10.07.2026, 11:39
Abbiamo creduto sinceramente che la voce dei cittadini potesse incidere sul destino dei campi di Via Cevedale, fino alla fine.
Abbiamo presentato osservazioni, studiato le carte, raccolto firme, stampato volantini, e abbiamo chiesto ai cittadini di dedicare tempo ed energie per supportarci.
Nel luglio 2025 abbiamo chiesto di essere ricevuti dalla Sindaca Paola Colombo perché valutasse tutte le criticità che avevamo posto all’attenzione della Giunta: il consumo degli ultimi terreni liberi, il rischio idraulico, la perdita di suolo agricolo, l’impatto sul paesaggio, la vicinanza al Parco Est delle Cave, la funzione ambientale di quell’area, l’impatto sulla qualità della vita degli abitanti.
In quell’incontro, l’approvazione del progetto ci è stata presentata come inevitabile, come un passaggio obbligato: un piano attuativo conforme al PGT — ci fu spiegato — andava obbligatoriamente approvato, e non farlo avrebbe esposto il Comune al rischio di un contenzioso da parte dei costruttori.
In realtà un piano attuativo conforme al PGT restringe i margini di manovra dell’Amministrazione, ma la giurisprudenza più recente riconosce che, di fronte a interessi pubblici rilevanti — il consumo di suolo, il rischio idraulico, la tutela ambientale — un’Amministrazione può motivare un diniego o imporre condizioni, anche su un piano conforme. È una strada impegnativa, ma praticabile.
Oggi, l’articolo di Voce Amica — che finora non è stato smentito o rettificato dai diretti interessati — fornisce uno scenario diverso dalla versione emersa nel nostro incontro.
Dalle dichiarazioni pubblicate emerge che l’approvazione del piano attuativo è stata l’ultimo capitolo di un percorso coltivato per anni attraverso un dialogo assiduo tra Amministrazione e costruttori. Una scelta consapevole, costruita nel tempo.
Oggi quindi ci chiediamo: quali sono le reali ragioni che hanno portato la Giunta ad approvare il Piano Attuativo di Via Cevedale-Bassano?
L’approvazione è stata davvero un atto dovuto come ci è stato rappresentato?
O è stata il risultato di vincoli e relazioni maturati negli anni con un operatore immobiliare?
Queste domande le rivolgiamo alla Sindaca e alla sua Giunta.
Come cittadini avevamo chiesto che le nostre ragioni fossero ascoltate e valutate. L’Amministrazione non era obbligata ad accoglierle, ha però il dovere di rendere conto delle ragioni della propria decisione, degli interessi valutati e di quelli che ha ritenuto di sacrificare.
Chiediamo trasparenza, rispetto e responsabilità.
E a chi ci sostiene diciamo: non ci fermiamo.
Il link al nostro post sull'articolo di Voce Amica: https://www.facebook.com/becoce/posts/pfbid02ttRk4Y8VUG3gdhjduNxUSrAd7uBoB6t2CoENpoJaK7PMRH5scdZMRrvZSWfmTQHql