Vogliamo finalmente poter esercitare i nostri diritti di codeterminazione politica!

Petition is addressed to
il Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

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  1. Launched September 2025
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Petition addressed to: il Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Questi diritti ci sono garantiti dallo Statuto di Autonomia. Non viviamo, come spesso si sostiene, in una democrazia esclusivamente parlamentare. No, la riforma dello Statuto di Autonomia del 2001 (articolo 47) ci ha resi cittadini legislatori sia attraverso lo strumento del referendum propositivo e anche conferendoci con il referendum confermativo il controllo sulle leggi del Consiglio provinciale. Tuttavia, l'SVP da 24 anni impedisce l'applicazione di questo diritto democratico con mezzi fraudolenti. Ciò avviene senza tenere in alcuna considerazione che, come in altri paesi europei, oltre il 70% della popolazione altoatesina di età compresa tra 18 e 80 anni afferma che i referendum sono almeno altrettanto importanti delle elezioni (vedi sondaggio ASTAT di novembre 2022).

La prima legge provinciale sulla democrazia diretta è stata approvata nel 2005 e una nuova nel 2018. Entrambe presentano carenze che ne hanno ripetutamente impedito la messa in pratica. Pertanto, nel 2023, otto partiti hanno presentato due proposte di legge elaborate dall'Iniziativa per più democrazia, che saranno discusse nella sessione plenaria del Consiglio provinciale all'inizio di ottobre. Queste proposte di legge mirano ad apportare le modifiche minime necessarie all'attuale legge provinciale sulla democrazia diretta per permettere una sua efficace attuazione.
Questa richiesta viene presentata in una lettera aperta (link alla lettera) da finora 29 organizzazioni al Consiglio provinciale dell'Alto Adige.
È importante che il maggior numero possibile di cittadine e cittadini firmino questa petizione al Consiglio provinciale. Se un numero considerevole di persone la sosterrà, il Consiglio provinciale sarà costretto ad agire, a prendere nella dovuta considerazione questa richiesta per avere finalmente una democrazia completa.

Le modifiche richieste sono le seguenti:
Con la Proposta di legge I

  • è previsto esplicitamente che siano ammissibili le iniziative popolari in materia ai sensi dell'articolo 47 dello Statuto di autonomia (leggi sulla forma di governo = legge elettorale e legge sulla democrazia diretta e la partecipazione). Dal 2020, questa proposta è stata respinta per motivi dubbi dalla commissione della Giunta provinciale, che decide sull'ammissibilità delle richieste di referendum;
  • sarà determinata la nuova composizione di questa commissione. Essa dovrà avvenire nel rispetto delle riserve costituzionali relative alla nomina di giudici locali in tali organismi e in conformità con le normative vigenti in altre regioni italiane. Ciò eviterà parzialità e, tra le altre cose, garantirà il diritto di ricorso;
  • il compito di questa commissione è definito e circoscritto in modo preciso.

Le ragioni di queste richieste di modifica sono reperibili in dettaglio nel seguente link.

La proposta di legge II prevede:

  • l'introduzione della raccolta delle firme online, già utilizzabile a livello statale;
  • di ridurre o scaglionare il numero delle firme richieste in base all'importanza e all'efficacia dei singoli strumenti di democrazia diretta;
  • di ampliare la cerchia delle persone autorizzate a certificare le firme;
  • che i cittadini e le cittadine possano firmare il loro sostegno in ogni comune altoatesino e non solo nel proprio comune di residenza;
  • informazioni esaurienti ai cittadini e alle cittadine sulle iniziative popolari e sui referendum proposti.

Le ragioni di queste richieste di modifica sono reperibili in dettaglio nel seguente link.

