchioloAnna FaroGiovanna Brogna SonninoClelia CavallaroSerena McKeonMichela UrsinoCarmela GrassoGiovanni RomeoVincenzo La MendolaAlfonso Ruiz FelipeSimona BarberiCarmela Di BlasiConcetto ScutoAurelio SapuppoSalvo GrilloSimonetta TimpanaroValeria BaroneMaria FerraraVittorio CardaciAchille Giancarlo ParisiRita MazzarinoOscar GuarnacciaElvira VitaleSimona ParisiGiuseppe Maria LeottaRita TrovatoUgo CartaMaria FerraraVittorio CardaciAchille Giancarlo ParisiRita MazzarinoOscar GuarnacciaElvira VitaleSimona ParisiGiuseppe Maria LeottaRita TrovatoUgo CartaSalvatore CuscunàEmilio Migneco Luciano GrassoDonatella SalmeriAntonino ScuderiCinzia RuggieriAngelo Scibilia
nuovo fine firma: 26.08.2025 firme al momento della modifica 1.332
Correzione del cognome di alcuni dei primi firmatari
nuovo testo della petizione:
La scogliera d’Armisi è uno degli specchi di mare di maggiore interesse naturale e paesaggistico della costa catanese. In questo meraviglioso specchio di mare, ancora intatto, baciato dalla presenza di lave millenarie e di grotte di scorrimento di acqua dolce di rarissima bellezza, generazioni di catanesi ed oggi moltissimi turisti godono della possibilità di un mare vicino, praticabile e servito dai mezzi di trasporto, di un mare “in città”. Infatti la Scogliera d’Armisi è l’unica spiaggia disponibile da più di un secolo per quelle migliaia di catanesi che vivono e lavorano nel centro storico e non possono spostarsi a sud o a nord per i bagni estivi: famiglie, giovani lavoratrici e giovani lavoratori, ma anche persone con limitata mobilità o con forme di disabilità, per le quali non è possibile raggiungere spiagge più lontane e costose.La Scogliera d’Armisi è un bene comune e appartiene ai catanesi.Su questo gioiello ambientale si sta giocando una vicenda brutta e opaca, tra altre della storia urbanistica di Catania. Infatti il Piano regolatore del Porto, pur non essendovi ad oggi la competenza sull’area e sul suo specchio di mare da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del mare di Sicilia Orientale, ha previsto la realizzazione di un porto turistico destinato a una decina di mega-yacht di milionari, con un molo di circa 700 metri e un sistema di banchine di circa 90.000 metri quadrati: un vero e proprio mostro di cemento che distruggerebbe un intero ecosistema marino e si configurerebbe come una ulteriore “isola di calore” a tutto svantaggio del clima e del sistema ambientale della città. Per non dire che la Scogliera ha già un porto turistico – il Porto Rossi – che occupa e ostruisce uno spazio di grande bellezza a pochissima distanza, reso inopinatamente inaccessibile alla cittadinanza.Nel contempo una società privata, che ha proposto dal 2003 un progetto simile, vanterebbe diritti sulla Scogliera d’Armisi e sarebbe sul punto di ottenere delle concessioni su questa parte del demanio pubblico marittimo.
Ci appelliamo al Sindaco, avv. Enrico Trantino, al Consiglio Comunale ed alle autorità che possono oggi interrompere questa triste speculazione e restituire ancor più bella la scogliera cittadina.
Noi siamo mobilitate e mobilitati. Firmiamo questo appello con la fiducia che chi ha gli strumenti legali e legittimi per mettere fine a questo scippo si adoperi subito. Vigileremo e se necessario verremo a portare l’acqua della scogliera fino al consiglio comunale ed alla Prefettura. Perché chi dorme si svegli e agisca, per Catania, le catanesi e i catanesi. FIRME dei proponenti Attilio ScuderiAloisio GaiaAloisio Mimmo MariaBarbettani StefaniaBarcelli GiuseppeCannatella FrancescaCantone AurelioCarrubba MassimoCarrubba TommasoCastorina PaoloCastrogiovanni AnnamariaCastrogiovanni NatalinaCastrogiovanni SalvatoreCoco AlessioCuscunà GiovannaDelma Iacona MilenaFaro FrancoFede TonyFassari MargheritaGiordano GiovannaGrasso LucianoLa rosa Grazia,Massimino ElettaMilazzo GiusiPalumbo GioacchinoPietrini EmmanuelePietrini LuanaReina MonicaSantonocito CarmeloSantonocito CorradaSantonocito MariannaScaletta AnnaTesta FrancescoTomasello GiulianaTomasello SantaTomasello SanteXibilia GabriellaSalvo GirianiAdriana LaudaniAgata BuscemiAgata NolfoAntonella InserraAmbra SottileAntonio AmatoGiovanna CannataFabio GarozzoKatia RioloFranco AvolaMaria VirgillitoMaria Rosa CosenzaSaro SpinaSimona LaudaniGabriella NolfoIgnazio AvolaMario VenutiMaria TurcoRoberta CarchioloAnna FaroGiovanna Brogna SonninoClelia CavallaroSerena CavallaroMichelaMcKeonMichela UrsinoCarmela GrassoGiovanni RomeoVincenzo La MendolaAlfonso Ruiz FelipeSimona BarberiCarmela Di BlasiConcetto ScutoAurelio SapuppoSalvo GrilloSimonetta TimpanaroValeria BaroneMaria FerraraVittorio CardaciAchille Giancarlo ParisiRita MazzarinoOscar GuarnacciaElvira VitaleSimona ParisiGiuseppe Maria LeottaRita TrovatoUgo CartaMaria FerraraVittorio CardaciAchille Giancarlo ParisiRita MazzarinoOscar GuarnacciaElvira VitaleSimona ParisiGiuseppe Maria LeottaRita TrovatoUgo CartaSalvatore CuscunàEmilio Migneco Luciano GrassoDonatella SalmeriAntonino ScuderiCinzia RuggieriAngelo Scibilia
nuovo fine firma: 26.08.2025 firme al momento della modifica 1.326
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