07/16/2025, 05:03
Cosa dice il Ministero dell’Ambiente sulla Scogliera d’Armisi (e perché adesso bisogna fare sentire ancora più forte la nostra voce)
Care firmatarie e cari firmatari della petizione per salvare la Scogliera d’Armisi e il mare di Catania,
come vi abbiamo raccontato nel precedente messaggio, il 27 giugno la Commissione tecnica responsabile della VAS (Valutazione Ambientale Strategica) del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) ha presentato il suo parere sul Piano regolatore del Porto. Come sapete il parere ne denuncia le moltissime insufficienze tecniche e di progettazione. Soprattutto per la zona della Playa e per gli ampliamenti a Sud verso il torrente Acquicella, i rilievi sono pesantissimi. Ma come sapete questo Piano regolatore del Porto, che ha l'approvazione dell'amministrazione comunale attuale, prevede che la prima opera, quella così importante che proprio non si può aspettare nemmeno un minuto è (indovinate un po') il porto turistico per megayacht e megamilionari della Scogliera d’Armisi. Per qualcuno Catania non può proprio vivere senza quest’opera assurda; ma proviamo a capire un po' meglio perché.
Infatti, in relazione al molo turistico-mostro il rapporto ministeriale non chiude le porte; anzi offre – sia pur tra tanti distinguo tecnici – una soluzione possibile e chiede che venga analizzata l’alternativa che trovate illustrata nella cartina che alleghiamo a questo messaggio (e che potete scaricare cliccando sull’icona indicata; il titolo è "Ministero su Armisi").
Diciamolo in modo semplice: secondo il Ministero - se questo rapporto verrà confermato dal Decreto che si attende con il giudizio di compatibilità ambientale – la banchina dovrebbe piegarsi un po' verso ovest ed arriverebbe più o meno fino a metà dell’attuale Lido; i frangiflutti di protezione del molo prenderebbero altri 10/20 metri in più e la base a mare altre decine di metri; di fatto l’area dell’attuale Lido – per capirci – verrebbe quasi tutta coperta.
Dalla punta di questo mostro di cemento (come vedete nel disegno) partirebbe il molo di circa 700 metri. Quindi, per essere chiari: il Ministero con questa prima valutazione ritiene possibile che si costruisca DENTRO IL MARE, riempiendo la scogliera fino a decine di metri dall’attuale costa.
Quale sarebbe il risultato (perché noi catanesi dovremo fare i conti con quello che accadrà, se accadrà)? Immaginate l’equivalente di un paio di piazze Duomo di Catania costruite dentro il mare, soffocando scogli, flora, fauna e tutto ciò che si trova in questo prezioso specchio d’acqua. Ma perché quest’opera è così importante? Non tanto per il Molo, che sarebbe in fondo la scusa per distruggere questa perla ambientale; ma soprattutto perché in questa area di cemento dentro il mare – che verrebbe collegata all'attuale porto con una “bella” strada - sorgerebbero ristoranti, bar, alberghi, negozi...
Avete presente la Scogliera così com’è oggi? Chiudete gli occhi e immaginatela trasformata in una banchina di cemento dentro il mare con una striscia di cemento di locali, palazzi, posteggi, mare inquinato…
Una nota di colore (ma è un colore scuro): pare che l’Autorità Portuale abbia inviato dei video secondo i quali il fondale attuale e che verrebbe coperto dalla colata sarebbe una discarica, una pattumiera piena di materassi e spazzatura. Chiunque conosca la Scogliera può dire se i fondali sono o meno puliti, se l’acqua dell’Armisi è o meno la più pulita della scogliera catanese. Per questo stiamo lavorando a un documentario anche con riprese subacquee che faccia vedere la realtà, ovvero grotte laviche, pesci, stelle marine, uccelli e altre specie protette che trovano in quest’area uno spazio di natura ancora viva e vitale.
Chiediamoci dunque: a chi servirebbero i locali che qualcuno vorrebbe fare costruire, con l’effetto di un’isola di calore e cemento che aumenterebbe la temperatura del quartiere e di un traffico che eleverebbe il già alto inquinamento atmosferico della zona? A pochi, pochissimi…
A chi è utile oggi la Scogliera? A tutta la città, come riserva di bellezza, frescura e benessere aperta a tutte e tutti.
Che città vogliamo? Poniamoci questa domanda.
Per queste ragioni vi chiediamo di continuare a fare girare e firmare la petizione. Per queste ragioni cercheremo di organizzare incontri e iniziative che continuino a promuovere la salvaguardia, la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi e di tutto il tratto di mare che arriva fino a piazza Europa. Ma su questo, cioè sul parco lineare costiero Armisi-Caito, vi diremo un’altra volta…
Il Comitato per la salvaguardia e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania