Appello Per Il Riconoscimento Della Protezione Internazionale Ad Abdulrahman Al Khalidi

La petizione va a
Governo Bulgaro

181 Firme

Raccolta voti terminata

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  1. Iniziato maggio 2025
  2. Raccolta voti terminata
  3. Preparare la presentazione
  4. Dialogo con il destinatario
  5. Decisione

La petizione è indirizzata a: Governo Bulgaro

Firma L'appello Affinche' Il Governo Bulgaro Riconosca La Protezione Internazionale Ad Abdulrahman Abdullah Mohammed Albakr Al-Khalidi

Motivazioni:

Lettera aperta per il riconoscimento della protezione internazionale ad Abdulrahman Al Khalidi rinchiuso nel centro di detenzione di Busmantsi (Sofia)
 
Noi sottoscritti – cittadini, attivisti, giornalisti, giuristi, accademici e organizzazioni della società civile impegnati nella difesa dei diritti umani e della libertà di espressione – esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per la sorte di Abdulrahman Abdullah Mohammed Albakr Al-Khalidi, cittadino saudita, giornalista e attivista per i diritti civili, detenuto in Bulgaria da oltre tre anni e oggi a rischio imminente di espulsione verso l’Arabia Saudita e chiediamo che gli venga riconosciuta la protezione internazionale.
 
Al-Khalidi ha lasciato il proprio Paese a causa della repressione sistematica operata dal regime saudita contro attivisti, oppositori politici e giornalisti indipendenti. Il suo impegno a favore delle libertà civili e dei diritti delle minoranze lo ha reso bersaglio di persecuzioni. Il suo rimpatrio costituirebbe una minaccia concreta alla sua vita, considerato il ricorso abituale, da parte delle autorità saudite, a torture, detenzioni arbitrarie e condanne a morte contro i dissidenti.
 
Il 7 Aprile, i membri del Parlamento Europeo, incluso il parlamentare Ozlem Demirel (Germania), Erik Marquardt (Germania), Ilaria Salis (Italia), Mimmo Lucano (Italia) and Melissa Camara (Francia), hanno chiesto un intervento per garantire l’osservanza del principio di non-refoulement. Mary Lawlor, UN Rapporteur per i Difensori dei Diritti Umani, durante la 58esima sessione del Consiglio sui Diritti Umani, ha espresso preoccupazione sulla violazione del principio di non-refoulement e ha chiesto di garantirgli la protezione di cui ha diritto. Inoltre, a Settembre 2024 la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha accettato il caso (26364/24) indicando prove di potenziali violazioni, incluse la detenzione arbitraria e un serio rischio di deportazione.
 
Nonostante la richiesta di protezione internazionale e gli appelli provenienti da numerose organizzazioni internazionali – tra cui Amnesty International, Human Rights Watch – le autorità bulgare hanno prolungato la sua detenzione senza fornire garanzie efficaci di protezione. Una sua possibile espulsione violerebbe il principio di non-refoulement, sancito dall’art. 33 della Convenzione di Ginevra del 1951, dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, dalla CEDU e dall’art. 3 della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura.
 
Chiediamo con forza:
 

  • Al Governo bulgaro, di riconoscere la protezione internazionale ad Abdulrahman Al Khalidi e di sospendere immediatamente ogni procedura di espulsione e di rispettare l’ordinanza del 26 marzo del Tribunale amministrativo di Sofia che ha disposto, in modo definitivo ed inappellabile, l’immediata liberazione di Abdulrahman, confermando la prima sentenza del 18 gennaio 2024.
  • Al Governo italiano di attivarsi diplomaticamente presso le autorità bulgare
  • Alle istituzioni europee, in particolare alla Commissione Europea e al Parlamento Europeo, di monitorare attivamente il caso, intervenire con urgenza e sollecitare il rispetto degli standard UE in materia di diritti umani e protezione dei rifugiati.
  • Ai media e alla società civile, di sostenere e amplificare la voce di Abdulrahman Al-Khalidi, facendo luce su una vicenda che rappresenta l’ennesimo pericoloso precedente.

 
In un momento in cui le libertà fondamentali sono sotto attacco in molte regioni del mondo, l’Europa ha il dovere morale e politico di difendere i principi su cui si fonda: il diritto d’asilo, la libertà d’espressione e la protezione dei difensori dei diritti umani. La vita di Al-Khalidi è in pericolo. Salvaguardarla è una responsabilità collettiva.
 

Grazie per il tuo supporto, EuJournal Network, Roma,
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Dati della petizione

Petizione avviata: 15/05/2025
La raccolta termina: 14/11/2025
Regione: Unione europea
Categorie: Diritti civili

La petizione è stata tradotta nelle seguenti lingue

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