Region: Italy

La scuola non è una filiera. Fermiamo la "riforma" del 4+2 nei tecnici e nei professionali

Petition is addressed to
Presidente della Repubblica, Parlamento della Repubblica Italiana, Commissioni parlamentari scuola e cultura

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Petition is addressed to: Presidente della Repubblica, Parlamento della Repubblica Italiana, Commissioni parlamentari scuola e cultura

Se la scuola diventa un’azienda, lo studente diventa un prodotto

La cosiddetta “filiera formativa tecnologico-professionaledel 4+2 comporta il taglio di un anno di scuola negli istituti tecnici e professionali, con la quadriennalizzazione di percorsi finora quinquennali e la spinta a completare il percorso con due anni di formazione presso le cosiddette ITS Academy, cioè istituti cogestiti da aziende e fondazioni private. 
Con questa “riforma”, dei quattordicenni ancora incerti sul proprio futuro verranno incanalati precocemente in una “filiera”, un percorso ridotto e piegato agli interessi di imprese e fondazioni private che entreranno attivamente nelle scelte educative e didattiche già dal primo anno di scuola, anche attraverso propri “insegnanti” autorizzati a intervenire fin da subito nei percorsi scolastici. Si prefigura qui una grave confusione di ruoli e finalità tra istruzione pubblica e formazione aziendale privata, in un’età delicatissima che richiederebbe invece una scuola a tutto tondo, fatta di socialità, scoperte culturali, conoscenze non necessariamente legate a un’utilità pratica immediata.
Oggi, dopo due soli anni e senza nemmeno attendere la conclusione di almeno un ciclo, il governo decide che questo percorso sperimentato in alcune scuole è un “successo” e, tramite decreto legge, prevede il passaggio dalla fase sperimentale a quella ordinamentale: il taglio di un anno di scuola dovrebbe entrare così stabilmente nel nostro sistema scolastico.
Questa riforma non migliorerà l’istruzione, ma la ridurrà in quantità e qualità, e aprirà la porta alla privatizzazione della scuola dirottando fondi pubblici verso fondazioni e aziende private.
Diciamo NO al furto di un anno di istruzione! Non possiamo permettere che la scuola pubblica venga svenduta e subordinata a interessi privati.

Cosa chiediamo

Alla luce di quanto evidenziato qui e più in dettaglio nelle motivazioni (cfr.oltre), chiediamo che su queste questioni si esprimano con chiarezza le forze politiche, le organizzazioni sindacali e le autorità preposte alla tutela della scuola della Costituzione, anche in vista della prossima conversione in legge del decreto (9 settembre 2025, n. 127) che trasforma il 4+2 in percorso ordinamentale, con il caos e gli effetti di ulteriore destrutturazione del sistema di istruzione pubblica che ne potrebbero derivare.
Chiediamo in particolare che il percorso 4+2 rimanga sperimentale lì dove è già stato attivato, in attesa della conclusione del ciclo, e che l'attivazione da parte di altri istituti che ne abbiano già fatta richiesta sia strettamente condizionata all’approvazione del collegio dei docenti, unico organo titolato a compiere scelte didattiche.
Chiediamo agli insegnanti di dare parere negativo su questi percorsi nei propri collegi docenti, qualora ci fossero richieste in tal senso, almeno fino a quando non se ne saranno chiariti la natura e le finalità. 
Chiediamo infine una reale riqualificazione dell’istruzione tecnica e professionale, già mortificata da vent’anni di tagli travestiti da riforme.

Gruppo La nostra scuola
Associazione Agorà 33

Reason

Più in dettaglio:
1) Ormai nell’ambito della politica scolastica vengono chiamate “sperimentazioni” delle decisioni già prese dall’alto che si vogliono imporre per qualche motivo a tutto il sistema. Come si fa altrimenti a dire che questa sperimentazione ha avuto successo e deve diventare ordinamentale, a fronte del limitato numero di scuole aderenti (non poche delle quali parificate) nonostante ci sia stata una campagna a tamburo battente a favore del 4+2? Soprattutto, al secondo anno di “sperimentazione” e senza aver atteso la conclusione di almeno un ciclo? Non dimentichiamo che questa riforma sottrae agli studenti - soprattutto a quelli delle classi sociali più svantaggiate - un anno di scuola, a fronte di un forte calo già in atto delle conoscenze e delle abilità di base: prima di compiere un’operazione del genere, che tra l’altro prevede una forte compressione dei tempi di apprendimento, bisognerebbe essere certi di quello che si fa. Sembra invece evidente che la validità di questo tipo di percorso è nel migliore dei casi un’ipotesi del tutto indimostrata. Quest’ultima considerazione ne porta con sé un’altra:

2) Il ministro afferma in un’intervista che le scuole ora saranno obbligate ad attivare almeno un corso quadriennale per istituto (o per indirizzo di studi?). Ora, poniamo che i dirigenti per rispondere a questa sollecitazione attivino dei percorsi quadriennali anche a fronte della contrarietà del collegio dei docenti: chi risponderà del danno causato da una scelta che viene ritenuta non valida e non necessaria dagli insegnanti, nel caso in cui quel percorso non fosse scelto dalle famiglie (ipotesi tutt’altro che improbabile vista la scarsa appetibilità mostrata finora), o in cui si rivelasse fallimentare?

3) Si potrebbe definire la “filiera” un 4 meno 2, visto che a quanto pare “insegnanti” assolutamente non qualificati provenienti dal “mondo del lavoro” potranno entrare nelle classi a fare indottrinamento su “skills” di presunta utilità lavorativa già dai primi anni e che le aziende e le fondazioni private all’interno degli ITS parteciperanno alla co-progettazione di programmi e finalità “educative” dell’intero percorso. Insomma, sembra saltare qui l’idea di un diritto all’istruzione garantito dal sistema pubblico a tutte le persone in crescita, il diritto a ricevere istruzione e insegnamenti da professionisti che possono esercitare il loro ruolo grazie a procedure di selezione pubblica e statale e non scelti da aziende e fondazioni private che perseguono per definizione interessi privati.

4) Altre obiezioni tra le innumerevoli possibili: quali sono i criteri di scelta delle imprese chiamate a mandare i loro “professionisti” nelle scuole? Quali garanzie vengono richieste a personale che senza alcuna preparazione specifica o procedura concorsuale viene posto a contatto con dei minorenni? Chi scriverà i programmi che gli improvvisati “insegnanti” dovrebbero portare avanti nelle classi, visto che non si capisce come possa valere per loro il principio costituzionale della libertà di insegnamento?

5) Far entrare in questo modo le imprese nel campo educativo significa imporre dei chiari limiti territoriali alla scuola, renderla sempre più dipendente dai poteri economici e politici locali, confinare la sua azione educativa e formativa in un ristretto orizzonte locale che risponde alle esigenze presunte di quel luogo e di quel tempo, ed esclude un'azione educativa culturalmente solida e lungimirante, necessaria per delle persone in crescita che si preparano a diventare adulte e a partecipare alla vita civile e sociale del nostro Paese. Significa frammentare ulteriormente il sistema di istruzione nazionale e venire meno all’obbligo costituzionale di promuovere l’uguaglianza di tutti i cittadini. Significa anche che le presunte esigenze economiche dei territori hanno la priorità rispetto al dovere educativo di favorire la lenta formazione della personalità degli studenti e l’emersione delle loro autentiche propensioni, come se i giovanissimi fossero semplicemente un “capitale umano” da cui estrarre valore, come è implicito in tutta la logica dell’ “orientamento”.

6) In questo senso, l’istituzione del percorso quadriennale nega l’uguaglianza nel diritto a una formazione culturale e umanizzante a tutto tondo in tutti gli ordini di scuola, e introduce una dannosissima confusione tra istruzione pubblica e formazione professionale privata. La scuola torna a essere per una parte degli adolescenti un mero avviamento professionale anziché un'occasione di crescita umana integrale. Infine, non va trascurato il fatto che rendere ordinamentale il taglio di un anno di scuola, mascherandolo con la formula 4+2, riaprirebbe senz’altro la strada al tentativo di quadriennalizzare tutti i percorsi scolastici superiori, compresi quelli liceali, con una perdita di qualità e capacità formativa dell’istruzione pubblica che è facile immaginare.

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Petition details

Petition started: 10/20/2025
Collection ends: 04/19/2026
Region: Italy
Topic: Education

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News

Why people sign

Perché è l'ennesimo taglio alla scuola pubblica e non trovo giusta la modalità di reclutamento del personale docente. Inoltre non contempla l'inclusione.

Condivido osservazioni del gruppo promotore

Perché bisogna fermare una riforma sbagliata.

Per tutelare il diritto allo studio dei giovani ed evitare che la scuola pubblica venga ceduta ad enti e/o istituzioni privatizzate.

filiera formativa tecnologico-professionale” del 4+2 comporta il taglio di un anno di scuola negli istituti tecnici e professionali, con la quadriennalizzazione di percorsi finora quinquennali e la spinta a completare il percorso con due anni di formazione presso le cosiddette ITS Academy, cioè istituti cogestiti da aziende e fondazioni private

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