ieri, venerdì 7 novembre, si è tenuta la conferenza stampa nella sala consiliare di Palazzo degli Elefanti, tenuta dai comitati e dalle associazioni, e organizzata dal capogruppo dei 5stelle Graziano Bonaccorsi (che ringraziamo) insieme ad altri partiti delle opposizioni, per spiegare alla città le ragioni della nostra contrarietà al progetto di piano regolatore del porto approvato dal Comitato di gestione dell’ADSP lo scorso 29 ottobre.
Trovate un dettagliato resoconto con le interviste a questo link: www.hashtagsicilia.it/2025/11/07/catania-crescono-i-segnali-dal-fronte-del-no-al-nuovo-piano-del-porto-approvato-il-29-ottobre-cosi-si-spezza-il-legame-tra-citta-e-mare/
A valle della conferenza stampa abbiamo appreso di questa presa di posizione, sostanzialmente favorevole al progetto di piano regolatore del porto, di un partito della locale opposizione, su cui ciascuna/o potrà farsi una propria idea: www.facebook.com/share/p/1AcyFRKSZ2/
Negli scorsi giorni era arrivato anche da un esponente della maggioranza locale e regionale un appoggio all’attuale piano regolatore del porto: www.facebook.com/share/r/1AoaRcKtA1/
Per quanto ci riguarda la nostra contrarietà al progetto è uscita fortemente consolidata dal confronto con le altre associazioni. Ci muoviamo dunque, se nulla muterà, verso le azioni legali e verso forme di promozione e diffusione dei valori naturalistici e sociali della Scogliera d’Armisi e del suo bacino d’acqua, e della foce dell’Acquicella e del suo ecosistema faunistico e floristico.
Vi informiamo che al Catania Film festival che si terrà al Centro Zo il prossimo venerdì 14 novembre verrà proiettato il documentario del regista Marco Pirrello sulla Scogliera d’Armisi dal titolo “Com’è proficuo il mare”.
Segnaliamo anche che alcune delle richieste di collaborazione al Comitato ed alcuni degli ultimi messaggi da voi inviati, ai quali non abbiamo potuto rispondere, si sono purtroppo perduti per dei problemi informatici. Invitiamo chi non avesse ricevuto risposta a rinnovare il messaggio.
Cari saluti
Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania
come preannunciato, venerdì 7 novembre 2025 alle ore 10, presso la sala del Consiglio Comunale di Catania, si terrà una Conferenza Stampa che ha ad oggetto la proposta di nuovo PRG del Porto approvata dall’Autorità Portuale lo scorso 29 ottobre. La Conferenza Stampa è indetta congiuntamente dal Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania, LIPU Catania, Volerelaluna, WWF Sicilia nordorientale, Comitato di proposta per il Parco Territoriale Monte Po - Vallone Acquicella e Comitato Antico Corso. Interverranno i gruppi consiliari del Movimento 5stelle e del PD, e rappresentanti di AVS. Vi invitiamo a partecipare.
Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d'Armisi di Catania
Care e cari,
purtroppo abbiamo appreso che l'Autorità di Sistema Portuale ha approvato pochi giorni fa un Piano regolatore che non recepisce di fatto quasi per nulla le richieste della città. E questo nonostante i Decreti di ministeri e Regione, i pareri della Soprintendenza, le numerose richieste di comitati, associazioni e alcune forze politiche. Ma soprattutto nonostante migliaia di cittadine e cittadini abbiano detto chiaro cosa ne pensano di un mare fatto a pezzi e privatizzato. Per questa ragione insieme alle associazioni che vedrete di seguito abbiamo diffuso un comunicato, molto chiaro, duro, netto. Non è lo scenario che avremmo auspicato, anche se quello che sta accadendo non ci sorprende, purtroppo. Vi chiediamo di continuare a mobilitarVI e seguire ciò che sta accadendo, insistendo perché sempre più persone si informino e firmino la nostra mozione.
Promuoveremo una conferenza stampa con le altre associazioni e le forze politiche interessate e ve ne daremo notizia.
Di seguito il comunicato con preghiera di lettura e diffusione. Grazie
Il Comitato per la difesa e la fruizione della scogliera d'Armisi di Catania
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO SUL PIANO REGOLATORE DEL PORTO – COMITATO PER LA DIFESA E LA FRUIZIONE DELLA SCOGLIERA D’ARMISI – LIPU CATANIA– VOLERELALUNA - WWF SICILIA NORDORIENTALE – COMITATO DI PROPOSTA PER IL PARCO TERRITORIALE MONTE PO – VALLONE ACQUICELLA
1 novembre 2025
Apprendiamo con sconcerto che l’Autorità Portuale di Catania, il 29 ottobre 2025 ha approvato il nuovo PRG del porto di Catania, che avrebbe dovuto tenere conto dei suggerimenti, delle indicazioni, delle prescrizioni e raccomandazioni espressamente richiamati dal Decreto emesso dal Ministro dell’Ambiente di concerto con l’Assessore Regionale ai BB.CC. e IS nei giorni scorsi.
Quale superiore interesse pubblico ha indotto nella Autorità di Sistema Portuale una tale urgenza da approvare un PRP conforme a un Documento di Programmazione Strategica di Sistema (DPSS) ormai superato poiché non tiene conto dell’inserimento dei porti di Siracusa e Pozzallo nel medesimo sistema portuale?
Quale premura ha spinto l’Autorità di Sistema Portuale ad interpretare unilateralmente ed in silenzio le numerose e stringenti prescrizioni provenienti dalle autorità di tutela e ad apportare al precedente PRP le sole modifiche ritenute accoglibili?
Quali motivi la inducono ad evitare di aprire un dibattito serio e sereno con le tante componenti della società catanese interessate?
Cosa ne sarà della Scogliera d’Armisi nella nuova proposta di PRG, che elude del tutto le precise indicazioni contenute nel parere della Soprintendenza di Catania?
Cosa ne sarà della foce del Vallone Acquicella che ignora le precise indicazioni contenute nel parere della Soprintendenza di Catania?
Secondo quali input ha recentemente rilasciato concessioni a due società della logistica palesemente in contrasto con le previsioni del suo stesso Piano regolatore, una delle quali compromette il rapporto porto-città?
Dal comportamento dell’Autorità di Sistema Portuale si evince che ha inteso riservare al Consiglio Comunale di Catania un ruolo meramente marginale che ignora nella sostanza l’obbligo costituzionale di leale collaborazione tra le diverse istituzioni.
Alla luce dei documenti diffusi dall’Autorità di Sistema Portuale, quali allegati al verbale di deliberazione del Comitato di gestione n. 8 del 29/10/2025, chiediamo al Consiglio Comunale di convocare con la massima urgenza un’apposita riunione, invitando a parteciparvi l’Autorità portuale, i sindaci di Siracusa, Augusta e Pozzallo, in quanto rappresentanti di comunità direttamente interessate se non colpite dal provvedimento dell’Autorità Portuale.
Per quanto ci riguarda, prendiamo atto della mancata volontà di arrivare a un confronto reale e articolato con la cittadinanza e le associazioni del territorio. Data l’enormità del provvedimento approvato, con un PRP che appare comunque illegittimo nel pianificare aree esterne al perimetro di sua competenza (sottraendole così a quella del Consiglio Comunale) e nell’ignorare altri parti che invece le competono, e dato l’impatto gravissimo che tale provvedimento rischia di avere su beni comuni e interessi pubblici generali, non ci resta che valutare di adire la magistratura in ogni sede per evitare che si consumi un ennesimo scempio di Catania, del suo mare e della sua storia.
Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania
LIPU Catania
Volerelaluna
WWF Sicilia nordorientale
Comitato di proposta per il Parco Territoriale Monte Po - Vallone Acquicella
In questi otto mesi di vita del “Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania”, è progressivamente cresciuta in noi la fiducia dell’esito positivo della battaglia intrapresa: giungere ad una profonda modificazione della proposta di PRG del Porto di Catania - avanzata dall’Autorità portuale e consentita dal Comune – che potrebbe comportare uno sversamento in mare e su una splendida scogliera lavica di origine preistorica più di ottocentomila metri cubi di cemento (tra banchine e nuovo molo) ai quali si sarebbero aggiunti i notevoli volumi da realizzare sulle banchine.
La fiducia è stata alimentata dalla partecipazione attiva di oltre 3000 cittadine e cittadini, che non si sono limitati a sottoscrivere la petizione, ma hanno manifestato in ogni modo di volerci essere, di volerne sapere di più per fare di più e meglio per salvare un bene ambientale, naturalistico, storico e paesaggistico che appartiene a ciascuna/o e a tutti. Il miracolo che solo la democrazia partecipata può realizzare: trasformare un grave pericolo in una grande opportunità.
In tante e tanti, nel corso della stagione balneare, ci hanno avvicinato per mettere a disposizione della nostra comune “bella causa” tempo e competenze. Un cittadino, ad esempio, ha effettuato uno splendido documentario sottomarino che attesta la varietà e la rarità delle specie vegetali, animali, geologiche presenti (altro che materassi e rifiuti). Ed un professionista della cinematografia ha realizzato (anche lui gratuitamente) un documentario che unisce testimonianze del passato e del presente, della natura e dell’umanità che popolano la Scogliera d’Armisi. Materiali preziosi, un inedito capitale sociale che sarà a disposizione dei cittadini, delle associazioni e delle istituzioni.
A tutte le istituzioni vogliamo dire con semplicità e chiarezza: è tempo, di mettere mano ad una autentica rielaborazione del PRG del Porto di Catania che - come dice testualmente il recente decreto del Ministero dell’Ambiente e dell’Assessorato regionale dei BB.CC. e IS - “deve tenere conto delle raccomandazioni, dei suggerimenti, delle condizioni e delle osservazioni espresse dalla Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale VIA-VAS” (art. 2), nonché di quelli espressi dall’Assessorato dei Beni Culturali e IS (art.3).
Poiché tali osservazioni, raccomandazioni, condizioni e suggerimenti non sono di poco conto, ma sono di sostanza e richiedono una riscrittura completa del PRG, nessuno pensi di trasformare questo delicato e importante passaggio per il presente e il futuro di Catania in un mero adempimento burocratico, “riservato” agli addetti ai lavori. Si apra un grande dibattito pubblico, dentro e fuori le sedi istituzionali e solo al termine di esso si assumano decisioni che auspichiamo positive e condivise. Chiediamo al Comune di assumere il ruolo di garante di una procedura che sia davvero trasparente e partecipata. Noi continueremo a fare la nostra parte.
Comitato per la difesa e la fruizione della scogliera d'Armisi di Catania
In questi otto mesi di vita del “Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania”, è progressivamente cresciuta in noi la fiducia dell’esito positivo della battaglia intrapresa: giungere ad una profonda modificazione della proposta di PRG del Porto di Catania - avanzata dall’Autorità portuale e consentita dal Comune – che avrebbe comportato uno sversamento in mare e su una splendida scogliera lavica di origine preistorica più di ottocentomila metri cubi di cemento (tra banchine e nuovo molo) ai quali si sarebbero aggiunti i notevoli volumi da realizzare sulle banchine.
La fiducia è stata alimentata dalla partecipazione attiva di oltre 3000 cittadine e cittadini, che non si sono limitati a sottoscrivere la petizione, ma hanno manifestato in ogni modo di volerci essere, di volerne sapere di più per fare di più e meglio per salvare un bene ambientale, naturalistico, storico e paesaggistico che appartiene a ciascuna/o e a tutti. Il miracolo che solo la democrazia partecipata può realizzare: trasformare un grave pericolo in una grande opportunità.
