08. 06. 2026. 18:34
Il 10 e l'11 giugno il Consiglio provinciale avrà da votare definitivamente su due disegni di legge elaborati dall’Iniziativa per più democrazia, volti a mettere in ordine la normativa vigente. Si tratta dei requisiti minimi necessari per poter finalmente praticare gli strumenti di democrazia diretta. Poiché queste proposte non hanno potuto essere presentate come iniziative popolari, esse sono state consegnate a otto partiti che in vista delle ultime elezioni si sono impegnati a presentarle in Consiglio provinciale. All’inizio della loro trattazione, in ottobre, si è delineata una maggioranza assoluta di 18 voti a favore dei due disegni di legge. Il presidente Kompatscher ha annunciato per il suo partito il voto contrario, insieme al partito FdI, che in questo modo ha rinnegato la parola data ai cittadini. Prima delle ultime elezioni, FdI, insieme ad altri otto partiti, aveva promesso di voler approvare i disegni di legge. Anche a Ulli Mair è stato suggerito di ritirare la sua firma a sostegno dei disegni di legge. Lei invece rimane irremovibile sulla sua parola.
Di conseguenza, la SVP rischiava di finire in minoranza, motivo per cui è stato deciso di rinviare la discussione. La SVP voleva guadagnare tempo, l’opposizione sperava in un compromesso. Si sarebbe dovuto raggiungere un accordo sulle proposte in incontri tra maggioranza e minoranza. Si è tenuto un unico incontro, senza che vi fossero i presupposti per un lavoro serio sulle proposte e tanto meno per un accordo. Poiché le proposte dell’Iniziativa riguardano modifiche alla legge provinciale vigente 22/2018, assolutamente necessarie per poter esercitare i diritti di codecisione, sono stati espressamente esclusi fin dall’inizio compromessi peggiorativi, compreso il parziale rifiuto delle proposte.
Ulteriori ritardi non hanno senso, il Consiglio provinciale decida ora. O vengono attuate tutte le modifiche minime necessarie proposte senza eccezioni, oppure i diritti di codecisione continuano a non essere praticabili. Questi spettano ai cittadini secondo lo Statuto di autonomia dal 2001 e soltanto con questi diritti la democrazia diventa completa.
Le modifiche necessarie sono:
• la dichiarazione esplicita dell’ammissibilità dei referendum sulle leggi relative alla forma di governo (legge elettorale, legge sulla democrazia diretta e sulla partecipazione);
• una commissione tecnicamente qualificata e indipendente da qualsiasi influenza locale incaricata di verificare l’ammissibilità;
• una ridefinizione dei compiti della commissione sulla base della normativa prevista dalla LP 11/2005;
• l’introduzione di un’assicurazione di tutela legale per i promotori al fine di garantire il diritto di ricorso;
• una riduzione e uno scaglionamento delle soglie di firme, come stabilito dallo Statuto di autonomia;
• l’introduzione della raccolta firme online;
• l’ampliamento della cerchia di coloro che sono autorizzati a certificare le firme;
• la possibilità di firmare in ogni comune della provincia;
• un'informazione ufficialmente neutra quando i cittadini utilizzano strumenti di democrazia diretta, così come viene riportato sui lavori del Consiglio provinciale;
• in conformità con le disposizioni dello Statuto di autonomia, il diritto di sette membri del Consiglio provinciale di indire un referendum su una legge provinciale ordinaria.
I seguenti membri del Consiglio provinciale hanno annunciato, nell'ottobre 2025, di voler votare queste modifiche legislative e di garantire in questo modo la maggioranza assoluta di 18 voti necessaria a tal fine:
1. Myriam Atz
2. Andreas Colli
3. Brigitte Foppa
4. Renate Holzeisen
5. Sven Knoll
6. Paul Köllensperger
7. Ulli Mair
8. Andreas Leiter Reber
9. Zeno Oberkofler
10. Alex Ploner
11. Franz Ploner
12. Hannes Rabensteiner
13. Sandro Repetto
14. Maria Elisabeth Rieder
15. Madeleine Rohrer
16. Thomas Widmann
17. Jürgen Wirth Anderlan
18. Bernhard Zimmerhofer
Forse qualcuno tra i restanti 17 consiglieri rifletterà ancora se non valga piuttosto la pena votare a favore della praticabilità dei diritti di partecipazione politica dei cittadini come sono sanciti dallo Statuto di autonomia nella nostra provincia, invece di voler continuare a negare loro questo diritto politico per fedeltà al partito o alla coalizione di governo, rischiando così di finire in minoranza.