Vogliamo finalmente poter esercitare i nostri diritti di codeterminazione politica!

Peticija je upućena
il Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

179 Potpisi

Kolekcija dovršena

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  1. Pokrenut rujna 2025
  2. Kolekcija dovršena
  3. Poslato
  4. Dijalog s primateljem
  5. Odluka

Novosti

29. 05. 2026. 17:36

Mentre la Svizzera in marzo ha votato sulla riduzione del canone radiotelevisivo, respingendola a favore di un servizio di qualità, e quest'anno voterà ancora tre volte su questioni importanti per i cittadini, in Alto Adige non si svolgono più votazioni referendarie dal 2015. Fanno eccezione i referendum confermativi del 2014 e del 2022, poiché per questi ultimi lo Statuto di autonomia stesso prevede un quadro normativo chiaro, definito e di buon senso che è stato stabilito al di fuori dell’Alto Adige e che ne garantisce la praticabilità: una soglia accessibile e nessun quorum. L’urgenza di potersi avvalere delle votazioni referendarie anche in Alto Adige diventa sempre più evidente. Come già 20 anni fa con la spinosa questione dell’aeroporto, così ora p.e. di nuovo con la farsa del “blocco dei letti”. In entrambi i casi la posizione della popolazione era ed è chiara. In entrambi i casi essa ha dovuto e deve assistere impotente mentre, con l’inganno, vengono fatti prevalere gli interessi di pochi. Una democrazia che non permette ai cittadini di prendere autonomamente decisioni politiche, ma si limita a stabilire ogni cinque anni, più male che bene, chi deciderà nei cinque anni successivi, vale sicuramente la metà di una democrazia in cui tutti possono partecipare alle decisioni: è una democrazia monca.

La possibilità di indire votazioni referendarie a livello provinciale e comunale dipende qui in Alto Adige esclusivamente dal partito di maggioranza politica, ovvero dalla SVP, che ne stabilisce le regole. In particolare, il Presidente ha personalmente limitato, con una semplice disposizione, la cerchia di coloro che sono autorizzati ad autenticare le firme di sostegno, assicurando così che nemmeno lo strumento di democrazia diretta più debole, quello della proposta di legge di iniziativa popolare, sia più praticabile. Sebbene nel 2022 il tentativo di cancellare il referendum su leggi provinciali ordinarie, decisa dalla SVP, sia stata chiaramente respinta dalla popolazione con un referendum (con il 76%), la SVP ha successivamente fatto in modo che non fosse più praticabile di fatto, dimezzando il termine stabilito per la presentazione della richiesta. Finora la SVP ha spazzato via ogni tentativo di rendere praticabili i diritti di partecipazione. Così è avvenuto anche la scorsa estate nel Consiglio regionale, dove ha respinto una mozione volta a rendere nuovamente possibili le votazioni referendarie a livello comunale.


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