In tante e tanti, nel corso della stagione balneare, ci hanno avvicinato per mettere a disposizione della nostra comune “bella causa” tempo e competenze. Un cittadino, ad esempio, ha effettuato uno splendido documentario sottomarino che attesta la varietà e la rarità delle specie vegetali, animali, geologiche presenti (altro che materassi e rifiuti). Ed un professionista della cinematografia ha realizzato (anche lui gratuitamente) un documentario che unisce testimonianze del passato e del presente, della natura e dell’umanità che popolano la Scogliera d’Armisi. Materiali preziosi, un inedito capitale sociale che sarà a disposizione dei cittadini, delle associazioni e delle istituzioni.
Alle istituzioni vogliamo dire con semplicità e chiarezza: è tempo, di mettere mano ad una autentica rielaborazione del PRG del Porto di Cataniache - come dice testualmente il recente decreto del Ministero dell’Ambiente e dell’Assessorato regionale dei BB.CC. e IS - “deve tenere conto delle raccomandazioni, dei suggerimenti, delle condizioni e delle osservazioni espresse dalla Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale VIA-VAS” (art. 2), nonché di quelli espressi dall’Assessorato dei Beni Culturali e IS (art.3).
Poiché tali osservazioni, raccomandazioni, condizioni e suggerimenti non sono di poco conto, nessuno pensi di trasformare questo delicato e importante passaggio per il presente e il futuro di Catania in un mero adempimento burocratico,“riservato” agli addetti ai lavori. Si apra un grande dibattito pubblico, dentro e fuori le sedi istituzionalie solo al termine di esso si assumano decisioni che auspichiamo positive e condivise. Chiediamo al Comune di assumere il ruolo di garante di una procedura che sia davvero trasparente e partecipata. Noi continueremo a fare la nostra parte.
Comitato per la difesa e la fruizione della scogliera d'Armisi di Catania
Care firmatarie e cari firmatari,
prima di parlare di cose più “serie”, da dove viene il nome “Scogliera dell’Armisi”?
Troviamo alcune informazioni in un utile volume su Catania, dal titolo 111 luoghi di Catania che devi proprio scoprire, scritto da Florinda Giannino e Marco Lo Curzio. Il “luogo da scoprire” numero 89 è proprio Il lido Scogliera d’Armisi. Citiamo da lì: “La Scogliera d’Armisi è il tratto di costa più vicino al centro urbano, interamente costituito da roccia lavica, e si estende per circa un chilometro dall’attuale piazza dei Martiri fino a Piazza Galatea, prima del borgo di San Giovanni li Cuti. L’origine è riconducibile alla seconda delle tre colate preistoriche che definirono la morfologia dell’intero insieme fondativo della città. Si tratta di un patrimonio naturale unico, con grotte, insenature e rilievi studiati per la complessa morfologia derivata dall’azione erosiva del mare nel tempo. Il suo nome è probabilmente una contrazione di Artemision, il tempio dedicato al culto di Artemide, che pare sorgesse in questa zona (...). A fine Ottocento, quando ancora le spiagge della Plaia erano difficilmente raggiungibili, su queste scogliere i catanesi organizzarono i primi stabilimenti balneari pubblici, costruendo su complessi sistemi di palafitte in legno le prime cabine e inaugurando un rituale che sarebbe diventato tradizione per generazioni di catanesi. Ancora oggi il lido propone l’esperienza del mare come allora, ritagliando in piena città uno spazio riservato, incastrato proprio sotto la stazione dei treni; vi si accede imboccando un tunnel seminascosto (…) in piazza Giovanni XXIII. Il sottopassaggio, percorso in penombra, ha il potere di lasciare lentamente la città alle spalle e predisporre all’unica prospettiva che si percepisce dal lido, verso un orizzonte di solo mare. Il lido è accessibile sempre, le tariffe sono contenute (…). L’idea è che una pausa al mare debba poter essere un piacere per tutti.”
Non c’è una parola da aggiungere, basta solo leggere e rileggere la felice descrizione di questo “mare per tutti”, che qualcuno vorrebbe trasformare in un mare di cemento e per pochi.
Quindi sarebbe svelato – ma il condizionale va usato in casi di fatti e nomi antichi – il mistero del toponimo. Armisi verrebbe da Artemision/Artemisi/Armisi, quindi dal nome della dea greca della accia, Artemide, che i romani chiamavano Diana. Molti elementi fanno pensare che sia così; elenchiamoli.
1) Il culto di Artemide era molto diffuso nella città da cui venivano i coloni Greci, Calcide, e in generale dalla Calcidica, la regione dell’antica Grecia che colonizzò Catania
2) Il culto di Artemide in età greca trova terreno fertile nella sicilia Orientale; c’è un importante Artemision a Siracusa, ma luoghi di culto di questa dea si trovano anche in altre città siciliane e reperti che testimoniano il culto di Artemide sono stati ritrovati in altri santuari catanesi di età greca.
3) Le zone che si affacciano al mare spesso sono dedicate dai Greci a santuari e templi, che servivano come luoghi di incontro con i navigatori; a Catania, qualche chilometro più a nord si trovava il tempio di Atena Longane, che darà il toponimo a Ognina
4) Infine, il culto di Artemide si lega a una tradizione del mito che vuole che le armi della dea fossero state forgiate nelle officine di Efesto, nelle grotte laviche dell’Etna (si veda E. Ciaceri, Culti e miti nella storia dell’antica Sicilia)
Così, troviamo questo testo sul sito Facebook dell’associazione Genius Loci : “Sin da IV secolo a.C. nella odierna Civita, nella vicinanza della attuale piazza dei Martiri, esisteva il tempio di Artemide, Artemision o Diana, la dea della caccia. Ne era vietato l’accesso alle donne sposate e le sue sacerdotesse dovevano essere vergini. Il tempio di Catania, in stile ionico, aveva il privilegio del diritto di asilo. Le feste dedicate alle dea, le artemisie, si svolgevano in aprile e per la grande affluenza di persone si trasformavano in un grande bazar all’aperto in cui si vendevano amuleti e simulacri del tempio e delle icone presenti. Il tempio fu distrutto dall’eruzione del 135 a.C., dando il nome alle scogliere del Larmisi. Ricostruito 10 anni dopo, durante l’avvento del cristianesimo fu abbandonato a sé stesso per essere poi seppellito dalle lave del 1381.”
Insomma, l'ipotesi del nome regge...
Adesso qualcosa di meno gradevole; trovate nell’articolo allegato la notizia che la società privata che aveva chiesto la concessione per costruire il porto chiede adesso i danni al comune e all'AdSP. Ma com’è possibile che tutti sono sicuri che questo porto che cancella la scogliera si deve fare? E cosa succederebbe se i danni li chiedessimo noi cittadini catanesi?
Intanto oggi la stagione del lido si chiude, ma non chiude la Scogliera e non chiudono le attività del Comitato, che continuerà ad aggiornarvi, a prendere firme e informarvi costantemente, su novità importanti, in arrivo...
A presto
Comitato della Scogliera d’Armisi di Catania
Care sostenitrici e cari sostenitori,
la testata giornalistica Hashtag Sicilia, attraverso il suo Direttore Salvatore Bonura, ha dedicato un articolo e un servizio video alla nostra azione di promozione e salvaguardia del mare.
Trovate in link, di seguito, e potrete cliccare e diffondere.
per difendere un luogo del cuore (che è un pezzo di anima della nostra città) come la Scogliera dell'Armisi, è utile un pò di storia.
