19.03.2025, 15:12
UN MARE DI CEMENTO. No al progetto Cancella il mare
Sulla vicenda del Piano Regolatore del Porto di Catania si sta costruendo una gravissima cortina fumogena, una “cumparsa” (come diciamo a Catania) perché l’affare (è proprio il caso di dirlo) “deve andare in porto”.
Ma il diavolo fa le pentole e dimentica i coperchi.
Infatti, la proposta di delibera che verrà presentata al Consiglio Comunale di Catania il prossimo 21 marzo, prova che il progetto dell’Autorità Portuale (ADSP) della Sicilia Orientale è carente e omissivo.
Citiamo limitandoci ai rilievi principali: “Dall'esame approfondito della Relazione Generale di Piano emergono significative incongruenze e refusi che inficiano la chiarezza espositiva del documento programmatico, compromettendone la piena intelligibilità (…) Si è rilevata una sostanziale incoerenza nell'apparato normativo del Piano, in particolare, la non corrispondenza tra i parametri urbanistici ed edilizi definiti nelle Norme Tecniche di Attuazione e quelli riportati nella tabella riepilogativa allegata alla stessa e riferita agli elaborati di zonizzazione (…) Dall'analisi della documentazione di Piano emerge una significativa discrasia tra gli obiettivi strategici dichiarati e la loro effettiva traduzione negli elaborati di zonizzazione (…) Tale incongruenza risulta particolarmente evidente nella mancata definizione di un quadro organico e dettagliato dei parametri edilizi ed urbanistici relativi al costruito, con specifico riferimento agli indici di edificabilità, alle altezze massime consentite e ai rapporti di copertura (…) In esito alle verifiche tecniche condotte dall’Ufficio, è emerso che gli elaborati grafici del Piano Regolatore Portuale sono stati erroneamente redatti (…) Emerge quindi la necessità di introdurre specifiche prescrizioni volte a garantire un'efficace mitigazione dell'impatto delle previsioni edificatorie contenute nel Piano Regolatore Portuale, con particolare riferimento alle aree di interfaccia con il tessuto storico-monumentale della città. In tal senso, è imprescindibile l'individuazione di zone di inedificabilità assoluta, strategicamente localizzate in corrispondenza dei punti di maggiore sensibilità del waterfront urbano, al fine di preservare le visuali storicamente consolidate e il rapporto percettivo tra la città e il suo porto”.
Traduciamo per i non addetti ai lavori, in pochi punti semplici semplici (tanto i catanesi hanno capito tutto, nonostante i convegni lussuosi e i paginoni di giornali):
1) Errati i numeri, le mappe, le previsioni, per un progetto che stravolgerebbe e se approvato stravolgerà Catania, il suo ambiente, la sua vita, la sua storia e la sua natura per sempre, meritando quindi il nome di Cancella il mare.
2) Nonostante questo pasticcio – che però deve essere approvato subito, perché si è arrivati all’emergenza - il Comune sembrerebbe intenzionato ad esprimere un parere favorevole ma vincolato. Chissà perché visto che pochi giorni prima, insieme alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Culturali di Catania, aveva bocciato un progetto sul porto turistico molto simile e presentato da una società privata di cui non si hanno molte notizie (quanta Fudda al Passiaturi in questi giorni…).
3) Oltre agli errori rilevati dall’assessorato all’Urbanistica, ce ne sono molti altri; ma ne diciamo uno solo: nel Piano Regolatore del Porto presentato dall’Autorità Portuale sono sbagliati i confini del Porto stesso? La Scogliera d’Armisi non rientra nel Porto storico e tuttavia “magicamente” vi è ricompresa. Si può fare? Proprio no… E questo porta all’ultima considerazione…
4) Il Porto turistico per gli Yacht dei pochi supermilionari, quello che distruggerà una delle parti più belle di Scogliera, con un ecosistema di grotte e una fauna e una flora uniche, è la prima cosa che si dovrà realizzare. Va fatto presto, immediatamente. Le altre cose possono aspettare fino al 2045 (“Pensa Dio”, come diciamo sempre noi catanesi).
Lo diciamo chiaro. Diffidiamo il Consiglio Comunale di Catania dal dare parere favorevole ad un progetto che presenta gravi vizi.
Il Sindaco, l’Amministrazione e il Consiglio comunale possono scegliere: passare alla storia come il Sindaco (Trantino e il suo Vice), l’Amministrazione e il Consiglio Comunale che hanno approvato e promosso IL PROGETTO CANCELLA IL MARE, oppure rimandare al mittente questo mostro e aprire un serio dibattito nella città per la fruizione del primo bene comune dei catanesi: il nostro mare.
Se il parere dovesse passare così, presenteremo esposto/denuncia all’autorità giudiziaria e adiremo in ogni sede le vie legali contro il progetto Cancella IL MARE.
VEDIAMOCI TUTTE E TUTTI AL CONSIGLIO COMUNALE, A PALAZZO DEGLI ELEFANTI, PER LA DISCUSSIONE E LA VOTAZIONE SULLA SCOGLIERA D'ARMISI, SUL PORTO E SUL MARE DI CATANIA. VI ASPETTIAMO GIOVEDì 20 MARZO ALLE 10 E VENERDì 21 MARZO ALLE 19!
PRESENTI PER LA SCOGLIERA!!!
Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania