10/03/2025, 02:13
IL confronto con le istituzioni e l'iter del progetto contestato richiedono ancora un confronto, mentre altre adesioni continuano ad arrivare
nuovo fine firma: 31/01/2026
firme al momento della modifica 3.213
10/03/2025, 02:13
IL confronto con le istituzioni e l'iter del progetto contestato richiedono ancora un confronto, mentre altre adesioni continuano ad arrivare
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09/13/2025, 18:46
Care firmatarie e cari firmatari,
prima di parlare di cose più “serie”, da dove viene il nome “Scogliera dell’Armisi”?
Troviamo alcune informazioni in un utile volume su Catania, dal titolo 111 luoghi di Catania che devi proprio scoprire, scritto da Florinda Giannino e Marco Lo Curzio. Il “luogo da scoprire” numero 89 è proprio Il lido Scogliera d’Armisi. Citiamo da lì: “La Scogliera d’Armisi è il tratto di costa più vicino al centro urbano, interamente costituito da roccia lavica, e si estende per circa un chilometro dall’attuale piazza dei Martiri fino a Piazza Galatea, prima del borgo di San Giovanni li Cuti. L’origine è riconducibile alla seconda delle tre colate preistoriche che definirono la morfologia dell’intero insieme fondativo della città. Si tratta di un patrimonio naturale unico, con grotte, insenature e rilievi studiati per la complessa morfologia derivata dall’azione erosiva del mare nel tempo. Il suo nome è probabilmente una contrazione di Artemision, il tempio dedicato al culto di Artemide, che pare sorgesse in questa zona (...). A fine Ottocento, quando ancora le spiagge della Plaia erano difficilmente raggiungibili, su queste scogliere i catanesi organizzarono i primi stabilimenti balneari pubblici, costruendo su complessi sistemi di palafitte in legno le prime cabine e inaugurando un rituale che sarebbe diventato tradizione per generazioni di catanesi. Ancora oggi il lido propone l’esperienza del mare come allora, ritagliando in piena città uno spazio riservato, incastrato proprio sotto la stazione dei treni; vi si accede imboccando un tunnel seminascosto (…) in piazza Giovanni XXIII. Il sottopassaggio, percorso in penombra, ha il potere di lasciare lentamente la città alle spalle e predisporre all’unica prospettiva che si percepisce dal lido, verso un orizzonte di solo mare. Il lido è accessibile sempre, le tariffe sono contenute (…). L’idea è che una pausa al mare debba poter essere un piacere per tutti.”
Non c’è una parola da aggiungere, basta solo leggere e rileggere la felice descrizione di questo “mare per tutti”, che qualcuno vorrebbe trasformare in un mare di cemento e per pochi.
Quindi sarebbe svelato – ma il condizionale va usato in casi di fatti e nomi antichi – il mistero del toponimo. Armisi verrebbe da Artemision/Artemisi/Armisi, quindi dal nome della dea greca della accia, Artemide, che i romani chiamavano Diana. Molti elementi fanno pensare che sia così; elenchiamoli.
1) Il culto di Artemide era molto diffuso nella città da cui venivano i coloni Greci, Calcide, e in generale dalla Calcidica, la regione dell’antica Grecia che colonizzò Catania
2) Il culto di Artemide in età greca trova terreno fertile nella sicilia Orientale; c’è un importante Artemision a Siracusa, ma luoghi di culto di questa dea si trovano anche in altre città siciliane e reperti che testimoniano il culto di Artemide sono stati ritrovati in altri santuari catanesi di età greca.
3) Le zone che si affacciano al mare spesso sono dedicate dai Greci a santuari e templi, che servivano come luoghi di incontro con i navigatori; a Catania, qualche chilometro più a nord si trovava il tempio di Atena Longane, che darà il toponimo a Ognina
4) Infine, il culto di Artemide si lega a una tradizione del mito che vuole che le armi della dea fossero state forgiate nelle officine di Efesto, nelle grotte laviche dell’Etna (si veda E. Ciaceri, Culti e miti nella storia dell’antica Sicilia)
Così, troviamo questo testo sul sito Facebook dell’associazione Genius Loci : “Sin da IV secolo a.C. nella odierna Civita, nella vicinanza della attuale piazza dei Martiri, esisteva il tempio di Artemide, Artemision o Diana, la dea della caccia. Ne era vietato l’accesso alle donne sposate e le sue sacerdotesse dovevano essere vergini. Il tempio di Catania, in stile ionico, aveva il privilegio del diritto di asilo. Le feste dedicate alle dea, le artemisie, si svolgevano in aprile e per la grande affluenza di persone si trasformavano in un grande bazar all’aperto in cui si vendevano amuleti e simulacri del tempio e delle icone presenti. Il tempio fu distrutto dall’eruzione del 135 a.C., dando il nome alle scogliere del Larmisi. Ricostruito 10 anni dopo, durante l’avvento del cristianesimo fu abbandonato a sé stesso per essere poi seppellito dalle lave del 1381.”
Insomma, l'ipotesi del nome regge...
Adesso qualcosa di meno gradevole; trovate nell’articolo allegato la notizia che la società privata che aveva chiesto la concessione per costruire il porto chiede adesso i danni al comune e all'AdSP. Ma com’è possibile che tutti sono sicuri che questo porto che cancella la scogliera si deve fare? E cosa succederebbe se i danni li chiedessimo noi cittadini catanesi?
Intanto oggi la stagione del lido si chiude, ma non chiude la Scogliera e non chiudono le attività del Comitato, che continuerà ad aggiornarvi, a prendere firme e informarvi costantemente, su novità importanti, in arrivo...
A presto
Comitato della Scogliera d’Armisi di Catania
09/03/2025, 07:32
Care sostenitrici e cari sostenitori,
la testata giornalistica Hashtag Sicilia, attraverso il suo Direttore Salvatore Bonura, ha dedicato un articolo e un servizio video alla nostra azione di promozione e salvaguardia del mare.
Trovate in link, di seguito, e potrete cliccare e diffondere.
Articolo online: www.hashtagsicilia.it/2025/09/02/catania-scogliera-darmisi-porticciolo-turistico-si-o-no/
YouTube: www.youtube.com/watch?v=_NY48NErP3w
Continuiamo a mobilitarci ed allargare le adesioni alla nostra causa.
Comitato per la Difesa e la Salvaguardia della Scogliera d'Armisi di Catania
07/31/2025, 06:17
Care firmatarie e cari firmatari,
per difendere un luogo del cuore (che è un pezzo di anima della nostra città) come la Scogliera dell'Armisi, è utile un pò di storia.
Non tutti ad esempio sanno che le lave e le grotte della scogliera dell'Armisi hanno più di cinquemila anni. Lo certifica una ricerca dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di alcuni anni fa, di cui indichiamo a seguire il link e che citiamo brevemente:
"“Le direzioni paleomagnetiche misurate negli altri due flussi di lava analizzati, quelli di Larmisi e San Giovanni Galermo, risultano coincidenti, implicando che l’età di messa in posto è in realtà la stessa, con un margine di errore statistico non superiore ai 100-200 anni. Questo dato, insieme alle evidenze geologiche, geochimiche e petrologiche, implica che le due colate laviche possano essere considerate parti di un unico grande campo lavico eruttato in una finestra temporale compresa tra 5.494 e 5.387 anni fa."
Per chi volesse leggere l'intero articolo, molto interessante, ecco il link:
www.ingv.it/stampa-e-urp/stampa/comunicati-stampa/4885-etna-datate-per-la-prima-volta-le-colate-laviche-preistoriche-nell-area-urbana-di-catania
Da un altro articolo sulle lave catanesi traiamo un secondo brano, che spiega di cosa parliamo quando parliamo di queste lave e di queste antichissime grotte:
"La lava dei Larmisi prende il suo nome da una punta prominente sul mare, oltre i binari della Stazione centrale, in questa zona questo tipo di lava è perfettamente visibile. Si tratta di circa due chilometri dalla stazione verso Piazza Europa. La lava dei Larmisi costituisce tutto il sottosuolo della città, definita “moderna” perché appartenente agli ultimi due secoli. Inoltre le vie Imbriani, Corso delle Provincie, Musumeci, Ramondetta e tutto il circondario sono costituite da lave di questo tipo."
Ecco il link all'articolo per chi interessat*:
catania.italiani.it/la-storia-del-parco-gioeni-delleruzione-del-larmisi/
Insomma, Catania e le grotte laviche dell'Armisi (anticamente dei Larmisi, ma sull'origine del nome diremo in seguito) sono un'unica cosa e sono la storia stessa della città, una storia che non si può cancellare nel nome di un supposta "apertura del porto alla città", come qualcuno insiste, ancora, a dire. Il mare alla scogliera dell'Armisi e del Caito è già aperto alla città, da secoli, e vogliamo che così resti: libero, aperto e accessibile per tutti. Moli per megayacht, banchine di cemento, piazze di cemento sul mare, negozi e alberghi, strade e posteggi, sono tutti solamente modi per CHIUDERE L'ACCESSO AL MARE ALLA CITTA'. E chi dice il contrario fa a pugni con la realtà.
Intanto tra i bagnanti e i clienti del lido è aperta la caccia ai materassi che secondo qualcuno coprirebbero i fondali di questo stupendo specchio di mare. Dopo mesi di perlustrazioni non ne è stato trovato nemmeno uno, di materasso... Mah, vuoi vedere che non ce ne sono... Ma noi con pazienza continuiamo a cercare. In compenso in questi giorni - magari a qualcuno può interessare - il mare della scogliera sfoggia pomodori di mare (ottimo segno di qualità marina), murene, branchi di pesci in riproduzione, stelle marine... Tutte cose che faremo presto vedere.
Buon bagno allora (e occhio ai materassi, mi raccomando...).
Il Comitato per la salvaguardia e la fruizione della Scogliera d'Armisi di Catania
07/16/2025, 05:03
Cosa dice il Ministero dell’Ambiente sulla Scogliera d’Armisi (e perché adesso bisogna fare sentire ancora più forte la nostra voce)
Care firmatarie e cari firmatari della petizione per salvare la Scogliera d’Armisi e il mare di Catania,
come vi abbiamo raccontato nel precedente messaggio, il 27 giugno la Commissione tecnica responsabile della VAS (Valutazione Ambientale Strategica) del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) ha presentato il suo parere sul Piano regolatore del Porto. Come sapete il parere ne denuncia le moltissime insufficienze tecniche e di progettazione. Soprattutto per la zona della Playa e per gli ampliamenti a Sud verso il torrente Acquicella, i rilievi sono pesantissimi. Ma come sapete questo Piano regolatore del Porto, che ha l'approvazione dell'amministrazione comunale attuale, prevede che la prima opera, quella così importante che proprio non si può aspettare nemmeno un minuto è (indovinate un po') il porto turistico per megayacht e megamilionari della Scogliera d’Armisi. Per qualcuno Catania non può proprio vivere senza quest’opera assurda; ma proviamo a capire un po' meglio perché.
Infatti, in relazione al molo turistico-mostro il rapporto ministeriale non chiude le porte; anzi offre – sia pur tra tanti distinguo tecnici – una soluzione possibile e chiede che venga analizzata l’alternativa che trovate illustrata nella cartina che alleghiamo a questo messaggio (e che potete scaricare cliccando sull’icona indicata; il titolo è "Ministero su Armisi").
Diciamolo in modo semplice: secondo il Ministero - se questo rapporto verrà confermato dal Decreto che si attende con il giudizio di compatibilità ambientale – la banchina dovrebbe piegarsi un po' verso ovest ed arriverebbe più o meno fino a metà dell’attuale Lido; i frangiflutti di protezione del molo prenderebbero altri 10/20 metri in più e la base a mare altre decine di metri; di fatto l’area dell’attuale Lido – per capirci – verrebbe quasi tutta coperta.
Dalla punta di questo mostro di cemento (come vedete nel disegno) partirebbe il molo di circa 700 metri. Quindi, per essere chiari: il Ministero con questa prima valutazione ritiene possibile che si costruisca DENTRO IL MARE, riempiendo la scogliera fino a decine di metri dall’attuale costa.
Quale sarebbe il risultato (perché noi catanesi dovremo fare i conti con quello che accadrà, se accadrà)? Immaginate l’equivalente di un paio di piazze Duomo di Catania costruite dentro il mare, soffocando scogli, flora, fauna e tutto ciò che si trova in questo prezioso specchio d’acqua. Ma perché quest’opera è così importante? Non tanto per il Molo, che sarebbe in fondo la scusa per distruggere questa perla ambientale; ma soprattutto perché in questa area di cemento dentro il mare – che verrebbe collegata all'attuale porto con una “bella” strada - sorgerebbero ristoranti, bar, alberghi, negozi...
Avete presente la Scogliera così com’è oggi? Chiudete gli occhi e immaginatela trasformata in una banchina di cemento dentro il mare con una striscia di cemento di locali, palazzi, posteggi, mare inquinato…
Una nota di colore (ma è un colore scuro): pare che l’Autorità Portuale abbia inviato dei video secondo i quali il fondale attuale e che verrebbe coperto dalla colata sarebbe una discarica, una pattumiera piena di materassi e spazzatura. Chiunque conosca la Scogliera può dire se i fondali sono o meno puliti, se l’acqua dell’Armisi è o meno la più pulita della scogliera catanese. Per questo stiamo lavorando a un documentario anche con riprese subacquee che faccia vedere la realtà, ovvero grotte laviche, pesci, stelle marine, uccelli e altre specie protette che trovano in quest’area uno spazio di natura ancora viva e vitale.
Chiediamoci dunque: a chi servirebbero i locali che qualcuno vorrebbe fare costruire, con l’effetto di un’isola di calore e cemento che aumenterebbe la temperatura del quartiere e di un traffico che eleverebbe il già alto inquinamento atmosferico della zona? A pochi, pochissimi…
A chi è utile oggi la Scogliera? A tutta la città, come riserva di bellezza, frescura e benessere aperta a tutte e tutti.
Che città vogliamo? Poniamoci questa domanda.
Per queste ragioni vi chiediamo di continuare a fare girare e firmare la petizione. Per queste ragioni cercheremo di organizzare incontri e iniziative che continuino a promuovere la salvaguardia, la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi e di tutto il tratto di mare che arriva fino a piazza Europa. Ma su questo, cioè sul parco lineare costiero Armisi-Caito, vi diremo un’altra volta…
Il Comitato per la salvaguardia e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania
07/02/2025, 04:15
Care sostenitrici e cari sostenitori della petizione per la fruizione e la salvaguardia della Scogliera d'Armisi di Catania,
una buona notizia che deve farci continuare a opporci al progetto assurdo del Piano Regolatore del Porto voluto dall'Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale e approvato dal Consiglio comunale di Catania.
Giorno 27 giugno è stato pubblicato il parere della Commissione Tecnica del Ministero
dell’Ambiente sulla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) del Piano Regolatore del Porto di
Catania. Il Ministero ha accolto buona parte delle Osservazioni presentate nel mese di febbraio di
quest’anno da parte delle Associazioni ambientaliste e socio-culturali catanesi, in primis Volerelaluna, ed ha formulato numerosissimi rilievi al progetto, evidenziandone spesso superficialità e contraddizioni.
AVEVAMO RAGIONE.
ABBIAMO RAGIONE.
Ma attenzione, non è affatto finita. Il Ministero ridimensiona e critica l'intero progetto e chiede di limitare l'area dell'inutile e dannoso porto turistico per milionari; chiede di limitare, non di cancellare il porto turistico. La previsione è ancora negativa per la Scogliera e per il Lido, che verrebbe in buona parte "mangiato", anche in questa ipotesi rivista.
QUESTO NON VA BENE.
Dobbiamo dunque continuare a fare pressione, informare, fare girare e firmare la petizione finché il progetto non verrà RITIRATO!!!
Ma come sostiene il comunicato elaborato da Volerelaluna, che vi inviamo con questa mail, adesso è il tempo di un primo bilancio, prima di tutto sull'Amministrazione Trantino.
L’amministrazione comunale è stata inerte nel chiedere all’Autorità portuale il rispetto della
volontà della città. È indispensabile che su questo punto vi sia chiarezza: ed è quindi
necessario che la mobilitazione continui affinché l’Autorità portuale accetti di rivedere
e ridiscutere in profondità il Piano Regolatore del Porto della nostra città.
Vi comunichiamo infine che al Lido sono disponibili materiali informativi che consentono di accedere alla petizione, farla firmare, conoscere la situazione di questo agghiacciante progetto e le controproposte del Comitato.
Continuiamo a sostenere la Petizione e le ragioni di un mare pubblico, libero e pulito per tutta la città di Catania
Il Comitato per la salvaguardia e la fruizione della Scogliera d'Armisi di Catania
06/16/2025, 12:24
Cara sostenitrice, caro sostenitore della petizione in difesa della Scogliera d'Armisi e del mare catanese,
la città di Catania e la sua area metropolitana sono interessate in questi ultimi anni da un
riemergente interesse speculativo. Catania è una delle città italiane che ha “consumato” più
suolo pubblico; è in coda nelle classifiche per benessere urbano, verde pubblico, fruibilità
delle coste, cura dei beni comuni, cura della città come bene di tutte e di tutti. Catania non
ha uno strumento di regolazione della sua crescita, un piano regolatore aggiornato e valido.
Catania ha ferite tremende inferte sul suo tessuto urbano da processi di speculazione che
ne hanno cancellato, talora per sempre, buona parte della storia e della bellezza: tra tutti la
ferita di san Berillo Vecchio e lo sventramento di Corso dei Martiri, ancora lì, dopo
settant’anni, a mostrare una città incompiuta, a ricordare il fallimento di tanta politica e
tanta imprenditoria. Eppure, nonostante ciò, ciclicamente, il cemento e la cementificazione
selvaggia ritornano a essere visti, a essere “fatti vedere”, come l’unico modo per creare
benessere. In realtà sono solo il modo per far fare denaro ai soliti pochi, distruggendo
futuro e speranza della città del futuro. Oggi sono molti i fuochi accesi nella città: i comitati
di cittadine e cittadini che si sono costituiti ad Ognina, all’Antico Corso, per gli orti di Cibali, per la
Scogliera d’Armisi, come quelli nei quartieri di Librino, San Giovanni Galermo e San
Cristoforo, tra altri, stanno accendendo riflettori di partecipazione, riflessione, proposta,
chiedendo amore, cura, salvaguardia e rilancio reali della città.
Vogliamo un’altra città.
Una città in cui l’interesse privato sia conciliato con quello pubblico; in cui i diritti non siano
a pagamento; in cui la fruizione dell’ambiente, della natura, del mare, siano garantiti senza
prevaricazioni; in cui la vita sia umana e le giovani generazioni, tutte, possano emanciparsi
da modelli di vita sempre più degradati per abbracciare forme di cultura civile e
democratica.
Il testo che alleghiamo è la relazione che il Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera
d’Armisi offre alla città. Abbiamo raccolto quasi 3000 firme contro lo scellerato progetto di
Piano Regolatore del Porto di Catania e contro il progetto di porto turistico per mega-yacht
di super-ricchi che esso prevede in uno dei punti di mare più belli della costa catanese,
sempre scelleratamente. Abbiamo raccolto molte firme, ma non bastano, lo sappiamo.
Nelle pagine che seguono si spiega, in modo scientifico e documentato, il perché.
Teniamo accesi i fuochi per la città; fuochi civili, fuochi di informazione, coscienza,
rivendicazione di diritti. Facciamolo senza esitazioni.
Il presente documento è stato redatto per conto del Comitato per la difesa e la fruizione
della Scogliera d’Armisi dall’architetto Aurelio Cantone con la collaborazione editoriale del
prof. Attilio Scuderi.