Non tutti ad esempio sanno che le lave e le grotte della scogliera dell'Armisi hanno più di cinquemila anni. Lo certifica una ricerca dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di alcuni anni fa, di cui indichiamo a seguire il link e che citiamo brevemente:
"“Le direzioni paleomagnetiche misurate negli altri due flussi di lava analizzati, quelli di Larmisi e San Giovanni Galermo, risultano coincidenti, implicando che l’età di messa in posto è in realtà la stessa, con un margine di errore statistico non superiore ai 100-200 anni. Questo dato, insieme alle evidenze geologiche, geochimiche e petrologiche, implica che le due colate laviche possano essere considerate parti di un unico grande campo lavico eruttato in una finestra temporale compresa tra 5.494 e 5.387 anni fa."
Da un altro articolo sulle lave catanesi traiamo un secondo brano, che spiega di cosa parliamo quando parliamo di queste lave e di queste antichissime grotte:
"La lava dei Larmisi prende il suo nome da una punta prominente sul mare, oltre i binari della Stazione centrale, in questa zona questo tipo di lava è perfettamente visibile. Si tratta di circa due chilometri dalla stazione verso Piazza Europa. La lava dei Larmisi costituisce tutto il sottosuolo della città, definita “moderna” perché appartenente agli ultimi due secoli. Inoltre le vie Imbriani, Corso delle Provincie, Musumeci, Ramondetta e tutto il circondario sono costituite da lave di questo tipo."
Insomma, Catania e le grotte laviche dell'Armisi (anticamente dei Larmisi, ma sull'origine del nome diremo in seguito) sono un'unica cosa e sono la storia stessa della città, una storia che non si può cancellare nel nome di un supposta "apertura del porto alla città", come qualcuno insiste, ancora, a dire. Il mare alla scogliera dell'Armisi e del Caito è già aperto alla città, da secoli, e vogliamo che così resti: libero, aperto e accessibile per tutti. Moli per megayacht, banchine di cemento, piazze di cemento sul mare, negozi e alberghi, strade e posteggi, sono tutti solamente modi per CHIUDERE L'ACCESSO AL MARE ALLA CITTA'. E chi dice il contrario fa a pugni con la realtà.
Intanto tra i bagnanti e i clienti del lido è aperta la caccia ai materassi che secondo qualcuno coprirebbero i fondali di questo stupendo specchio di mare. Dopo mesi di perlustrazioni non ne è stato trovato nemmeno uno, di materasso... Mah, vuoi vedere che non ce ne sono... Ma noi con pazienza continuiamo a cercare. In compenso in questi giorni - magari a qualcuno può interessare - il mare della scogliera sfoggia pomodori di mare (ottimo segno di qualità marina), murene, branchi di pesci in riproduzione, stelle marine... Tutte cose che faremo presto vedere.
Buon bagno allora (e occhio ai materassi, mi raccomando...).
Il Comitato per la salvaguardia e la fruizione della Scogliera d'Armisi di Catania
Cosa dice il Ministero dell’Ambiente sulla Scogliera d’Armisi (e perché adesso bisogna fare sentire ancora più forte la nostra voce)
Care firmatarie e cari firmatari della petizione per salvare la Scogliera d’Armisi e il mare di Catania,
come vi abbiamo raccontato nel precedente messaggio, il 27 giugno la Commissione tecnica responsabile della VAS (Valutazione Ambientale Strategica) del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) ha presentato il suo parere sul Piano regolatore del Porto. Come sapete il parere ne denuncia le moltissime insufficienze tecniche e di progettazione. Soprattutto per la zona della Playa e per gli ampliamenti a Sud verso il torrente Acquicella, i rilievi sono pesantissimi. Ma come sapete questo Piano regolatore del Porto, che ha l'approvazione dell'amministrazione comunale attuale, prevede che la prima opera, quella così importante che proprio non si può aspettare nemmeno un minuto è (indovinate un po') il porto turistico per megayacht e megamilionari della Scogliera d’Armisi. Per qualcuno Catania non può proprio vivere senza quest’opera assurda; ma proviamo a capire un po' meglio perché.
