Regio: Catania

Salviamo la Scogliera D'Armisi a Catania

Petitie is gericht aan:
Sindaco di Catania, Consiglio comunale di Catania, Sovrintendenza di Catania

5.068 handtekeningen

100 %
4.500 voor collectiedoel

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  1. Gestart februari 2025
  2. Handtekeningenactie nog steeds > 5 weken
  3. Overdracht
  4. Gesprek met ontvanger
  5. Beslissing
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Nieuws

05-02-2026 06:28

Care firmatarie e cari firmatari,

trovate di seguito un comunicato importante, da leggere e diffondere.
Continuiamo a raccogliere le firme, le 4000 adesioni sono a portata di mano!!!
Per qualche giorno la raccolta è stata interrotta per problemi tecnici; il problema è stato risolto e continueremo a prendere firme almeno fino a maggio 2026.

Cari saluti
Comitato per la difesa e la salvaguardia della Scogliera d'Armisi di Catania

Catania ed il ciclone Harry: il futuro PUG riuscirà ad essere adeguato ai tempi?

Il ciclone del 20-21 gennaio ci ha messo di fronte ad una fragilità del territorio che sembrava non appartenerci. "Va detto con chiarezza: non esiste più un “meteo normale” in un clima che si sta riscaldando. Un’aria più calda e un Mediterraneo più caldo aumentano l’energia disponibile per i fenomeni estremi: per questo aumenta il rischio di piogge molto forti concentrate in poche ore e di mareggiate più dannose. Inoltre, con l’innalzamento del livello del mare, anche mareggiate simili a quelle del passato possono spingersi più all’interno e provocare allagamenti più estesi e danni maggiori lungo la costa. Nei prossimi decenni, anche adottando subito le misure più ambiziose a livello globale, questi eventi climatici estremi saranno inevitabilmente sempre più frequenti e, quando si verificano, potenzialmente più violenti e più dannosi: per questo prepararsi è indispensabile.

È necessario ridurre rapidamente le emissioni su scala globale e nazionale per limitare l’aggravarsi della crisi; ma, sul piano locale, la priorità è rendere Catania più resiliente con un adattamento immediato e misurabile.

Alcune delle scriventi Associazioni avevano già posto il problema all’Amministrazione comunale di Catania a queste problematiche, anche facendo riferimento alle prescrizioni della legge sul Ripristino della Natura emanata dall’Unione Europea: è stato proposto un Piano di Infrastrutturazione Verde della città che prevede la realizzazione di parchi, di altre aree verdi per abbassare la temperatura estiva migliorare la qualità dell’aria, stop a nuovo consumo di suolo e a nuova impermeabilizzazione, la deimpermeabilizzazione delle superfici asfaltate/cementificate per ridurre le portate di piena delle piogge intense.

La Lipu e il WWF hanno proposto la realizzazione di bacini di laminazione per ridurre le portate di piena e gli allagamenti nella zona Sud di Catania, al Villaggio S. M Goretti, alla foce dell’Acquicella, alla Zona industriale perennemente allagata in occasione di piogge anche di intensità non elevata. È stata proposta la eliminazione degli edifici in aree ad elevato pericolo di esondazione dei corsi d’acqua, di tsunami e di liquefazione delle sabbie in caso di terremoti, così come è stata proposta nell’ambito del redigendo PUDM la rinaturalizzazione della fascia costiera sabbiosa per bloccare la perdita di sabbia.

Con la presente aggiungiamo la tutela del valore naturalistico della scogliera lavica e la messa in sicurezza delle infrastrutture essenziali, dall’Armisi ad Ognina con interventi basati sulla natura che possano tutelare il lungomare e mettere in risalto una delle caratteristiche più peculiari della città di Catania.

Chiediamo che durante la redazione del PUG venga istituito un tavolo tecnico permanente che consenta un interscambio continuo di proposte fra Amministrazione e Associazioni/ Comitati di cittadini e che l’adattamento deve entrare nel PUG e nelle scelte urbanistiche e di gestione ordinaria della città, con tempi, responsabilità e monitoraggio pubblico, e non essere rimandato e riattivato solo dopo l’ennesima emergenza.

Questo è chiedere la luna?



Comitato di proposta per il Parco Territoriale Monte Po – Vallone Acquicella

Comitato Parco Orti della Susanna

Comitato per la difesa e la salvaguardia della Scogliera d’Armisi di Catania

Fridays For Future Catania

Lipu Catania

Osservatorio per le politiche Urbane e Territoriali

Volerelaluna

WWF Sicilia Nord-Orientale


25-01-2026 12:07

Care firmatarie e cari firmatari della petizione, Vi inviamo il seguente comunicato stampa, che riteniamo si commenti da solo...
Con la preghiera di diffonderlo e di continuare a fare firmare la nostra petizione


COMUNICATO STAMPA – 25 gennaio 2026

Viviamo un tempo in cui sembra possibile dire e disdire, fare e disfare tutto (o quasi tutto).

Il recente uragano mediterraneo che ha colpito le coste della Sicilia orientale ha messo a nudo le fragilità del nostro territorio; quelle inevitabili, data la natura di fenomeni che sono frutto di mutamenti climatici non reversibili; ma anche le fragilità evitabili, dovute a un abuso del suolo senza criterio, all’insegna della speculazione e del guadagno facile: una filosofia che fatica a morire.

In relazione all’evento che ha colpito il porto di Catania, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale, in un’intervista a La Sicilia del 23 gennaio, ha dichiarato: “La darsena vicino la Scogliera d’Armisi avrebbe evitato la distruzione dei binari”. Altre esternazioni, su questa lunghezza d’onda (viene purtroppo da dire) sono seguite su social e altri mezzi a stampa.

Ci pare di essere in presenza di una excusatio non petita, ovvero di quel modo di reagire attaccando quando si sa di avere argomenti indifendibili. E si potrebbe anche non rispondere, lasciando parlare i fatti, già abbastanza dolorosi.

Ma giusto per evitare la confusione che potrebbe derivare da queste affermazioni, ci è d’obbligo ricordare quanto segue:
1) Secondo Di Sarcina il grande piazzale della darsena turistica che cementificherebbe, in modo inutile e dannoso, la Scogliera d’Armisi avrebbe difeso i binari dismessi che sono stati danneggiati dalla furia del mare. Ma il Presidente dell’AdSP omette di dire che per ottenere questo risultato “salvifico”, al posto del sottile nuovo molo previsto più ad est (che così come previsto dal Piano Regolatore del Porto sarebbe stato completamente sconquassato dalle onde) sarebbe necessario un molo ben più lungo, più largo e alto almeno quanto la diga foranea, comprese le protezioni del nuovo molo (quelle che non emergono, ma che distruggono comunque scogliera e fondale). Ovviamente questi ampliamenti andrebbero realizzati verso est almeno fino alla prima grotta (non certo verso ovest perché ridurrebbero lo specchio d'acqua del nuovo bacino). Altro che difesa della Scogliera d’Armisi…
2) Gli alti volumi previsti nell’area della Scogliera, che si alzano fino a possibili 24 metri (l’equivalente di otto piani), sarebbero stati del tutto squassati da un evento come quello che si è verificato; pare evidente, a tutti (anzi, quasi tutti).
3) Richiamare l’eccezionalità dell’evento o le cosiddette “serie storiche” è fuori luogo. Come ha detto lo stesso Musumeci, ministro della protezione civile e delle politiche del mare, “oggi negare i mutamenti climatici è un crimine”. Non arriviamo a tanto, ma suggeriamo di documentarsi meglio e tener conto che ormai gli eventi disastrosi di questo tipo non vanno previsti sui dati storici perché le condizioni climatiche, di antropizzazione e uso del suolo sono diverse; ragion per cui i dati statistici basati sul passato sono inutili. Oggi diventa urgente attrezzarsi, sia nel fare che nel programmare, tenendo conto che eventi del genere diventano sempre più frequenti.

