Region: Campania
Health

Blocco dell'installazione di un'antenna 5G nei dintorni di Piazza Giambattista Vico

Petition is directed to
Consiglio regionale della Campania
149 supporters

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  1. Launched May 2023
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  5. Decision

Gentili concittadini residenti nei pressi di piazza Giambattista Vico,
 
Vi scriviamo oggi per sollevare una questione di grande importanza che riguarda tutti noi, ovvero l'installazione di due stazioni-base 5G (della società ILIAD) nella nostra comunità, e precisamente sul terrazzo di uno stabile che si trova nel punto antistante all'ex cinema Corallo, dove confluiscono Via Pier Delle Vigne, Via Veterinaria e Via Michele Guadagno.
 
Come molti di voi sapranno, la tecnologia 5G ha suscitato preoccupazione e dibattito in tutto il mondo e riteniamo sia fondamentale esprimere la nostra opposizione all'installazione di un tale eco-mostro nel nostro quartiere!
Ci preoccupano i potenziali rischi derivanti dall'esposizione a onde elettromagnetiche, amplificati dall'installazione di ulteriori stazioni-base (già più di 42 sorgono nel solo quartiere San Carlo all’Arena, fonte: https://napoli.fanpage.it/napoli-mappa-ripetitori-telefonici/) in luoghi così vicini alle nostre case, alle scuole e alle aree pubbliche.
 
Numerosi studi scientifici hanno evidenziato dubbi sulla sicurezza delle onde elettromagnetiche e sulla loro potenziale influenza negativa sulla salute umana e su quella di altre specie, per cui «la validità dei risultati degli studi su cellulari e tumori rimane incerta».
(Fonti: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/oncologia/cellulari-campi-elettromagnetici-e-salute-a-che-punto-siamo; https://www.wired.it/attualita/ambiente/2015/04/20/ripetitore-testa/)
Inoltre, sulle cosiddette «onde millimetriche» del 5G: «sono state finora pochissimo studiate dal punto di vista dell’impatto sulla salute» e «per quanto riguarda le bande di frequenza ad onde millimetriche, non è possibile sostenere alcuna ipotesi di associazione o non associazione (all'aumento di malattie, ndr) a causa della scarsità delle indagini finora effettuate».
(Fonte: https://atc.mise.gov.it/images/documenti/Rivista/2021/6_-_Studi_sullimpatto_del_5G_sulla_salute_umana_meta_analisi_e_individuazione_delle_lacune_conoscitive.pdf)
 
Appurata la lacunosa situazione degli studi sull'impatto sulla salute delle onde millimetriche (proprie dello standard 5G) e in mancanza di concordanza di opinioni in ambito scientifico riguardo agli effetti nocivi a lungo termine, chiediamo l'applicazione del principio di precauzione.
«Il principio di precauzione nasce nell’alveo del diritto comunitario ed è previsto dall’art. 191 TFUE, il quale afferma che la tutela ambientale è fondata sui principi della precauzione e della prevenzione, nonché sul principio del “chi inquina paga”. Di eguale tenore è il Principio 15 della Dichiarazione di Rio del 1992, stilata nell’ambito della Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo».
(Fonte: https://www.dirittoconsenso.it/2020/09/15/sospensione-5g-precauzione-concorrenza-mercato/)
 
Riteniamo inoltre che l'installazione di un'antenna 5G possa avere un impatto negativo sull'aspetto estetico del nostro quartiere. Le antenne possono essere di dimensioni considerevoli e alterare il paesaggio urbano, compromettendo il valore estetico delle nostre strade, dei nostri parchi, nonché il valore di mercato degli immobili vicini.
Chiediamo pertanto alle autorità competenti di prendere in considerazione le nostre preoccupazioni e di bloccare l'installazione delle antenne 5G nella nostra comunità. In alternativa, chiediamo che vengano fatti tutti i controlli necessari a garantire l’assoluta innocuità dell’impianto, del rispetto dei limiti di potenza stabiliti dalla legge italiana (6 V/ m, fonte: https://www.arpae.it/it/temi-ambientali/campi-elettromagnetici/lo-standard-5g/i-valori-limite) non solo per gli abitanti dello stabile sede delle stazioni-base, ma anche per tutti quelli delle abitazioni e delle strutture attigue, con speciale attenzione per i bambini, gli anziani, i portatori di pacemaker, i ricoverati in casa, le persone diversamente abili e tutte le categorie di soggetti fragili.
 
Chiediamo altresì che siano prese in considerazione alternative più sicure e sostenibili per la connettività, come il potenziamento delle reti esistenti via cavo o l’installazione di reti WiFi pubbliche.
Inoltre, qualora dovessero sorgere interferenze con apparecchi informatici, elettronici, televisivi, elettromedicali, di videosorveglianza, allarmi, cancelli automatici e così via, faremo richiesta di risarcimento alla società proprietaria delle stazioni-base per ogni tipologia d'intervento tecnico utile al ripristino di tali apparecchiature o per il risarcimento di danni morali e materiali causati da tali malfunzionamenti.
 
Uniamoci dunque per proteggere la salute del nostro quartiere. Firma anche tu questa petizione per dire NO all'installazione di un'antenna 5G nella nostra comunità!
 
Insieme possiamo fare la differenza e promuovere scelte tecnologiche più sicure ed ecocompatibili.
 
Grazie infinite per il vostro sostegno.
 
Cordiali saluti,
 
I condòmini dello stabile di Via Michele Guadagno 10
 
Napoli, 23/05/2023
 

Reason

Elenchiamo alcuni dati che potrebbero dare un'idea dei danni che deriverebbero a tutti noi residenti nei pressi di Piazza Giambattista Vico dopo l’installazione delle 2 antenne e dell'inadeguatezza dell'installazione in quella zona:
1) La potenza di esposizione è massima laddove il fascio di irradiazione tocca terra e sale in altezza intorno ai 50 m. di lontananza circa, ma i limiti possono essere superati anche in orizzontale verso case alla stessa altezza dell’antenna e a distanza inferiore ai 50 m.;
2) Se è vero che ad ora non è stato ancora dimostrato che tali antenne siano nocive, è parimenti vero che non è stato mai provato neppure il contrario;
3) Nella L. 36/2001 gli obiettivi di qualità da rispettare per le aree densamente popolate sono massimo 6V/m (limite di attenzione).
4) E’ stato vinto un ricorso al TAR quest’anno a Casal di Principe da una famiglia abitante a 10 metri da un ripetitore posto all’altezza di molti appartamenti e terrazzi circostanti. I ricorrenti hanno lamentato il fatto che non era stata data la giusta pubblicità, prescritta per legge, dell'autorizzazione comunale e dell’inizio dei lavori, ma ne erano venuti a conoscenza solo per caso. La legge vuole che l’installazione di infrastrutture del genere deve essere preventivamente pubblicizzata entro 90 gg. dall’istanza, non solo sul portale governativo o Albo Pretorio, ma anche sullo sportello locale, allo scopo di sensibilizzare la popolazione coinvolta e renderla partecipe alle decisioni del caso. Il difetto di tale informativa posta A TUTELA DELLA SALUTE, (oggetto di un diritto protetto dall’art. 32 della Costituzione), può dichiarare illegittima la delibera assembleare di condominio che accettava l’installazione (Trib. Milano 12663/2002). Infatti, nel caso del condominio sul cui terrazzo intendono installare gli impianti, la notizia è stata appurata alla sola vista degli operai che iniziavano i lavori di installazione;
5) Il titolo abilitativo comunale è rilasciato entro 90 gg. dalla presentazione dell’istanza, pena la decadenza della concessione. L’istanza è stata fatta il 01 settembre 2022, l’autorizzazione del comune invece è arrivata il 01 febbraio 2023, ben 153 gg. dopo;
6) Interpellato dai condomini, propugnatori di questa lettera, il Comune di Napoli ha risposto che, entro il termine stabilito dei 90 giorni dalla domanda, l’ARPAC, l’Aeronautica Militare e lo Sportello Servizio Unico per l’Edilizia non hanno dato pareri, né negativi, né positivi, e seppure vige il criterio del silenzio-assenso (art. 14bis comma 4 L. 241/90), tale criterio non si applica agli atti riguardanti la salute, la pubblica sicurezza, la tutela del rischio idrogeologico il patrimonio paesaggistico ecc.
7) Capita più volte che dopo il parere favorevole dell’ARPAC, successivi controlli hanno messo in evidenza la loro inesattezza, e ciò ci darebbe la possibilità per ricorrere al TAR. Spetta anche e sopratutto alla Regione, infatti, TUTELARE e LIMITARE L’ESPOSIZIONE della popolazione ai campi elettromagnetici;
8) Ai sensi del comma 3 dell’art. 1108 del Codice Civile, per i contratti di affitto di un terrazzo da parte di un gestore di telecomunicazioni per un periodo superiore ai 9 anni, è necessaria l’approvazione di tutti i condomini e non solo della maggioranza di essi. Pertanto, l'attuazione di tale requisito risulta da verificare.
9) Ai sensi della L. 07/08/1990, n.241, art. 3, comma 4, dal giorno 01/02/23, data del rilascio dell’autorizzazione comunale, abbiamo 4 mesi (fino al 1 GIUGNO ’23) per il ricorso al TAR, al Presidente della Repubblica e/o al GIUDICE con un provvedimento d’urgenza, in ragione della incertezza oggettiva e la diffusa diffidenza soggettiva circa le conseguenze per la salute derivanti dalla persistente esposizione alle onde elettromagnetiche (DIRITTO ALLA SALUTE), e circa i danni economici derivanti dal DEPREZZAMENTO che le unità immobiliari adiacenti potrebbero subire e delle possibili interferenze con i dispositivi informatici, elettronici, televisivi, cellulari e soprattutto elettrosanitari.
10) Non per ultimo, si può intuire come l’installazione di alti ripetitori disturberebbe la visuale panoramica delle nostre abitazioni (ancora una volta, deprezzandole), oltre ad alterare il decoro architettonico del palazzo in questione. L’edificio in questione risulta poi essere più basso degli edifici più vicini, rendendo non chiara la sua scelta come sede delle antenne.
Ci troviamo in una zona ad elevatissima densità abitativa, anche con scuole dell'infanzia e primarie. Il quartiere è in ansia per sé stesso e per i propri figli a causa di tale imminente andata di elettrosmog.
Di sicuro porterebbe danni anche a piante rare ed uccelli che vivono indisturbati nell'Orto Botanico, posto nella direzione dove si intende puntare una delle antenne.
Inoltre qualunque appartamento che fronteggi un'antenna cellulare 5G rischia di essere svalutato dal 25 al 30%...
Chi ci risarcirà?

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