Infatti, in relazione al molo turistico-mostro il rapporto ministeriale non chiude le porte; anzi offre – sia pur tra tanti distinguo tecnici – una soluzione possibile e chiede che venga analizzata l’alternativa che trovate illustrata nella cartina che alleghiamo a questo messaggio (e che potete scaricare cliccando sull’icona indicata; il titolo è "Ministero su Armisi").
Diciamolo in modo semplice: secondo il Ministero - se questo rapporto verrà confermato dal Decreto che si attende con il giudizio di compatibilità ambientale – la banchina dovrebbe piegarsi un po' verso ovest ed arriverebbe più o meno fino a metà dell’attuale Lido; i frangiflutti di protezione del molo prenderebbero altri 10/20 metri in più e la base a mare altre decine di metri; di fatto l’area dell’attuale Lido – per capirci – verrebbe quasi tutta coperta.
Dalla punta di questo mostro di cemento (come vedete nel disegno) partirebbe il molo di circa 700 metri. Quindi, per essere chiari: il Ministero con questa prima valutazione ritiene possibile che si costruisca DENTRO IL MARE, riempiendo la scogliera fino a decine di metri dall’attuale costa.
Quale sarebbe il risultato (perché noi catanesi dovremo fare i conti con quello che accadrà, se accadrà)? Immaginate l’equivalente di un paio di piazze Duomo di Catania costruite dentro il mare, soffocando scogli, flora, fauna e tutto ciò che si trova in questo prezioso specchio d’acqua. Ma perché quest’opera è così importante? Non tanto per il Molo, che sarebbe in fondo la scusa per distruggere questa perla ambientale; ma soprattutto perché in questa area di cemento dentro il mare – che verrebbe collegata all'attuale porto con una “bella” strada - sorgerebbero ristoranti, bar, alberghi, negozi...
Avete presente la Scogliera così com’è oggi? Chiudete gli occhi e immaginatela trasformata in una banchina di cemento dentro il mare con una striscia di cemento di locali, palazzi, posteggi, mare inquinato…
Una nota di colore (ma è un colore scuro): pare che l’Autorità Portuale abbia inviato dei video secondo i quali il fondale attuale e che verrebbe coperto dalla colata sarebbe una discarica, una pattumiera piena di materassi e spazzatura. Chiunque conosca la Scogliera può dire se i fondali sono o meno puliti, se l’acqua dell’Armisi è o meno la più pulita della scogliera catanese. Per questo stiamo lavorando a un documentario anche con riprese subacquee che faccia vedere la realtà, ovvero grotte laviche, pesci, stelle marine, uccelli e altre specie protette che trovano in quest’area uno spazio di natura ancora viva e vitale.
Chiediamoci dunque: a chi servirebbero i locali che qualcuno vorrebbe fare costruire, con l’effetto di un’isola di calore e cemento che aumenterebbe la temperatura del quartiere e di un traffico che eleverebbe il già alto inquinamento atmosferico della zona? A pochi, pochissimi…
A chi è utile oggi la Scogliera? A tutta la città, come riserva di bellezza, frescura e benessere aperta a tutte e tutti.
Che città vogliamo? Poniamoci questa domanda.
Per queste ragioni vi chiediamo di continuare a fare girare e firmare la petizione. Per queste ragioni cercheremo di organizzare incontri e iniziative che continuino a promuovere la salvaguardia, la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi e di tutto il tratto di mare che arriva fino a piazza Europa. Ma su questo, cioè sul parco lineare costiero Armisi-Caito, vi diremo un’altra volta…
Il Comitato per la salvaguardia e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania