Regione: Catania

Salviamo la Scogliera D'Armisi a Catania

La petizione va a:
Sindaco di Catania, Consiglio comunale di Catania, Sovrintendenza di Catania

5.068 Firme

100 %
4.500 per obiettivo di raccolta

5.068 Firme

100 %
4.500 per obiettivo di raccolta
  1. Iniziato febbraio 2025
  2. Collezione ancora > 5 settimane
  3. Trasferimento
  4. Dialogo con il destinatario
  5. Decisione
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Novità

02/07/2025, 04:15

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Care sostenitrici e cari sostenitori della petizione per la fruizione e la salvaguardia della Scogliera d'Armisi di Catania,

una buona notizia che deve farci continuare a opporci al progetto assurdo del Piano Regolatore del Porto voluto dall'Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale e approvato dal Consiglio comunale di Catania.

Giorno 27 giugno è stato pubblicato il parere della Commissione Tecnica del Ministero
dell’Ambiente sulla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) del Piano Regolatore del Porto di
Catania. Il Ministero ha accolto buona parte delle Osservazioni presentate nel mese di febbraio di
quest’anno da parte delle Associazioni ambientaliste e socio-culturali catanesi, in primis Volerelaluna, ed ha formulato numerosissimi rilievi al progetto, evidenziandone spesso superficialità e contraddizioni.
AVEVAMO RAGIONE.
ABBIAMO RAGIONE.
Ma attenzione, non è affatto finita. Il Ministero ridimensiona e critica l'intero progetto e chiede di limitare l'area dell'inutile e dannoso porto turistico per milionari; chiede di limitare, non di cancellare il porto turistico. La previsione è ancora negativa per la Scogliera e per il Lido, che verrebbe in buona parte "mangiato", anche in questa ipotesi rivista.
QUESTO NON VA BENE.
Dobbiamo dunque continuare a fare pressione, informare, fare girare e firmare la petizione finché il progetto non verrà RITIRATO!!!
Ma come sostiene il comunicato elaborato da Volerelaluna, che vi inviamo con questa mail, adesso è il tempo di un primo bilancio, prima di tutto sull'Amministrazione Trantino.
L’amministrazione comunale è stata inerte nel chiedere all’Autorità portuale il rispetto della
volontà della città. È indispensabile che su questo punto vi sia chiarezza: ed è quindi
necessario che la mobilitazione continui affinché l’Autorità portuale accetti di rivedere
e ridiscutere in profondità il Piano Regolatore del Porto della nostra città.

Vi comunichiamo infine che al Lido sono disponibili materiali informativi che consentono di accedere alla petizione, farla firmare, conoscere la situazione di questo agghiacciante progetto e le controproposte del Comitato.

Continuiamo a sostenere la Petizione e le ragioni di un mare pubblico, libero e pulito per tutta la città di Catania

Il Comitato per la salvaguardia e la fruizione della Scogliera d'Armisi di Catania


16/06/2025, 12:24

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Cara sostenitrice, caro sostenitore della petizione in difesa della Scogliera d'Armisi e del mare catanese,

la città di Catania e la sua area metropolitana sono interessate in questi ultimi anni da un
riemergente interesse speculativo. Catania è una delle città italiane che ha “consumato” più
suolo pubblico; è in coda nelle classifiche per benessere urbano, verde pubblico, fruibilità
delle coste, cura dei beni comuni, cura della città come bene di tutte e di tutti. Catania non
ha uno strumento di regolazione della sua crescita, un piano regolatore aggiornato e valido.
Catania ha ferite tremende inferte sul suo tessuto urbano da processi di speculazione che
ne hanno cancellato, talora per sempre, buona parte della storia e della bellezza: tra tutti la
ferita di san Berillo Vecchio e lo sventramento di Corso dei Martiri, ancora lì, dopo
settant’anni, a mostrare una città incompiuta, a ricordare il fallimento di tanta politica e
tanta imprenditoria. Eppure, nonostante ciò, ciclicamente, il cemento e la cementificazione
selvaggia ritornano a essere visti, a essere “fatti vedere”, come l’unico modo per creare
benessere. In realtà sono solo il modo per far fare denaro ai soliti pochi, distruggendo
futuro e speranza della città del futuro. Oggi sono molti i fuochi accesi nella città: i comitati
di cittadine e cittadini che si sono costituiti ad Ognina, all’Antico Corso, per gli orti di Cibali, per la
Scogliera d’Armisi, come quelli nei quartieri di Librino, San Giovanni Galermo e San
Cristoforo, tra altri, stanno accendendo riflettori di partecipazione, riflessione, proposta,
chiedendo amore, cura, salvaguardia e rilancio reali della città.
Vogliamo un’altra città.
Una città in cui l’interesse privato sia conciliato con quello pubblico; in cui i diritti non siano
a pagamento; in cui la fruizione dell’ambiente, della natura, del mare, siano garantiti senza
prevaricazioni; in cui la vita sia umana e le giovani generazioni, tutte, possano emanciparsi
da modelli di vita sempre più degradati per abbracciare forme di cultura civile e
democratica.
Il testo che alleghiamo è la relazione che il Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera
d’Armisi offre alla città. Abbiamo raccolto quasi 3000 firme contro lo scellerato progetto di
Piano Regolatore del Porto di Catania e contro il progetto di porto turistico per mega-yacht
di super-ricchi che esso prevede in uno dei punti di mare più belli della costa catanese,
sempre scelleratamente. Abbiamo raccolto molte firme, ma non bastano, lo sappiamo.
Nelle pagine che seguono si spiega, in modo scientifico e documentato, il perché.
Teniamo accesi i fuochi per la città; fuochi civili, fuochi di informazione, coscienza,
rivendicazione di diritti. Facciamolo senza esitazioni.
Il presente documento è stato redatto per conto del Comitato per la difesa e la fruizione
della Scogliera d’Armisi dall’architetto Aurelio Cantone con la collaborazione editoriale del
prof. Attilio Scuderi.

SAPPIAMO BENE CHE CIRCOLANO VOCI SECONDO LE QUALI IL PROGETTO NON SI REALIZZERA', CHE TUTTO VA BENE, CHE SONO ALALRMI INUTILI. NOI PURTROPPO SAPPIAMO CHE NON E' COSI'. DUNQUE VI CHIEDIAMO DI CONTINUARE A CHIEDERE FIRME E SOSTEGNO A TUTTE LE PERSONE CHE RITENERTE POSSANO ESSERE INTERESSATE E SENSIBILI A QUESTA BATTAGLIA DI CIVILTA' E RISPETTO DELLA CITTA' E DEL SUO AMBIENTE.

Siamo aperti alla collaborazione di tutte le cittadine e di tutti i cittadini anche per le iniziative da realizzare nella stagione balneare; chiediamo le vostre segnalazioni e i vostri contributi.
Inviateli alle mail: aureliocantone@tiscali.it; attilio.scuderi@unict.it.
Buona lettura.


04/04/2025, 12:03

Cara sostenitrice, caro sostenitore della petizione in difesa della fruizione della Scogliera d'Armisi di Catania,

Ti invitiamo a partecipare all'incontro di lunedì 7 aprile, alle ore 17,30, presso il salone della CGIL di Catania, di cui puoi vedere la locandina in allegato. L'incontro è organizzato dall'associazione Volerelaluna, parteciperà anche il Comitato, e sono invitate le autorità cittadine. E' un momento in cui sarà possibile esprimere tutte le critiche, motivate e profonde, a un progetto che rischia di infliggere un ennesimo colpo letale al rapporto tra città e mare.

Vi segnaliamo inoltre un articolo d'interesse recentemente pubblicato su Livesicilia

livesicilia.it/porto-catania-impatti-dubbi-territorio/?refresh_ce

Invitando alla lettura ne citiamo un brano, che riporta e commenta lo studio compiuto dal dr. Sebastiano Patti, docente a contratto di Economia ambientale dell'Università di Catania:

"Ai gravi problemi di inquinamento delle acque derivanti da questo progetto, si accompagnano, secondo le osservazioni di Patti, delle valutazioni sull’impatto economico del turismo da diporto. Secondo il documento i vantaggi attesi dal nuovo porto, soprattutto crescita di occupazione e indotto, sarebbero a rischio di essere annullati dalle sue conseguenze negative. Patti elenca queste conseguenze negative: la forte stagionalità del mercato del lavoro; la scarsa qualificazione della manodopera utilizzata; la vulnerabilità e l’instabilità dei redditi; lo sviluppo di infrastrutture orientato più alle esigenze degli operatori del turismo e di società esterne all’area d’insediamento che a quelle della popolazione locale."

Ma se questo è chiaro, documentato e documentabile, ci chiediamo: perché procedere in un progetto che avrebbe un impatto così grave sulla città e dei vantaggi così limitati da ogni punto di vista?

A voi la risposta...

Per questo vi invitiamo a continuare a diffondere la petizione, che resta e resterà aperta nei prossimi mesi, per seguire le iniziative popolari a difesa della Scogliera e del nostro mare e per continuare a coinvolgere le cittadine e i cittadini catanesi a difesa della città.

Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d'Armisi di Catania


27/03/2025, 06:09

Si modifica la durata della petizione perché i tempi di approvazione del progetto che si contesta saranno lunghi ed è bene che la petizione accompagni i passaggi istituzionali relativi


nuovo fine firma: 26.11.2025
firme al momento della modifica 2.587


27/03/2025, 05:21

Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania - 23 marzo 2025

Il 21 marzo 2025 il Consiglio comunale di Catania ha scritto una delle pagine più brutte e avvilenti della sua storia.
Parte della maggioranza e parte dell’opposizione hanno infatti dato parere favorevole al Piano Regolatore del porto di Catania, presentato dall’Autorità di sistema della Sicilia orientale.
In aula, per chi era presente e per chi ha assistito in streaming, il consenso su questo parere si è formato sulla base di tre tesi ripetute in modo martellante (spesso, quando non credi, non puoi credere in una cosa, la ripeti, e ripeti, e ripeti, ma la realtà resta purtroppo lì, la realtà non cambia…).
1) Il Piano regolatore del Porto, secondo parte della maggioranza e parte dell’opposizione, sarebbe legittimo. Questo è FALSO. Associazioni di tecnici, ambientalisti, commercianti e comitati hanno dimostrato, in modo inoppugnabile, da settimane e mesi, che quel piano regolatore ha falle tecniche, formali e sostanziali, enormi; ed è in contraddizione con norme, leggi ma anche con atti dello stesso ente che lo propone, quale il parere espresso sul progetto (assai simile, se non sovrapponibile) presentato dalla società Toods’. E’ un atto illegittimo, cui manca trasparenza e conformità, al quale il Consiglio comunale ha dato un “via libera” che non modifica le criticità, ma che aggrava tremendamente i rischi ambientali, per la vita e la salute della città.
2) Il Piano regolatore del porto, sempre secondo parte della maggioranza e parte dell’opposizione, sarebbe realizzato senza danni ambientali per la città e non costituirebbe una cementificazione assurda del mare catanese. Anche questo è palesemente FALSO. Per avvalorare questa tesi abbiamo assistito al gioco del “non vedo, non ci sento ”. E tutto questo per non fare vedere alle catanesi ed ai catanesi quello che è sotto gli occhi di tutti: foci di fiumi interrati, sottopassaggi assurdi e irrealizzabili, scogliere ed ecosistemi marini di pregio sommersi da masse di metri cubi di cemento. E tutto questo per uno sviluppo che non esiste e per una “Miami dei poveri”, per un megaporto per milionari che porterà caos e devastazione, cancellando tra l’altro la storia di un bene comune prezioso, la Scogliera d’Armisi.
3) E da ultimo, parte della maggioranza e parte dell’opposizione hanno ribadito che non è vero che la Scogliera d’Armisi sia il gioiello che è. Tutto questo è doppiamente FALSO. Per avvalorare una tesi che è in contraddizione palese con la realtà i salti mortali sono stati doppi e tripli. Scene che non avremmo mai voluto vedere nel consiglio comunale di una grande città.
Tutto questo è stato condito, nei giorni precedenti, da un atto di vittimismo mistificatorio che è ormai di moda nella politica povera e senza ideali del nostro tempo. I rappresentanti comunali di alcuni partiti di maggioranza si sono detti “minacciati” dalle diffide e dagli appelli che provenivano dalle associazioni di commercianti, tecnici, ambientalisti e cittadini. E’ come dire che si sono sentiti minacciati dal normale esercizio della democrazia: dalla partecipazione attiva, libera e responsabile di migliaia di cittadine e cittadini.
Ci troviamo di fronte a un Consiglio comunale che, nella sua maggioranza, non sa e non vuole rappresentare la volontà della maggioranza dei cittadini.
Ci corre l’obbligo di spiegare a questi rappresentanti che è l’autorità portuale titolare del provvedimento che va la Ministero competente, assistito dai pareri richiesti dalla legge. Ed è contro i provvedimenti dell’autorità portuale, concepiti in contrasto con valutazioni negative degli stessi uffici comunali che il Consiglio ha ripetutamente ignorato, che si appelleranno da questo momento in poi associazioni e comitati. Lo faremo nei tempi, le forme e i modi dovuti, senza lasciare nulla di intentato per evitare uno scempio ambientale e urbanistico che Catania non merita.
Alla luce di tutto questo, ringraziando quella parte dell’opposizione e della maggioranza che ha criticato con coraggio e argomenti di verità e realtà questo agghiacciante provvedimento - che abbiamo chiamato non a caso CANCELLA IL MARE - ribadiamo la nostra ferma intenzione di continuare, con tutti i soggetti interessati, l’azione a favore di una vera promozione del mare catanese come bene comune di tutte e tutti, come luogo di socialità e benessere, contro speculazioni inguardabili che renderebbero la nostra città un inferno. Con buona pace di tutti, proveremo a fare sentire forte e chiara la voce e la volontà delle cittadine e dei cittadini.

Per queste ragioni invitiamo a continuare la raccolta di firme che sta arrivando a 2600 sostenitrici e sostenitori e a diffondere le ragioni della difesa del nostro mare

Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania


19/03/2025, 15:12

UN MARE DI CEMENTO. No al progetto Cancella il mare

Sulla vicenda del Piano Regolatore del Porto di Catania si sta costruendo una gravissima cortina fumogena, una “cumparsa” (come diciamo a Catania) perché l’affare (è proprio il caso di dirlo) “deve andare in porto”.
Ma il diavolo fa le pentole e dimentica i coperchi.
Infatti, la proposta di delibera che verrà presentata al Consiglio Comunale di Catania il prossimo 21 marzo, prova che il progetto dell’Autorità Portuale (ADSP) della Sicilia Orientale è carente e omissivo.
Citiamo limitandoci ai rilievi principali: “Dall'esame approfondito della Relazione Generale di Piano emergono significative incongruenze e refusi che inficiano la chiarezza espositiva del documento programmatico, compromettendone la piena intelligibilità (…) Si è rilevata una sostanziale incoerenza nell'apparato normativo del Piano, in particolare, la non corrispondenza tra i parametri urbanistici ed edilizi definiti nelle Norme Tecniche di Attuazione e quelli riportati nella tabella riepilogativa allegata alla stessa e riferita agli elaborati di zonizzazione (…) Dall'analisi della documentazione di Piano emerge una significativa discrasia tra gli obiettivi strategici dichiarati e la loro effettiva traduzione negli elaborati di zonizzazione (…) Tale incongruenza risulta particolarmente evidente nella mancata definizione di un quadro organico e dettagliato dei parametri edilizi ed urbanistici relativi al costruito, con specifico riferimento agli indici di edificabilità, alle altezze massime consentite e ai rapporti di copertura (…) In esito alle verifiche tecniche condotte dall’Ufficio, è emerso che gli elaborati grafici del Piano Regolatore Portuale sono stati erroneamente redatti (…) Emerge quindi la necessità di introdurre specifiche prescrizioni volte a garantire un'efficace mitigazione dell'impatto delle previsioni edificatorie contenute nel Piano Regolatore Portuale, con particolare riferimento alle aree di interfaccia con il tessuto storico-monumentale della città. In tal senso, è imprescindibile l'individuazione di zone di inedificabilità assoluta, strategicamente localizzate in corrispondenza dei punti di maggiore sensibilità del waterfront urbano, al fine di preservare le visuali storicamente consolidate e il rapporto percettivo tra la città e il suo porto”.

Traduciamo per i non addetti ai lavori, in pochi punti semplici semplici (tanto i catanesi hanno capito tutto, nonostante i convegni lussuosi e i paginoni di giornali):

1) Errati i numeri, le mappe, le previsioni, per un progetto che stravolgerebbe e se approvato stravolgerà Catania, il suo ambiente, la sua vita, la sua storia e la sua natura per sempre, meritando quindi il nome di Cancella il mare.
2) Nonostante questo pasticcio – che però deve essere approvato subito, perché si è arrivati all’emergenza - il Comune sembrerebbe intenzionato ad esprimere un parere favorevole ma vincolato. Chissà perché visto che pochi giorni prima, insieme alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Culturali di Catania, aveva bocciato un progetto sul porto turistico molto simile e presentato da una società privata di cui non si hanno molte notizie (quanta Fudda al Passiaturi in questi giorni…).
3) Oltre agli errori rilevati dall’assessorato all’Urbanistica, ce ne sono molti altri; ma ne diciamo uno solo: nel Piano Regolatore del Porto presentato dall’Autorità Portuale sono sbagliati i confini del Porto stesso? La Scogliera d’Armisi non rientra nel Porto storico e tuttavia “magicamente” vi è ricompresa. Si può fare? Proprio no… E questo porta all’ultima considerazione…
4) Il Porto turistico per gli Yacht dei pochi supermilionari, quello che distruggerà una delle parti più belle di Scogliera, con un ecosistema di grotte e una fauna e una flora uniche, è la prima cosa che si dovrà realizzare. Va fatto presto, immediatamente. Le altre cose possono aspettare fino al 2045 (“Pensa Dio”, come diciamo sempre noi catanesi).

Lo diciamo chiaro. Diffidiamo il Consiglio Comunale di Catania dal dare parere favorevole ad un progetto che presenta gravi vizi.
Il Sindaco, l’Amministrazione e il Consiglio comunale possono scegliere: passare alla storia come il Sindaco (Trantino e il suo Vice), l’Amministrazione e il Consiglio Comunale che hanno approvato e promosso IL PROGETTO CANCELLA IL MARE, oppure rimandare al mittente questo mostro e aprire un serio dibattito nella città per la fruizione del primo bene comune dei catanesi: il nostro mare.

Se il parere dovesse passare così, presenteremo esposto/denuncia all’autorità giudiziaria e adiremo in ogni sede le vie legali contro il progetto Cancella IL MARE.

VEDIAMOCI TUTTE E TUTTI AL CONSIGLIO COMUNALE, A PALAZZO DEGLI ELEFANTI, PER LA DISCUSSIONE E LA VOTAZIONE SULLA SCOGLIERA D'ARMISI, SUL PORTO E SUL MARE DI CATANIA. VI ASPETTIAMO GIOVEDì 20 MARZO ALLE 10 E VENERDì 21 MARZO ALLE 19!
PRESENTI PER LA SCOGLIERA!!!

Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania


19/03/2025, 15:06

UN MARE DI CEMENTO. No al progetto Cancella il mare

Sulla vicenda del Piano Regolatore del Porto di Catania si sta costruendo una gravissima cortina fumogena, una “cumparsa” (come diciamo a Catania) perché l’affare (è proprio il caso di dirlo) “deve andare in porto”.
Ma il diavolo fa le pentole e dimentica i coperchi.
Infatti, la proposta di delibera che verrà presentata al Consiglio Comunale di Catania il prossimo 21 marzo, prova che il progetto dell’Autorità Portuale (ADSP) della Sicilia Orientale è carente e omissivo.
Citiamo limitandoci ai rilievi principali: “Dall'esame approfondito della Relazione Generale di Piano emergono significative incongruenze e refusi che inficiano la chiarezza espositiva del documento programmatico, compromettendone la piena intelligibilità (…) Si è rilevata una sostanziale incoerenza nell'apparato normativo del Piano, in particolare, la non corrispondenza tra i parametri urbanistici ed edilizi definiti nelle Norme Tecniche di Attuazione e quelli riportati nella tabella riepilogativa allegata alla stessa e riferita agli elaborati di zonizzazione (…) Dall'analisi della documentazione di Piano emerge una significativa discrasia tra gli obiettivi strategici dichiarati e la loro effettiva traduzione negli elaborati di zonizzazione (…) Tale incongruenza risulta particolarmente evidente nella mancata definizione di un quadro organico e dettagliato dei parametri edilizi ed urbanistici relativi al costruito, con specifico riferimento agli indici di edificabilità, alle altezze massime consentite e ai rapporti di copertura (…) In esito alle verifiche tecniche condotte dall’Ufficio, è emerso che gli elaborati grafici del Piano Regolatore Portuale sono stati erroneamente redatti (…) Emerge quindi la necessità di introdurre specifiche prescrizioni volte a garantire un'efficace mitigazione dell'impatto delle previsioni edificatorie contenute nel Piano Regolatore Portuale, con particolare riferimento alle aree di interfaccia con il tessuto storico-monumentale della città. In tal senso, è imprescindibile l'individuazione di zone di inedificabilità assoluta, strategicamente localizzate in corrispondenza dei punti di maggiore sensibilità del waterfront urbano, al fine di preservare le visuali storicamente consolidate e il rapporto percettivo tra la città e il suo porto”.

Traduciamo per i non addetti ai lavori, in pochi punti semplici semplici (tanto i catanesi hanno capito tutto, nonostante i convegni lussuosi e i paginoni di giornali):

1) Errati i numeri, le mappe, le previsioni, per un progetto che stravolgerebbe e se approvato stravolgerà Catania, il suo ambiente, la sua vita, la sua storia e la sua natura per sempre, meritando quindi il nome di Cancella il mare.
2) Nonostante questo pasticcio – che però deve essere approvato subito, perché si è arrivati all’emergenza - il Comune sembrerebbe intenzionato ad esprimere un parere favorevole ma vincolato. Chissà perché visto che pochi giorni prima, insieme alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Culturali di Catania, aveva bocciato un progetto sul porto turistico molto simile e presentato da una società privata di cui non si hanno molte notizie (quanta Fudda al Passiaturi in questi giorni…).
3) Oltre agli errori rilevati dall’assessorato all’Urbanistica, ce ne sono molti altri; ma ne diciamo uno solo: nel Piano Regolatore del Porto presentato dall’Autorità Portuale sono sbagliati i confini del Porto stesso? La Scogliera d’Armisi non rientra nel Porto storico e tuttavia “magicamente” vi è ricompresa. Si può fare? Proprio no… E questo porta all’ultima considerazione…
4) Il Porto turistico per gli Yacht dei pochi supermilionari, quello che distruggerà una delle parti più belle di Scogliera, con un ecosistema di grotte e una fauna e una flora uniche, è la prima cosa che si dovrà realizzare. Va fatto presto, immediatamente. Le altre cose possono aspettare fino al 2045 (“Pensa Dio”, come diciamo sempre noi catanesi).

Lo diciamo chiaro. Diffidiamo il Consiglio Comunale di Catania dal dare parere favorevole ad un progetto che presenta gravi vizi.
Il Sindaco, l’Amministrazione e il Consiglio comunale possono scegliere: passare alla storia come il Sindaco (Trantino e il suo Vice), l’Amministrazione e il Consiglio Comunale che hanno approvato e promosso IL PROGETTO CANCELLA IL MARE, oppure rimandare al mittente questo mostro e aprire un serio dibattito nella città per la fruizione del primo bene comune dei catanesi: il nostro mare (e discutere di come recuperare TUTTA la Scogliera d’Armisi, facendola diventare quel Parco lineare costiero, aperto a città e turisti).

Se il parere dovesse passare così, presenteremo esposto/denuncia all’autorità giudiziaria

INVITIAMO TUTTE E TUTTI A PARTECIPARE AL CONSIGLIO COMUNALE, A PALAZZO DEGLI ELEFANTI, PER LA VOTAZIONE SUL PORTO E LA SCOGLIERA D'ARMISI -GIOVEDì 20/3 ALLE 10 E VENERDì 21/3 ALLE 19. VI ASPETTIAMO!!!


Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania


11/03/2025, 02:22

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LA CONGIURA DEL SILENZIO NON HA FUNZIONATO! LA PETIZIONE STA MOBILITANDO LA CITTA’!
Comunicato del Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania

Cara sostenitrice, caro sostenitore,

mentre la Petizione ha superato le 2200 firme (grazie a tutte e tutti Voi), in questi giorni alcune cose importanti si stanno muovendo.

Possiamo dire che è stata sventata la congiura del silenzio su quello che sarebbe uno dei più gravi e tremendi sfregi dell’identità di Catania e del suo rapporto col mare.

Grazie alle associazioni ambientaliste che si sono mosse, alle forze politiche che hanno chiesto chiarimenti e denunciato e grazie alla petizione, ormai la notizia è di dominio pubblico!

Ora una parte delle catanesi e dei catanesi sa che qualcuno ha l’assurdo progetto di edificare il mare di Catania!
Sì, perché è di questo che parliamo!
I progetti di privatizzazione della Scogliera d’Armisi comporterebbero un inferno edilizio.
Sull’area dell’attuale lido vogliono costruire una banchina profonda più di cento metri ed estesa più di seicento!!!
Vogliono costruire una città dentro il mare e che uccide il mare, con alberghi, negozi e centri commerciali!
Un vero atto di crudeltà contro l’ambiente e la città!

Ma fortunatamente qualcosa si muove!

Trovate qui (ilsicilia.it/catania-un-porto-turistico-sulla-scogliera-dellarmisi-le-proteste-delle-associazioni-e-linterrogazione-del-pd/) il testo di un’interrogazione parlamentare presentata dall’opposizione all’Assemblea Regionale Siciliana (primo firmatario l'On. Giovanni Burtone) che chiede conto e ragione al governo regionale di questi progetti.

Trovate qui - www.facebook.com/share/p/16DAg8mcgn/ - la convocazione di un incontro per la difesa della Scogliera e del mare catanese che si terrà presso la sede di Legambiente di Catania per giorno 17 marzo alle ore 18,30 in piazza Cavour n. 19.

Inoltre alleghiamo anche un articolo di alcuni anni fa di Italia Nostra che ci pare molto utile e che segnala la necessità di aprire il mare alla città e realizzare un parco costiero lineare sulla Scogliera.

Infine, come avevamo preannunciato, vi informiamo che si è costituito formalmente il Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania.

Proprio perché qualcosa si muove Vi chiediamo di continuare a diffondere la petizione!
Vi chiediamo di firmare e fare firmare!
Non fermiamoci!
La battaglia per una piena fruizione della Scogliera e del mare catanese è solo all’inizio e ha bisogno di un’adesione convinta finché la maggioranza della cittadinanza sarà consapevole della necessità di mandare definitivamente al macero questi progetti assurdi e valorizzare e proteggere la nostra città (e non pochi affari di poche persone)!
Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania


11/03/2025, 02:16

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LA CONGIURA DEL SILENZIO NON HA FUNZIONATO! LA PETIZIONE STA MOBILITANDO LA CITTA’!
Comunicato del Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania

Cara sostenitrice, caro sostenitore,

mentre la Petizione ha superato le 2200 firme (grazie a tutte e tutti Voi), in questi giorni alcune cose importanti si stanno muovendo.

Possiamo dire che è stata sventata la congiura del silenzio su quello che sarebbe uno dei più gravi e tremendi sfregi dell’identità di Catania e del suo rapporto col mare.

Grazie alle associazioni ambientaliste che si sono mosse, alle forze politiche che hanno chiesto chiarimenti e denunciato e grazie alla petizione, ormai la notizia è di dominio pubblico!

Ora una parte delle catanesi e dei catanesi sa che qualcuno ha l’assurdo progetto di edificare il mare di Catania!
Sì, perché è di questo che parliamo!
I progetti di privatizzazione della Scogliera d’Armisi comporterebbero un inferno edilizio.
Sull’area dell’attuale lido vogliono costruire una banchina profonda più di cento metri ed estesa più di seicento!!! Vogliono costruire una città dentro il mare e che uccide il mare, con alberghi e centri commerciali!
Un vero atto di crudeltà contro l’ambiente e la città!
Cosa si muove?
Trovate qui (ilsicilia.it/catania-un-porto-turistico-sulla-scogliera-dellarmisi-le-proteste-delle-associazioni-e-linterrogazione-del-pd/) il testo di un’interrogazione parlamentare presentata dall’opposizione all’Assemblea Regionale Siciliana (primo firmatario l'On. Giovanni Burtone) che chiede conto e ragione al governo regionale di questi progetti.

Trovate qui - www.facebook.com/share/p/16DAg8mcgn/ - la convocazione di un incontro presso la sede di Legambiente di Catania per giorno 17 marzo alle ore 18,30 nella sede di piazza Cavour n. 19.

Inoltre alleghiamo anche un articolo di alcuni anni fa di Italia Nostra che ci pare molto utile e che segnala la necessità di aprire il mare alla città e realizzare un parco costiero lineare sulla Scogliera.

Infine, come avevamo preannunciato, vi informiamo che si è costituito formalmente il Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania.

Proprio perché qualcosa si muove Vi chiediamo di continuare a diffondere la petizione!
Vi chiediamo di firmare e fare firmare!
La battaglia per una piena fruizione della Scogliera e del mare catanese è solo all’inizio e ha bisogno di un’adesione convinta finché la maggioranza della cittadinanza sarà consapevole della necessità di mandare definitivamente al macero questi progetti assurdi e valorizzare e proteggere la nostra città (e non solamente gli affari di poche persone)!

Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania



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