Region: Basilicata
Security

DIA in Basilicata

Petition is directed to
Ministro dell'Interno
136 Supporters 114 in Basilicata
0% from 0 for quorum
  1. Launched 03/12/2021
  2. Time remaining > 4 months
  3. Submission
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  5. Decision

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Occorre potenziare gli strumenti a disposizione alle nostre forze dell’ordine e della nostra magistratura, idonei a contrastare le organizzazioni criminali con più efficacia, già presenti nelle altre regioni ma non ancora in Basilicata. 

Vogliamo l’istituzione di una sezione della DIA nella nostra regione.

In questi mesi la pandemia ha scavato un solco molto profondo nell’economia mondiale, ma in particolare nel nostro Paese. Riguardo alla nostra regione, la Basilicata, i dati ISTAT del 2020 che ci consegnano una fotografia regressiva:

  • il tasso di povertà relativa regionale è cresciuto di ben 7,6 punti;
  • Il 23,4% delle famiglie lucane (quasi una su quattro) è in condizioni di povertà relativa (un incremento che ci ripone all’ultimo posto nella classifica di questo parametro dietro a Calabria, Sicilia e Campania);
  • I fallimenti delle imprese sono cresciuti del 7,7%;
  • Il tasso di abbandono scolastico sale al 14,6%;
  • Più di 27mila lucani vivono in condizioni abitative disagiate;
  • I NEET, cioè i giovani non impegnati nello studio, nel lavoro e nella formazione (i giovani abbandonati a se stessi, alla disperazione) raggiungono il 26,3%;
  • Il PIL regionale in calo del 12,6%;                                         
  • Tutto questo ci riporta al nostro vero cancro: lo spopolamento continuo, inarrestabile: tra il gennaio 2019 e 2021 la popolazione regionale diminuisce di 11mila unità. Nei primi due mesi del 2021 quasi 3600 lucani sono emigrati.

Le questioni sono: Quanto sono importanti i finanziamenti destinati alla nostra regione dal PNRR e se finiranno dove servono davvero per far ripartire il motore economico e finanziario della nostra regione e frenare il fenomeno dello spopolamento dei giovani che lasciano la nostra terra per non farvi più ritorno. 

O ripartiamo o è la fine.

E poi dobbiamo tener presente dell’esistenza di un pericolo subdolo e latente che non risparmia i nostri territori: le mafie.

Le organizzazioni criminali sono già pronte a intercettare una grossa fetta delle risorse del Recovery Plan. 

Purtroppo la storia di queste organizzazioni ci dice che hanno dalla loro parte collusi e conniventi all’interno delle istituzioni che hanno già favorito i clan facendo ottenere loro appalti, sovvenzioni e finanziamenti.

Se tutto questo riaccadrà, vorrà dire che questi aiuti economici non saranno spesi nell’interesse di chi ne ha veramente bisogno.

Le mafie moderne oramai sanno come agire per ottenere gli aiuti economici europei e sanno che il loro potere corruttivo è enorme e che è molto molto difficile resistergli.

Sappiamo che i fondi europei sono già diventati fonte di guadagno per Ndrangheta, Camorra, Mafia siciliana e mafie pugliesi.

Questa crisi economica ha già consentito ai clan di acquisire numerose imprese in piena legittimità, accreditandosi così come operatori economici con la fedina pulita.

Le mafie sono già nel contenitore che consentirà, direttamente o indirettamente, di accedere ai fondi che arriveranno dall’Europa. 

Ma così come l’Europa, anche la Basilicata deve agire prima che sia troppo tardi. 

Se pensiamo ancora che la Basilicata sia fuori da queste realtà perché ci piace il dipinto romantico di isola felice, esule dalle predette realtà criminali, nonostante la sua collocazione geografica che la vede praticamente circondata da Ndrangheta, Camorra, e Mafia, commettiamo un errore che potremmo pagare ad un prezzo altissimo e per lungo, troppo, tempo. Le storie delle inchieste delle nostre Procure e dei relativi procedimenti penali aventi ad oggetto reati tipici delle associazioni criminali di stampo mafioso, ci consegnano una fotografia diversa e preoccupante. 

Le organizzazioni criminali, non si fermano dinanzi ai confini geografici regionali.

Occorre accrescere gli strumenti a disposizione alle nostre forze dell’ordine e della nostra magistratura, per contrastare le organizzazioni criminali con più efficacia, strumenti già presenti nelle altre regioni ma non ancora nella nostra Regione.

Per questo chiediamo l’istituzione di una sezione della DIA in Basilicata.

Reason

In questi mesi la pandemia ha scavato un solco molto profondo nell’economia mondiale, ma in particolare nel nostro Paese. Riguardo alla nostra regione, la Basilicata, i dati ISTAT del 2020 che ci consegnano una fotografia regressiva:

  • il tasso di povertà relativa regionale è cresciuto di ben 7,6 punti;
  • Il 23,4% delle famiglie lucane (quasi una su quattro) è in condizioni di povertà relativa (un incremento che ci ripone all’ultimo posto nella classifica di questo parametro dietro a Calabria, Sicilia e Campania);
  • I fallimenti delle imprese sono cresciuti del 7,7%;
  • Il tasso di abbandono scolastico sale al 14,6%;
  • Più di 27mila lucani vivono in condizioni abitative disagiate;
  • I NEET, cioè i giovani non impegnati nello studio, nel lavoro e nella formazione (i giovani abbandonati a se stessi, alla disperazione) raggiungono il 26,3%;
  • Il PIL regionale in calo del 12,6%;                                          
  • Tutto questo ci riporta al nostro vero cancro: lo spopolamento continuo, inarrestabile: tra il gennaio 2019 e 2021 la popolazione regionale diminuisce di 11mila unità. Nei primi due mesi del 2021 quasi 3600 lucani sono emigrati.

Le risorse del PNRR destinate alla regione Basilicata sono vitali per la sua ripresa economica e devono essere investite dove servono davvero, in modo da frenare anche il fenomeno dello spopolamento di cui la regione soffre più di altre

Le organizzazioni criminali sono già pronte a intercettare una grossa fetta delle risorse del Recovery Plan. 

Purtroppo la storia di queste organizzazioni ci dice che hanno dalla loro parte collusi e conniventi all’interno delle istituzioni che hanno già favorito i clan facendo ottenere loro appalti, sovvenzioni e finanziamenti.

Se tutto questo riaccadrà, vorrà dire che questi aiuti economici non saranno spesi nell’interesse di chi ne ha veramente bisogno.

Le mafie moderne oramai sanno come agire per ottenere gli aiuti economici europei e sanno che il loro potere corruttivo è enorme e che è molto molto difficile resistergli.

Sappiamo che i fondi europei sono già diventati fonte di guadagno per Ndrangheta, Camorra, Mafia siciliana e mafie pugliesi.

Questa crisi economica ha già consentito ai clan di acquisire numerose imprese in piena legittimità, accreditandosi così come operatori economici con la fedina pulita.

Le mafie sono già nel contenitore che consentirà, direttamente o indirettamente, di accedere ai fondi che arriveranno dall’Europa.  

Se pensiamo ancora che la Basilicata sia fuori da queste realtà perché ci piace il dipinto romantico di isola felice, esule dalle predette realtà criminali, nonostante la sua collocazione geografica che la vede praticamente circondata da Ndrangheta, Camorra, e Mafia, commettiamo un errore che potremmo pagare ad un prezzo altissimo e per lungo, troppo, tempo. Le storie delle inchieste delle nostre Procure e dei relativi procedimenti penali aventi ad oggetto reati tipici delle associazioni criminali di stampo mafioso, ci consegnano una fotografia diversa e preoccupante. 

Per questo della DIA in Basilica assume una funzione fondamentale per lo sviluppo della regione.

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