12/22/2025, 17:12
Carissim*,
come sapete lunedì ci siamo riuniti in assemblea per preparare le azioni previste dall'assemblea nazionale del 9:
- presidio alla regione Lazio, in contemporanea ad altre 9 regioni
- consegna alla regione Lazio del documento approvato dall'assemblea nazionale e richiesta di un incontro al Presidente
- consegna al consiglio regionale delle firme raccolte per la petizione, in contemporanea ad altre 4 regioni.
Tutto questo per rispondere alla gravissima evoluzione dell'azione di governo verso la realizzazione dell'autonomia differenziata. Quello che i pochi media che ne hanno parlato a livello nazionale hanno fatto credere come una mossa affrettata della Lega per salvare il salvabile dell'AD a scopo elettorale per il Veneto, risulta nella realtà uno dei tasselli concreti verso il conseguimento del loro obiettivo. Le mosse e le forzature attuate dal ministro Calderoli dopo la sentenza 192/2024 della Corte Costituzionale sono state molteplici:
- la mancata revisione della sua legge 86/2024, dichiarata dalla sentenza incostituzionale per nove diversi aspetti (ma purtroppo non interamente incostituzionale, ciò che ha permesso le successive violazioni)
- la stesura di un disegno delega al governo sui LEP (livelli essenziali di prestazione), che di per sé stesso rappresenta una violazione della sentenza, che prevedeva che i LEP fossero materia di esame del Parlamento e non del governo
- la conduzione in gran segreto con quattro regioni di trattative su materie su cui secondo la legge 86/2024 non servirebbe stabilire LEP (mentre la Corte ha stabilito che anche in esse le funzioni che riguardano diritti sociali ne sono soggette) e sulla Sanità perché esisterebbero già i LEA (livelli essenziali di assistenza, che sappiamo bene quanto siano poco soddisfatti in molte regioni)
- la firma di preintese, una settimana prima delle elezioni regionali, con le stesse quattro regioni (Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria) a seguito delle trattative, con imposizione di un termine al 31 dicembre per la loro redazione finale, su Protezione Civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa, Coordinamento della finanza pubblica in materia sanitaria. Per esse è totalmente violato il principio espresso nella sentenza della Corte secondo cui l'autonomia differenziata può essere chiesta per singole funzioni, solo a fronte di una particolare specificità della regione che le chiede e solo dimostrando che la regione possa essere in grado di poterle espletare autonomamente in maniera più efficace di quanto potrebbe fare lo Stato: i testi delle preintese sono praticamente identici fra le quattro regioni, escludendo quindi ogni specificità, e nessuno studio è stato prodotto a provare alcun potenziale vantaggio
- l'inclusione di sei articoli nella legge di bilancio in fase di approvazione in questi giorni per la definizione di alcuni LEP, quelli relativi alle prestazioni nel settore sanitario, all'assistenza nel settore sociale, all’assistenza e all’autonomia e alla comunicazione personale per gli alunni e gli studenti con disabilità, senza alcun dibattito parlamentare ed escludendo così la possibilità che possano essere soggetti a referendum.
Una strategia di attacco formidabile da parte del governo su più fronti, tutta basata sulla modalità di realizzare al più presto fatti compiuti in barba alla Costituzione, cercando di avanzare a passi, per non dare la sensazione di sfondare, come peraltro stanno procedendo sugli altri fronti, allo scopo di aumentare a dismisura il potere dell'esecutivo ("sicurezza", magistratura, organi di controllo, media, premierato).
Tale strategia di attacco richiederebbe una risposta fortissima da parte dei cittadini, che dovrebbero essere capaci di ribattere colpo su colpo. L'assemblea del Tavolo e dei Comitati NO AD del 15 dicembre purtroppo non ha testimoniato la concretezza di tale risposta: dalle grandi organizzazioni che ci hanno sostenuto negli ultimi anni, alcune ci sostengono sin dal 2019, non è arrivata la disponibilità e la promessa di mettere in campo un numero consistente di manifestanti per l'ipotizzato presidio davanti alla regione, pochi i presenti dei comitati del Lazio, pochi addirittura del comitato romano. L'assemblea è così stata portata a prendere una decisione sofferta, di voler evitare un flop davanti alla sede della Regione, nonostante la disponibilità offerta da alcuni Consiglieri regionali e membri di partito e nonostante il proposito di comitati e tavoli di diverse altre regioni di manifestare davanti alle rispettive sedi.
La decisione è stata quindi quella di optare per:
- consegna formale del documento definito dall'assemblea nazionale ("Fermiamoli ancora!", in allegato, che chiede che le regioni ricorrano contro le leggi che violano la Costituzione e la sentenza della Corte Costituzionale) e richiesta di incontro al Presidente Rocca tramite messaggio PEC, inviato per conoscenza anche al Presidente del Consiglio regionale
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