Reason

Noi come Iniziativa per più democrazia lavoriamo in Alto Adige dal 1994 per completare - e non sostituire come alcuni sostengono - la democrazia elettiva e parlamentare con gli strumenti della democrazia diretta, partecipativa e digitale (vedi Manifesto della democrazia di Dobbiaco).
È invece l’SVP che dal 1994 nega alle cittadine e ai cittadini della nostra provincia il godimento dei diritti politici garantiti loro dallo Statuto di autonomia (dal 2001).

  • Nel 1997 con l'intervento a Roma contro l'introduzione dell'iniziativa popolare, approvata in Consiglio regionale con i voti di tre "dissidenti" dell'SVP;
  • nel 2005 con l’approvazione di una legge che prevedeva un quorum di partecipazione del 40%, quorum che ha portato al fallimento dei primi referendum provinciali nel 2009;
  • nel 2013, con una nuova legge provinciale sulla democrazia diretta, che avrebbe impedito lo svolgimento di referendum, contro la quale abbiamo indetto un referendum, che la commissione della giunta provinciale ha cercato di impedire con perfidi argomenti, ma che ha potuto svolgersi grazie a una sentenza del tribunale e con la quale la legge è stata bocciata dalla popolazione altoatesina;
  • nel 2018 con una nuova legge provinciale sulla democrazia diretta, che presentava già gravi carenze quando fu redatta con la partecipazione dei cittadini e le cui carenze furono ulteriormente aggravate quando fu approvata dal Consiglio provinciale;
  • nel 2021, con il tentativo difficilmente comprensibile dell’SVP di abolire il referendum sulle leggi provinciali, appena introdotto in vista della prossimità delle elezioni provinciali (2018), e nuovamente sventato dai cittadini con un referendum dopo un tentativo scandaloso della Commissione di impedirlo;
  • nel 2022 con una drastica riduzione della cerchia di coloro che erano precedentemente autorizzati a certificare le firme a sostegno di iniziative popolari e petizioni;
  • nel 2023 con il dimezzamento del termine per la presentazione di un referendum sulle leggi provinciali da 20 a 10 giorni, per citare solo i casi più gravi di frode.

Di solito, le leggi provinciali vengono approvate per essere applicate. Nel caso della "democrazia diretta", a quanto pare, no. La legge è stata o avrebbe dovuto essere modificata cinque volte, e ogni volta si è rivelata inapplicabile. A quanto pare, l'idea era quella di salvare le apparenze, in modo da poter proclamare di avere "una legge bella e valida, a cui bisogna solo dare il tempo di dimostrare il suo valore" (come ha affermato il capogruppo parlamentare dell'SVP il 20 settembre 2024).
Basta! Non tollereremo più questa continua frode. Vi preghiamo di condividere e firmare la petizione per chiedere che la legge provinciale sulla Democrazia Diretta 22/2018 venga finalmente resa utilizzabile.

Petition details

Petition started: 09/03/2025
Collection ends: 10/05/2025
Region: South Tyrol
Topic: Civil rights

News

  • Il 10 e l'11 giugno il Consiglio provinciale avrà da votare definitivamente su due disegni di legge elaborati dall’Iniziativa per più democrazia, volti a mettere in ordine la normativa vigente. Si tratta dei requisiti minimi necessari per poter finalmente praticare gli strumenti di democrazia diretta. Poiché queste proposte non hanno potuto essere presentate come iniziative popolari, esse sono state consegnate a otto partiti che in vista delle ultime elezioni si sono impegnati a presentarle in Consiglio provinciale. All’inizio della loro trattazione, in ottobre, si è delineata una maggioranza assoluta di 18 voti a favore dei due disegni di legge. Il presidente Kompatscher ha annunciato per il suo partito il voto contrario, insieme al partito FdI, che in questo modo ha rinnegato la parola data ai cittadini. Prima delle ultime elezioni, FdI, insieme ad altri otto partiti, aveva promesso di voler approvare i disegni di legge. Anche a Ulli Mair è stato suggerito di ritirare la sua firma a sostegno dei disegni di legge. Lei invece rimane irremovibile sulla sua parola.

