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Petizione indirizzata a: Tutti
Nell'area dell'ex stabilimento ILTE, in via Fortunato Postiglione, Moncalieri, è stato avviato il procedimento amministrativo relativo alla realizzazione di un nuovo campus di data center che, per dimensioni e potenza complessiva, sia appresta a diventare il più grande polo digitale e data center finora costruito in Italia
il progetto riguarda un'infrastruttura di dimensioni eccezionali: secondo le informazioni rese pubbliche dal Consiglio Regionale del Piemonte, il campus dovrebbe comprendere
quattro edifici, interessare un'area di circa 270.000 metri quadrati e raggiungere una potenza elettrica complessiva di circa 576 MW.
Si tratta di un'infrastruttura inedita per il nostro paese, in cui, secondo i dati più recenti dell'Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano e di Terna, la totalità dei data center operativi su territorio nazionale (circa 200), raggiunge una potenza elettrica complessiva di (soli) 513 MW
La realizzazione di un progetto di tale portata, non può essere considerata una normale trasformazione edilizia, ma rappresenta una scelta destinata ad avere conseguenze rilevanti e durature sul territorio, sulle risorse energetiche e idriche, sulle infrastrutture, sulla qualità dell’aria e della vita della popolazione.
Un intervento di tale entità non può essere pertanto valutato esclusivamente sotto il profilo urbanistico o economico, ma considerando in maniera complessiva le ricadute sulle risorse naturali, la trasformazione del paesaggio, gli effetti sul microclima, le emissioni associate alla costruzione e al funzionamento dell'impianto.
Numerose sono infatti le criticità sollevate dalla costruzione dei data center e discusse a livello globale, legate principalmente all'impatto ambientale, alla pressione sulle risorse del territorio, cui, in fattispecie, sia aggiunge la mancanza di una normativa organica regionale che regoli lo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche
L’iter amministrativo per la realizzazione del progetto, iniziato il 29 luglio 2026 con la presentazione al Comune di Moncalieri dell’istanza di approvazione del Piano Esecutivo Convenzionato (PEC) relativo all’area,
proseguito con la presentazione ufficiale del piano, avvenuta il 16 settembre 2026, attraverso il deposito del PEC da parte della società proponente Moncalieri Logistics (Lcp),
è stato finora portato avanti senza il coinvolgimento della cittadinanza, al di fuori della cornice di un quadro normativo regionale organico, che è attualmente in fase di elaborazione
Nel corso dell'estate 2026, infatti la regione Piemonte ha avviato un processo partecipativo per raccogliere osservazioni e proposte da enti locali, imprese e cittadini, ai fini dell’elaborazione di un disegno di legge che regoli lo sviluppo delle infrastrutture digitali. L’impegno dell’esecutivo è stato confermato il 22/09/2026, durante La riunione del Consiglio regionale del Piemonte, dall’assessore E. Bussalino.
Riteniamo pertanto contrario ai principi di prudenza, programmazione e buon governo del territorio che una decisione di tale portata, così direttamente impattante per i residenti, venga assunta prima che sia disponibile un quadro normativo e programmatorio organico, in grado di
stabilire criteri chiari, trasparenti e uniformi per lo sviluppo delle grandi infrastrutture
digitali. Consideriamo inoltre quanto mai opportuno il coinvolgimento nell’iter
decisorio dei cittadini, ai quali deve essere garantita trasparenza e accessibilità alle informazioni.
Alla luce di quanto detto, dato l'interesse pubblico coinvolto dall'eventuale approvazione del progetto,
chiediamo alla Giunta comunale e al sindaco Lorenzo Mauro la SOSPENSIONE TEMPORANEA dell’approvazione del progetto, affinché la cittadinanza sia messa nelle condizioni di accedere a informazioni chiare e trasparenti e di esprimere la propria opinione attraverso strumenti di consultazione pubblica e coinvolgimento civico.
Motivazioni:
IMPATTO da DATA CENTER
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- IMPATTO AMBIENTALE
--> Emissioni atmosferiche dirette:
Durante i test periodici e le fasi di avviamento, i motori diesel rilasciano grandi quantità di ossidi di azoto, particolato fine (PM) e carbonio nero (black carbon), peggiorando drasticamente la qualità dell'aria locale
Pur essendo pensati solo per le emergenze (blackout), il loro -comune nella prassi- utilizzo regolare e il ciclo di vita complessivo contribuiscono in modo significativo all'effetto serra e all'impronta climatica dell'infrastruttura
--> Emissioni indirette:
generate dal ciclo di vita dell’infrastruttura: dalla produzione di semiconduttori e hardware, ai sistemi di raffreddamento e alla gestione continua delle risorse digitali. Questo insieme di attività favorisce la formazione di ozono troposferico e particolato secondario.
-inquinamento data senter: emissioni, impatto sull’ambiente e sulla qualità dell’aria (Ispira Italia)
--> Stress idrico
I grandi data center (specie quelli di tipo "hyperscale") consumano milioni di litri d'acqua al giorno per il raffreddamento dei server, spesso prelevandoli da reti idriche potabili locali
In territori già fragili o soggetti a siccità (come la Pianura Padana o il Sud Italia), questo prelievo può depauperare le falde acquifere, influire sulla disponibilità idrica potabile e agricola, o generare reflui e scarichi termici che alterano gli ecosistemi locali.
Gli impianti di raffreddamento, inoltre, rilasciano nell'aria ossidi di azoto, particolato fine (PM), metano e composti organici volatili
- the dangers of data centers (environmental health project, 24/07/2026)
-Ai, il consumo di acqua ed elettricità per raffreddare i data center si sta trasformando in un disastro ecologico (Il Fatto Quotidiano, 8/6/2026)
--> Stress termico
Icalore dissipato dai grandi data center, in particolare quelli dedicati all'intelligenza artificiale (IA), che richiedono enormi quantità di energia e sistemi di raffreddamento intensivi, provocano un aumento di 2°C della temperatura superficiale del suolo, con picchi locali che possono arrivare fino a 9 °C . L'impatto microclimatico si estende per un raggio di circa 10 chilometri
-Lo studio “The data heat island effect: quantifying the impact of AI data centers in a warming world" dell’Università di Cambridge — guidato dal ricercatore Andrea Marinoni e pubblicato il 21 marzo 2026 — ha analizzato oltre 8.400 data center (di cui più di 6.000 siti extraurbani) negli ultimi 20 anni tramite dati satellitari della NASA-
- RISCHI PER LA SALUTE
--> Danni respiratori e cardiovascolari: L'aumento dell'inquinamento atmosferico è collegato a un incremento di attacchi d'asma, infezioni respiratorie, declino cognitivo negli anziani e potenziali problemi cardiaci, con stime di migliaia di decessi correlati a livello globale.
-Analyzing air pollution health, economic risks from AI data cennter (Harvard T.H. Chan School of Public Health, 8/4/2026)
Inoltre, secondo uno studio condotto nel periodo 2025-2026 dal National Bureau of Economic Research, i costi sanitari e ambientali legati all'inquinamento atmosferico generato dai data center negli USA ammontano a circa 25 miliardi di dollari all'anno.
--> Inquinamento acustico e vibrazioni: I grandi sistemi di ventilazione, i condizionatori industriali e le torri di raffreddamento producono un ronzio continuo e a bassa frequenza giorno e notte. Questo rumore persistente può causare disturbi del sonno, stress cronico, affaticamento e ipertensione nei residenti che abitano a ridosso degli impianti
- Inquinamento Data Center: emissioni, impatto sull’ambiente e qualità dell’aria. (ispira italia)
- The human impacts of AI data centers (University of Alabama, 2/10/2025)
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Dati della petizione
Petizione avviata:
07/10/2026
La raccolta termina:
06/04/2027
Regione:
Moncalieri (TO) Piemonte
Categorie:
Ambiente