31. 07. 2025 6:17
Care firmatarie e cari firmatari,
per difendere un luogo del cuore (che è un pezzo di anima della nostra città) come la Scogliera dell'Armisi, è utile un pò di storia.
Non tutti ad esempio sanno che le lave e le grotte della scogliera dell'Armisi hanno più di cinquemila anni. Lo certifica una ricerca dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di alcuni anni fa, di cui indichiamo a seguire il link e che citiamo brevemente:
"“Le direzioni paleomagnetiche misurate negli altri due flussi di lava analizzati, quelli di Larmisi e San Giovanni Galermo, risultano coincidenti, implicando che l’età di messa in posto è in realtà la stessa, con un margine di errore statistico non superiore ai 100-200 anni. Questo dato, insieme alle evidenze geologiche, geochimiche e petrologiche, implica che le due colate laviche possano essere considerate parti di un unico grande campo lavico eruttato in una finestra temporale compresa tra 5.494 e 5.387 anni fa."
Per chi volesse leggere l'intero articolo, molto interessante, ecco il link:
www.ingv.it/stampa-e-urp/stampa/comunicati-stampa/4885-etna-datate-per-la-prima-volta-le-colate-laviche-preistoriche-nell-area-urbana-di-catania
Da un altro articolo sulle lave catanesi traiamo un secondo brano, che spiega di cosa parliamo quando parliamo di queste lave e di queste antichissime grotte:
"La lava dei Larmisi prende il suo nome da una punta prominente sul mare, oltre i binari della Stazione centrale, in questa zona questo tipo di lava è perfettamente visibile. Si tratta di circa due chilometri dalla stazione verso Piazza Europa. La lava dei Larmisi costituisce tutto il sottosuolo della città, definita “moderna” perché appartenente agli ultimi due secoli. Inoltre le vie Imbriani, Corso delle Provincie, Musumeci, Ramondetta e tutto il circondario sono costituite da lave di questo tipo."
Ecco il link all'articolo per chi interessat*:
catania.italiani.it/la-storia-del-parco-gioeni-delleruzione-del-larmisi/
Insomma, Catania e le grotte laviche dell'Armisi (anticamente dei Larmisi, ma sull'origine del nome diremo in seguito) sono un'unica cosa e sono la storia stessa della città, una storia che non si può cancellare nel nome di un supposta "apertura del porto alla città", come qualcuno insiste, ancora, a dire. Il mare alla scogliera dell'Armisi e del Caito è già aperto alla città, da secoli, e vogliamo che così resti: libero, aperto e accessibile per tutti. Moli per megayacht, banchine di cemento, piazze di cemento sul mare, negozi e alberghi, strade e posteggi, sono tutti solamente modi per CHIUDERE L'ACCESSO AL MARE ALLA CITTA'. E chi dice il contrario fa a pugni con la realtà.
Intanto tra i bagnanti e i clienti del lido è aperta la caccia ai materassi che secondo qualcuno coprirebbero i fondali di questo stupendo specchio di mare. Dopo mesi di perlustrazioni non ne è stato trovato nemmeno uno, di materasso... Mah, vuoi vedere che non ce ne sono... Ma noi con pazienza continuiamo a cercare. In compenso in questi giorni - magari a qualcuno può interessare - il mare della scogliera sfoggia pomodori di mare (ottimo segno di qualità marina), murene, branchi di pesci in riproduzione, stelle marine... Tutte cose che faremo presto vedere.
Buon bagno allora (e occhio ai materassi, mi raccomando...).
Il Comitato per la salvaguardia e la fruizione della Scogliera d'Armisi di Catania