    Di conseguenza, la SVP rischiava di finire in minoranza, motivo per cui è stato deciso di rinviare la discussione. La SVP voleva guadagnare tempo, l’opposizione sperava in un compromesso. Si sarebbe dovuto raggiungere un accordo sulle proposte in incontri tra maggioranza e minoranza. Si è tenuto un unico incontro, senza che vi fossero i presupposti per un lavoro serio sulle proposte e tanto meno per un accordo. Poiché le proposte dell’Iniziativa riguardano modifiche alla legge provinciale vigente 22/2018, assolutamente necessarie per poter esercitare i diritti di codecisione, sono stati espressamente esclusi fin dall’inizio compromessi peggiorativi, compreso il parziale rifiuto delle proposte.

    Ulteriori ritardi non hanno senso, il Consiglio provinciale decida ora. O vengono attuate tutte le modifiche minime necessarie proposte senza eccezioni, oppure i diritti di codecisione continuano a non essere praticabili. Questi spettano ai cittadini secondo lo Statuto di autonomia dal 2001 e soltanto con questi diritti la democrazia diventa completa.
    Le modifiche necessarie sono:
       • la dichiarazione esplicita dell’ammissibilità dei referendum sulle leggi relative alla forma di governo (legge elettorale, legge sulla democrazia diretta e sulla partecipazione);
       • una commissione tecnicamente qualificata e indipendente da qualsiasi influenza locale incaricata di verificare l’ammissibilità;
       • una ridefinizione dei compiti della commissione sulla base della normativa prevista dalla LP 11/2005;
       • l’introduzione di un’assicurazione di tutela legale per i promotori al fine di garantire il diritto di ricorso;
       • una riduzione e uno scaglionamento delle soglie di firme, come stabilito dallo Statuto di autonomia;
       • l’introduzione della raccolta firme online;
       • l’ampliamento della cerchia di coloro che sono autorizzati a certificare le firme;
       • la possibilità di firmare in ogni comune della provincia;
       • un'informazione ufficialmente neutra quando i cittadini utilizzano strumenti di democrazia diretta, così come viene riportato sui lavori del Consiglio provinciale;
       • in conformità con le disposizioni dello Statuto di autonomia, il diritto di sette membri del Consiglio provinciale di indire un referendum su una legge provinciale ordinaria.

    I seguenti membri del Consiglio provinciale hanno annunciato, nell'ottobre 2025, di voler votare queste modifiche legislative e di garantire in questo modo la maggioranza assoluta di 18 voti necessaria a tal fine:

       1. Myriam Atz
       2. Andreas Colli
       3. Brigitte Foppa
       4. Renate Holzeisen
       5. Sven Knoll
       6. Paul Köllensperger
       7. Ulli Mair
       8. Andreas Leiter Reber
       9. Zeno Oberkofler
       10. Alex Ploner
       11. Franz Ploner
       12. Hannes Rabensteiner
       13. Sandro Repetto
       14. Maria Elisabeth Rieder
       15. Madeleine Rohrer
       16. Thomas Widmann
       17. Jürgen Wirth Anderlan
       18. Bernhard Zimmerhofer

    Forse qualcuno tra i restanti 17 consiglieri rifletterà ancora se non valga piuttosto la pena votare a favore della praticabilità dei diritti di partecipazione politica dei cittadini come sono sanciti dallo Statuto di autonomia nella nostra provincia, invece di voler continuare a negare loro questo diritto politico per fedeltà al partito o alla coalizione di governo, rischiando così di finire in minoranza.

  • Mentre la Svizzera in marzo ha votato sulla riduzione del canone radiotelevisivo, respingendola a favore di un servizio di qualità, e quest'anno voterà ancora tre volte su questioni importanti per i cittadini, in Alto Adige non si svolgono più votazioni referendarie dal 2015. Fanno eccezione i referendum confermativi del 2014 e del 2022, poiché per questi ultimi lo Statuto di autonomia stesso prevede un quadro normativo chiaro, definito e di buon senso che è stato stabilito al di fuori dell’Alto Adige e che ne garantisce la praticabilità: una soglia accessibile e nessun quorum. L’urgenza di potersi avvalere delle votazioni referendarie anche in Alto Adige diventa sempre più evidente. Come già 20 anni fa con la spinosa questione dell’aeroporto, così ora p.e. di nuovo con la farsa del “blocco dei letti”. In entrambi i casi la posizione della popolazione era ed è chiara. In entrambi i casi essa ha dovuto e deve assistere impotente mentre, con l’inganno, vengono fatti prevalere gli interessi di pochi. Una democrazia che non permette ai cittadini di prendere autonomamente decisioni politiche, ma si limita a stabilire ogni cinque anni, più male che bene, chi deciderà nei cinque anni successivi, vale sicuramente la metà di una democrazia in cui tutti possono partecipare alle decisioni: è una democrazia monca.

    La possibilità di indire votazioni referendarie a livello provinciale e comunale dipende qui in Alto Adige esclusivamente dal partito di maggioranza politica, ovvero dalla SVP, che ne stabilisce le regole. In particolare, il Presidente ha personalmente limitato, con una semplice disposizione, la cerchia di coloro che sono autorizzati ad autenticare le firme di sostegno, assicurando così che nemmeno lo strumento di democrazia diretta più debole, quello della proposta di legge di iniziativa popolare, sia più praticabile. Sebbene nel 2022 il tentativo di cancellare il referendum su leggi provinciali ordinarie, decisa dalla SVP, sia stata chiaramente respinta dalla popolazione con un referendum (con il 76%), la SVP ha successivamente fatto in modo che non fosse più praticabile di fatto, dimezzando il termine stabilito per la presentazione della richiesta. Finora la SVP ha spazzato via ogni tentativo di rendere praticabili i diritti di partecipazione. Così è avvenuto anche la scorsa estate nel Consiglio regionale, dove ha respinto una mozione volta a rendere nuovamente possibili le votazioni referendarie a livello comunale.

  • “Difetti tecnici”? Non esistono! Si veda la relazione illustrativa!
    I negoziati tra maggioranza e minoranza iniziano questa settimana.

    L'8 e il 9 ottobre scorso otto partiti hanno presentato in Consiglio provinciale due disegni di legge, proposti originariamente dall'Iniziativa per più democrazia, al fine di rendere finalmente praticabile il diritto di co-determinazione dei cittadini.

    Grazie all'unità degli otto partiti in questo intento la minoranza (di opposizione) è diventata maggioranza con 18 voti e le due proposte avrebbero potuto essere approvate!
    Il Presidente della Provincia ha affermato che entrambi i disegni di legge sarebbero stati respinti a causa di presunte “carenze tecniche”. Basta però leggere le relazioni sui disegni di legge per capire che tali carenze non esistono.(api-idap.landtag-bz.org/doc/IDAP_715577.pdf)
    La “minoranza” e la maggioranza di governo hanno deciso insieme di rinviare la discussione per tentare di raggiungere un accordo. Trattandosi delle modifiche minime necessarie per l'applicabilità della legge provinciale 22/2018, è però escluso un compromesso che le possa limitare o addirittura possa nuovamente impedire la sua applicabilità.
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    Come riportato dai media, l'8 e 9 ottobre è iniziata la discussione dei due disegni di legge dell'Iniziativa per più democrazia, presentati da 8 (!) partiti alla fine del 2023 nel Consiglio provinciale. Prima delle elezioni del 2023, essi si erano impegnati a modificare la legge sulla democrazia diretta e la partecipazione in modo tale che, dopo 25 anni, i diritti di co-determinazione potessero finalmente essere utilizzati. I due disegni di legge avrebbero dovuto essere presentati al Consiglio provinciale nel 2022 come proposte di legge di iniziativa popolare, ma la raccolta delle firme non aveva avuto successo a causa dei nuovi ostacoli posti dal Presidente della Provincia, che avevano reso ancora più difficile il superamento di un ostacolo già di per sé troppo alto.

    Alla luce di una lettera aperta firmata da 34 organizzazioni sulla questione e di oltre mille sostenitori di una petizione in merito, la semplice correttezza avrebbe voluto che venisse proposto un incontro per poter esporre in modo costruttivo i motivi delle proposte avanzate.

    Ma nemmeno la discussione in aula del Consiglio provinciale avrebbe dovuto aver luogo, dopo che la commissione legislativa aveva respinto l'esame del contenuto delle proposte. Gli otto partiti hanno invece reso possibile che ciò avvenisse, ritirando le loro mozioni nel tempo a loro riservato in quanto opposizione. La maggioranza di governo invece non ha avuto altro da offrire se non la richiesta di ritiro dei due disegni di legge.

    La maggioranza non si aspettava una tale determinazione per questo fine, “la partecipazione dei cittadini alle decisioni!”. Così la “minoranza” è diventata maggioranza con 18 voti!

    Il Presidente ha fatto sapere fin dall'inizio che l'SVP avrebbe respinto i due disegni di legge motivando la decisione con presunte “carenze tecniche”, senza entrare minimamente nel merito della loro presentazione in Consiglio e di ciò che propongono. Di “carenze tecniche” si può parlare però solo se non si tiene conto di quanto esposto nella relazione che accompagna il disegno di legge (api-idap.landtag-bz.org/doc/IDAP_715577.pdf). Tali difetti semplicemente non esistono, motivo per cui questa motivazione del rifiuto appare come un tentativo di creare incertezza e screditare. In ogni caso, d'intesa con l'“opposizione”, è stato deciso il rinvio per tentare di raggiungere un accordo. Le trattative tra maggioranza e minoranza inizieranno questa settimana.

    L'impegno assunto dagli 8 partiti di attuare integralmente i due disegni di legge, poiché contengono comunque solo le modifiche minime necessarie, esclude qualsiasi compromesso che peggiori nuovamente la praticabilità della legge 22/2018 o la impedisca nuovamente.

    L'Iniziativa per più democrazia EO ringrazia gli 8 partiti (Team K, Süd-Tiroler Freiheit, Grüne verdi verc, Freiheitliche, Freie Fraktion, Wir Bürger, PD, JWA), che prendono molto sul serio l'impegno assunto nei confronti dei cittadini e tra questi in particolare i primi firmatari dei due disegni di legge, Brigitte Foppa e Alex Ploner. In particolare, ringrazia l'assessora provinciale Ulli Mair, che, nonostante la sua appartenenza alla maggioranza e al governo provinciale, ha mantenuto la parola data, anteponendo la sua decisione di coscienza al mero mantenimento del potere. Esprimiamo il nostro rispetto alla consigliera provinciale Renate Holzeisen, che ha affrontato le sue perplessità in merito con un proprio disegno di legge sulla libera informazione e ha annunciato il suo voto favorevole. Un riconoscimento va anche al consigliere provinciale Thomas Widmann per la sua apertura nei confronti della questione. Fratelli d'Italia invece ha violato l'impegno preso nei confronti dei cittadini, perdendo così ogni credibilità.

Perchè un regime in cui l'unica facoltà dei cittadini consiste nel rinunciare al potere decisionale che ci spetterebbe in una democrazia cedendolo ad un gruppetto di tutori coatti, non potrà mai dirsi una democrazia, ma semmai solo una sua vergognosa caricatura. Nessuna propaganda, per quanto insistente e martellante, potrà mai smentire la verità di questo dato di fatto.

No CONTRA argument yet.

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