In conclusione: se ci fosse stata la darsena turistica prevista dal Piano Regolatore di Di Sarcina, tanto agognata da qualcuno ma non dai catanesi, avremmo oggi pizzerie, alberghi e strutture ricettive distrutte, mentre i futuristici megayacht sarebbero “pustiati” in piazza della stazione (magari con gli agenti di SoStare che gli prendono le multe, chissà, a quel punto…).

La difesa intelligente della natura è il vero investimento di cui abbiamo bisogno.
Aiuta le attività produttive, i turisti e la cittadinanza a vivere in una città sicura e piena di futuro.
Il resto, sono storie già viste (e che stiamo già pagando tutte e tutti).

FIRME:
Comitato per la difesa e la salvaguardia della Scogliera d’Armisi di Catania - Volerelaluna Catania – LIPU Catania - Comitato per il parco di Monte Po’ – Vallone Acquicella - WWF Sicilia Nord Orientale
Sottoscrive il documento Graziano Bonaccorsi, Consigliere comunale, M5stelle,


07-01-2026 11:38

Care firmatarie e cari firmatari,
come avevamo preannunciato durante l'assemblea di mercoledì 17 dicembre, è stato presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, da parte dell'Osservatorio per le politiche urbane e territoriali e del WWF Sicilia Nord-orientale, per l'annullamento parziale del Piano regolatore del Porto di Catania approvato dal Comitato di gestione dell'Autorità portuale in data 29 ottobre 2025. Questo è solo uno dei diversi ricorsi contro il progetto del Porto che sono stati presentati, ed è quello al quale abbiamo contribuito come Comitato per la difesa e la salvaguardia della scogliera d'Armisi di Catania, di concerto con il Comitato per il parco Monte Pò - Vallone Acquicella.
Vi aggiorneremo sul percorso di questo ricorso nei prossimi mesi.
Vi segnaliamo intanto un articolo che chiarisce bene "i numeri" di questo progetto e le quantità di cemento che sono previste.
Vi invitiamo a leggerlo e diffonderlo (segue il link):
www.argocatania.it/2026/01/07/porto-di-catania-un-mare-di-cemento-ingiustificato-e-senza-regole/

Altri aggiornamenti sulle attività del Comitato seguiranno nelle prossime settimane. Continuiamo a
fare firmare la petizione ed a sostenere la causa di un mare libero e di un grande parco urbano lineare e costiero, che Catania merita (e non il cemento a mare).

Comitato per la difesa e la salvaguardia della Scogliera d'Armisi di Catania


18-12-2025 13:54

Care firmatarie e cari firmatari,
come sapete ieri, presso la sede di Cittainsieme, si è tenuta l'assemblea pubblica del nostro Comitato.
E' stata un'occasione molto importante e partecipata, che ha consentito di raccontare la natura del progetto di piano regolatore del porto nella sua realtà. Hanno partecipato, oltre a tante cittadine e cittadini, i rappresentanti delle associazioni LIPU Catania, WWF Sicilia Nord Orientale, Volerelaluna Catania e Osservatorio per le politiche urbane e territoriali.
Grazie all'arch. Giovanni Leone è disponibile una registrazione a questo link: fb.watch/E2NUZ_jWaz/

La prossime tappe del Comitato si concentreranno su azioni di informazione e fruizione della Scogliera ma anche dell'area più complessiva che vogliamo diventi quel PARCO LINEARE COSTIERO URBANO, dal porto a piazza Europa, che darebbe a Catania possibilità di sviluppo e benessere, ambientale e sociale. Siamo inoltre impegnati nell'azione legale, con un ricorso che è il primo passo di un percorso più ampio di contestazione della legittimità degli atti sin qui prodotti intorno al progetto di piano regolatore del porto.

Vi informeremo di questi nuovi appuntamenti
Grazie a tutte e tutti coloro che hanno collaborato e partecipato all'incontro di ieri.
Continuiamo a diffondere la petizione ed a farla firmare!!!

COMITATO PER LA DIFESA E LA FRUIZIONE DELLA SCOGLIERA D'ARMISI DI CATANIA


16-12-2025 07:37

Care firmatarie e cari firmatari,
Vi ricordiamo che domani, mercoledì 17 dicembre, alle ore 17,30, presso la sede di Cittainsieme, via Siena/piazzale Oscar Romero, si terrà l'assemblea pubblica promossa dal Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d'Armisi di Catania. All'assemblea parteciperanno anche, tra le altre, l'Associazione Volerelaluna di Catania, Lipu di Catania, WWF Sicilia Nord Orientale e il Comitato di proposta per il parco territoriale Monte Po - Vallone Acquicella.
VI INVITIAMO A VENIRE, INTERVENIRE, DIFFONDERE LA NOTIZIA!!!
CONTINUIAMO LA NOSTRA RACCOLTA FIRME!!!
SIAMO OLTRE LE 3700 FIRME E SONO ANCORA MOLTE LE PERSONE CHE NON HANNO NOTIZIA DELLA NOSTRA INIZIATIVA A DIFESA DI CATANIA, DEL SUO MARE, DELLA SUA VIVIBILITA', DEL SUO FUTURO.

COMITATO PER LA DIFESA E LA FRUIZIONE DELLA SCOGLIERA D'ARMISI DI CATANIA



08-12-2025 07:43

Bekijk document

Care e cari,

abbiamo fissato un primo momento di presentazione del Comitato e di diffusione della reale natura del progetto di nuovo piano regolatore del porto. Le voci e le favole che girano sull'impatto di questo progetto ci impongono di organizzarci e di strutturare il nostro lavoro.

Vi proponiamo di incontrarci MERCOLEDI' 17 DICEMBRE ALLE ORE 17,30 NELLA SALA TEATRO DI CITTAINSIEME, PRESSO LA PARROCCHIA SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO, VIA SIENA 1, CATANIA.

Sarà un'opportunità per conoscerci, discutere delle ragioni della nostra battaglia e programmare il lavoro comune dei prossimi mesi.

Trovate con questo messaggio la locandina che Vi chiediamo già subito di diffondere, anche stampandola, se potete, e affiggendola; o facendola girare su chat e tra amiche e amici.

Vi aspettiamo mercoledì 17 dicembre alle 17,30 a Cittainsieme, via Siena 1.

A presto e grazie ancora!
Comitato per la difesa e la salvaguardia della Scogliera d'Armisi di Catania


24-11-2025 02:34

L'indirizzo per comunicare e collaborare con il Comitato per la difesa e la salvaguardia della Scogliera d'Armisi di Catania è:

comitatoarmisi@gmail.com

Comitato per la difesa e la salvaguardia della scogliera d'Armisi di Catania


22-11-2025 15:54

Care firmatarie e cari firmatari,

grazie a tutte e tutti voi abbiamo superato le 3500 firme e ci avviciniamo a quota 4000!
Possiamo farcela; è un traguardo importante!

Adesso si apre una nuova fase; una fase decisiva per il contrasto all'estensione dell'area del porto e per la promozione del nostro mare.
Abbiamo davanti alcune tappe fondamentali:

1) Intendiamo tenere una prima assemblea delle cittadine e dei cittadini interessati alla difesa dell'Armisi e dell'Acquicella.

2) Dopo l'assemblea vogliamo indire una conferenza stampa cittadina, insieme ad altre associazioni e realtà che a Catania stanno operando per evitare la distruzione di aree naturali e paesaggistiche uniche e di pregio.

Il "partito del cemento" (lo chiamiamo così, per semplicità) è una realtà.
Gli argomenti che usa sono più o meno sempre gli stessi (ne abbiamo parlato già, non vale la pena di ripeterli).
Purtroppo insieme a questi argomenti circolano informazioni e notizie che sono fuorvianti e per noi assolutamente errate sulla natura REALE del progetto e sulle sue CONSEGUENZE VERE E IRRIMEDIABILI.
Ci vuole un fact-checking, come si suol dire; cioè una "prova dei fatti" che faccia VEDERE in modo inequivocabile cosa potrebbe succedere nelle aree naturali interessate da questo progetto. Ed è ciò a cui stiamo lavorando, insieme al ricorso legale che a questo punto diventa inevitabile.
Dire oggi - ma immaginiamo che nessuno lo faccia - che l'effetto del progetto si vedrà appena si inizierà a realizzarlo, o che bisogna fare i buoni e mettersi a discutere intorno a un tavolo (dopo incontri, riunioni, appelli, assemblee pubbliche lunghe un anno), sarebbe imbarazzante (e scusate in generale se non pratichiamo la comicità involontaria; non ne abbiamo tempo).
I tempi del ricorso e della possibilità reale di opporsi al progetto così come approvato dall'Autorità portuale sono stretti: il resto sono, ahinoi, le solite chiacchiere.

Per queste ragioni chiediamo a chi è interessato a collaborare ai molti aspetti di questa battaglia di scrivere una mail indicando nome, cognome, recapito telefonico e disponibilità di tempo a: comitatoarmisi@gmail.com

Chi avesse già dato la sua adesione (e non deve per questo rinnovarla) verrà inserito, insieme a chi aderisce adesso, in una lista che sarà divisa in gruppi di lavoro (anche per curare le visite aperte sull'area di Armisi come di Acquicella e per altro ancora).

Speriamo che ci siano, tra i proponenti e gli oltre 3600 firmatari persone che possono dedicare del tempo a quella che è per tutti noi una battaglia di civiltà e vivibilità del nostro territorio.

Infine; a tante polemiche e opinioni varie ed eventuali, ci pare che abbia risposto, molto bene, proprio oggi, una delle firmatarie del progetto, con un messaggio pubblico (si può leggere anche sulla piattaforma) che riprendiamo per la sua lucida forza:

"La mia città merita rispetto, cure e persone che proteggano le sue bellezze naturali. Cementificare, sottraendo quel poco di verde e contatto con la Natura che rimane ai catanesi, non è soltanto eticamente riprovevole ma ci porterà sempre più in fondo alle classifiche per qualità e sostenibilità della vita in città. Chi potrebbe mai voler rimanere in una città idealmente circondata da mare e verde ma in cui non si respiri, non ci sia un giardino curato, degli spazi verdi usufruibili, palazzoni e sporcizia ovunque. Il tratto di mare che vogliamo difendere con queste firme fa parte delle meraviglie della nostra città e nessun politico minimamente interessato al suo benessere dovrebbe mai sfiorarlo."

Non c'è altro da aggiungere; confidiamo nelle vostre adesioni.

Comitato per la difesa e la salvaguardia della Scogliera d'Armisi di Catania


16-11-2025 00:00

Care firmatarie e cari firmatari,

come avevamo annunciato è online il documentario che il regista Marco Pirrello ha realizzato sulla Scogliera d'Armisi. Il titolo è "Com'è proficuo il mare".
Il documentario si trova su YouTube cliccando al link che segue:

youtu.be/L5rL_AfxkHU?si=-_txZI4gwsKcTAtZ

Ringraziamo di cuore Marco Pirrello che ha prestato generosamente la sua capacità di racconto e il suo raffinato sguardo di film-maker alla nostra causa (e per chi tra Voi volesse vedere i Suoi lavori, molto belli e conosciuti, rimandiamo al sito: www.marcopirrello.it/ ).

Il video vuole essere un primo momento di racconto della vita della Scogliera d'Armisi, al quale seguiranno altri momenti di documentazione e diffusione dei valori naturali, ambientali, naturalistici, sociali e turistici della Scogliera, così come dell'area dell'Acquicella. La foce dell'Acquicella infatti - area di grande valore faunistico e floristico, come diciamo da mesi - è egualmente e dolorosamente interessata dal progetto di piano regolatore portuale, con conseguenze che sarebbero devastanti (speriamo di potere documentare a breve anche la bellezza di questo luogo, all'inizio della nostra Playa, punto di arrivo di un grande parco naturale urbano che va da Monte Pò fino al mare e che costituisce un'occasione eccezionale di vera rinaturalizzazione del nostro territorio, già mangiato dal cemento fino alle sue povere ossa).

Vediamo dalle parole di esponenti politici nazionali e regionali che l'ampliamento del Porto è presentato come un'occasione di sviluppo senza la quale Catania non potrebbe vivere; un'occasione unica e irripetibile, grazie agli straordinari finanziamenti che arriveranno nei prossimi trent'anni.

Ci limitiamo, per ore, a chiarire due cose (per chi le vuole capire):

1) La petizione e le sue firmatarie e i suoi firmatari non si oppongono allo sviluppo del Porto di Catania. Saremmo felici che il Porto - chiuso da anni in modo incomprensibile alla città - diventasse bello e funzionale come altri porti in giro per l'Italia e il mondo. E saremo felici e festeggeremo quando arriveranno finanziamenti pubblici a questo fine, capaci di dare lavoro, sviluppo e legalità (perché senza legalità non c'è sviluppo, c'è ben altro) alle attività portuali. Ma sappiamo che questo può e deve accadere senza ampliare in modo indiscriminato l'area del porto a zone, fondamentali e di pregio, che non sono oggi dentro i limiti del porto stesso.

2) Ci addolora, ma non ci sorprende, sentir ripetere un vecchio ritornello, tipico della politica in Sicilia e nel Sud d'Italia, e che fa sempre così: "Se volete i soldi, se volete lo sviluppo, voi siciliani e meridionali, dovete cedere e svendere pezzi della bellezza naturale e storica del vostro territorio. Solo così arriverà il lavoro, il benessere e la felicità per tutti!".
E' un ritornello. Ed è vecchio.
Gli effetti di questo ritornello li abbiamo visti e li vediamo, sulle nostre coste, da Priolo e Melilli a Gela e Milazzo, solo per fare gli esempi più evidenti.
Pensiamo invece che solo salvaguardando e promuovendo la bellezza naturale si possa creare un benessere reale e duraturo, come accade in tante altre parti d'Italia e del mondo. Pensiamo per essere chiari, che solo realizzando un grande parco urbano lineare costiero, che dia accesso al mare e lo apra a turismo e cittadinanza, dalla Scogliera d'Armisi a Piazza Europa, Catania possa fare questa volta sì e finalmente un vero salto culturale, sociale ed economico.
Non è svasando centinaia di migliaia di metri cubi di cemento nel mare della città e delle sue cittadine e cittadini che verranno lo sviluppo e il benessere. E' il contrario, purtroppo.

Dunque questa è anche una battaglia per lo sviluppo; ma per uno sviluppo vero, armonico, duraturo (che non duri il tempo di lavori e cementi che non è detto finiscano mai); uno sviluppo che pensi alle prossime generazioni, che non faccia pagare alla città dei prezzi che non può più permettersi di pagare e che ha già pagato fino al fondo della sua anima (basta girare le spalle al mare e vedere cosa si è fatto di quel luogo meraviglioso che era Catania, da Corso dei Martiri in poi, negli ultimi settant'anni). Ora basta.

Una città che non gira più le spalle al mare, che usa il suo mare per aumentare benessere sociale, economico e ambientale, è possibile (e scusate se non ci inganna chi, come un disco rotto, dice il contrario, da troppo tempo).
Noi lavoriamo solo per questo.

COMITATO PER LA DIFESA E LA FRUIZIONE DELLA SCOGLIERA D'ARMISI DI CATANIA


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