SAPPIAMO BENE CHE CIRCOLANO VOCI SECONDO LE QUALI IL PROGETTO NON SI REALIZZERA', CHE TUTTO VA BENE, CHE SONO ALALRMI INUTILI. NOI PURTROPPO SAPPIAMO CHE NON E' COSI'. DUNQUE VI CHIEDIAMO DI CONTINUARE A CHIEDERE FIRME E SOSTEGNO A TUTTE LE PERSONE CHE RITENERTE POSSANO ESSERE INTERESSATE E SENSIBILI A QUESTA BATTAGLIA DI CIVILTA' E RISPETTO DELLA CITTA' E DEL SUO AMBIENTE.
Siamo aperti alla collaborazione di tutte le cittadine e di tutti i cittadini anche per le iniziative da realizzare nella stagione balneare; chiediamo le vostre segnalazioni e i vostri contributi.
Inviateli alle mail: aureliocantone@tiscali.it; attilio.scuderi@unict.it.
Buona lettura.
04/04/2025, 12:03
Cara sostenitrice, caro sostenitore della petizione in difesa della fruizione della Scogliera d'Armisi di Catania,
Ti invitiamo a partecipare all'incontro di lunedì 7 aprile, alle ore 17,30, presso il salone della CGIL di Catania, di cui puoi vedere la locandina in allegato. L'incontro è organizzato dall'associazione Volerelaluna, parteciperà anche il Comitato, e sono invitate le autorità cittadine. E' un momento in cui sarà possibile esprimere tutte le critiche, motivate e profonde, a un progetto che rischia di infliggere un ennesimo colpo letale al rapporto tra città e mare.
Vi segnaliamo inoltre un articolo d'interesse recentemente pubblicato su Livesicilia
livesicilia.it/porto-catania-impatti-dubbi-territorio/?refresh_ce
Invitando alla lettura ne citiamo un brano, che riporta e commenta lo studio compiuto dal dr. Sebastiano Patti, docente a contratto di Economia ambientale dell'Università di Catania:
"Ai gravi problemi di inquinamento delle acque derivanti da questo progetto, si accompagnano, secondo le osservazioni di Patti, delle valutazioni sull’impatto economico del turismo da diporto. Secondo il documento i vantaggi attesi dal nuovo porto, soprattutto crescita di occupazione e indotto, sarebbero a rischio di essere annullati dalle sue conseguenze negative. Patti elenca queste conseguenze negative: la forte stagionalità del mercato del lavoro; la scarsa qualificazione della manodopera utilizzata; la vulnerabilità e l’instabilità dei redditi; lo sviluppo di infrastrutture orientato più alle esigenze degli operatori del turismo e di società esterne all’area d’insediamento che a quelle della popolazione locale."
Ma se questo è chiaro, documentato e documentabile, ci chiediamo: perché procedere in un progetto che avrebbe un impatto così grave sulla città e dei vantaggi così limitati da ogni punto di vista?
A voi la risposta...
Per questo vi invitiamo a continuare a diffondere la petizione, che resta e resterà aperta nei prossimi mesi, per seguire le iniziative popolari a difesa della Scogliera e del nostro mare e per continuare a coinvolgere le cittadine e i cittadini catanesi a difesa della città.
Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d'Armisi di Catania
03/27/2025, 06:09
Si modifica la durata della petizione perché i tempi di approvazione del progetto che si contesta saranno lunghi ed è bene che la petizione accompagni i passaggi istituzionali relativi
nuovo fine firma: 26.11.2025
firme al momento della modifica 2.587
03/27/2025, 05:21
Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania - 23 marzo 2025
Il 21 marzo 2025 il Consiglio comunale di Catania ha scritto una delle pagine più brutte e avvilenti della sua storia.
Parte della maggioranza e parte dell’opposizione hanno infatti dato parere favorevole al Piano Regolatore del porto di Catania, presentato dall’Autorità di sistema della Sicilia orientale.
In aula, per chi era presente e per chi ha assistito in streaming, il consenso su questo parere si è formato sulla base di tre tesi ripetute in modo martellante (spesso, quando non credi, non puoi credere in una cosa, la ripeti, e ripeti, e ripeti, ma la realtà resta purtroppo lì, la realtà non cambia…).
1) Il Piano regolatore del Porto, secondo parte della maggioranza e parte dell’opposizione, sarebbe legittimo. Questo è FALSO. Associazioni di tecnici, ambientalisti, commercianti e comitati hanno dimostrato, in modo inoppugnabile, da settimane e mesi, che quel piano regolatore ha falle tecniche, formali e sostanziali, enormi; ed è in contraddizione con norme, leggi ma anche con atti dello stesso ente che lo propone, quale il parere espresso sul progetto (assai simile, se non sovrapponibile) presentato dalla società Toods’. E’ un atto illegittimo, cui manca trasparenza e conformità, al quale il Consiglio comunale ha dato un “via libera” che non modifica le criticità, ma che aggrava tremendamente i rischi ambientali, per la vita e la salute della città.
2) Il Piano regolatore del porto, sempre secondo parte della maggioranza e parte dell’opposizione, sarebbe realizzato senza danni ambientali per la città e non costituirebbe una cementificazione assurda del mare catanese. Anche questo è palesemente FALSO. Per avvalorare questa tesi abbiamo assistito al gioco del “non vedo, non ci sento ”. E tutto questo per non fare vedere alle catanesi ed ai catanesi quello che è sotto gli occhi di tutti: foci di fiumi interrati, sottopassaggi assurdi e irrealizzabili, scogliere ed ecosistemi marini di pregio sommersi da masse di metri cubi di cemento. E tutto questo per uno sviluppo che non esiste e per una “Miami dei poveri”, per un megaporto per milionari che porterà caos e devastazione, cancellando tra l’altro la storia di un bene comune prezioso, la Scogliera d’Armisi.
3) E da ultimo, parte della maggioranza e parte dell’opposizione hanno ribadito che non è vero che la Scogliera d’Armisi sia il gioiello che è. Tutto questo è doppiamente FALSO. Per avvalorare una tesi che è in contraddizione palese con la realtà i salti mortali sono stati doppi e tripli. Scene che non avremmo mai voluto vedere nel consiglio comunale di una grande città.
Tutto questo è stato condito, nei giorni precedenti, da un atto di vittimismo mistificatorio che è ormai di moda nella politica povera e senza ideali del nostro tempo. I rappresentanti comunali di alcuni partiti di maggioranza si sono detti “minacciati” dalle diffide e dagli appelli che provenivano dalle associazioni di commercianti, tecnici, ambientalisti e cittadini. E’ come dire che si sono sentiti minacciati dal normale esercizio della democrazia: dalla partecipazione attiva, libera e responsabile di migliaia di cittadine e cittadini.
Ci troviamo di fronte a un Consiglio comunale che, nella sua maggioranza, non sa e non vuole rappresentare la volontà della maggioranza dei cittadini.
Ci corre l’obbligo di spiegare a questi rappresentanti che è l’autorità portuale titolare del provvedimento che va la Ministero competente, assistito dai pareri richiesti dalla legge. Ed è contro i provvedimenti dell’autorità portuale, concepiti in contrasto con valutazioni negative degli stessi uffici comunali che il Consiglio ha ripetutamente ignorato, che si appelleranno da questo momento in poi associazioni e comitati. Lo faremo nei tempi, le forme e i modi dovuti, senza lasciare nulla di intentato per evitare uno scempio ambientale e urbanistico che Catania non merita.
Alla luce di tutto questo, ringraziando quella parte dell’opposizione e della maggioranza che ha criticato con coraggio e argomenti di verità e realtà questo agghiacciante provvedimento - che abbiamo chiamato non a caso CANCELLA IL MARE - ribadiamo la nostra ferma intenzione di continuare, con tutti i soggetti interessati, l’azione a favore di una vera promozione del mare catanese come bene comune di tutte e tutti, come luogo di socialità e benessere, contro speculazioni inguardabili che renderebbero la nostra città un inferno. Con buona pace di tutti, proveremo a fare sentire forte e chiara la voce e la volontà delle cittadine e dei cittadini.
Per queste ragioni invitiamo a continuare la raccolta di firme che sta arrivando a 2600 sostenitrici e sostenitori e a diffondere le ragioni della difesa del nostro mare
Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania