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L'indebitato deve pagare il debito finanziario ridotto da quanto cancellato dai bilanci delle banche

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Parlamento della Repubblica Italiana

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  1. Iniziato 30/04/2026
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Petizione indirizzata a: Parlamento della Repubblica Italiana

La presente proposta di legge ha la finalità di tutelare l’interesse pubblico ed il ripristino della legalità per quanto attiene la riscossione coattiva dei crediti in sofferenza ed oggetto di cancellazione dal bilancio della banca creditrice. In merito è opportuno evidenziare che il creditore finanziario in osservanza del principio contabile Ifrs 9 e Ifrs 15 ha il diritto di riportare a perdita la quota di credito ritenuto inesigibile e cancellarla dal proprio bilancio d’esercizio. A supporto anche il comma 5 dell’art. 101 del Tuir, 917\1986, che stabilisce la cancellazione dal bilancio in applicazione dei principi contabili. Nonché, la normativa europea Ne consegue che il creditore che ha cancellato dal bilancio la quota ritenuta inesigibile ha deciso la sua strategia aziendale rinunciandovi irrevocabilmente per beneficiare delle agevolazioni fiscali.

Motivazioni:

Appare chiaro che quella quota di credito non può più essere richiesta al debitore invece, di fatto, si compie una gravissima violazione nella fase del recupero soprattutto qualora vi è il passaggio di titolarità, da provare, per cessione del credito. Il debitore ceduto è aggredito da azioni giudiziarie per il debito originario e non per il residuale cioè, quello al netto delle svalutazioni e perdite operate dal creditore e riportare in contabilità per detrarle come stabilito dalla normativa su indicata. I debitori quindi, hanno subito procedure di recupero per importi non più dovuti a seguito di rinuncia del creditore medesimo. Prima di passare alla illustrazione della movimentazione contabile è doveroso evidenziare la imponenza del fenomeno. Dati statistici del Ministero di grazia e Giustizia che pubblica annualmente il numero delle esecuzioni immobiliari e mobiliari. Nel solo anno 2024 il valore immobiliare in asta è stato di 13.300.000.000, tredici miliardi e trecento milioni. Somme che hanno incassato le Spv e\o banche nonostante, in percentuale quasi totalitaria, avessero rinunciato a gran parte del loro credito e le cui statistiche medie sono esposte in seguito. Sono stati 78.477 gli esecutati per debiti a cui il creditore aveva rinunciato per una percentuale media del 80%. Le statistiche non mutano significativamente per le ulteriori annualità. Nell’anno 2025 gli immobili in asta sono stati 74.265 con un valore di base d’asta di 11 miliardi 260 milioni, non è reso noto l’effettivo realizzo Mentre negli ultimi sei anni i dati sono impietosi, 597.052 immobili oggetto di esecuzione. Nel 2014 le esecuzioni immobiliari pendenti erano 271.385 A questi numeri devono aggiungersi i procedimenti delle esecuzioni mobiliari, le procedure concorsuali, il contenzioso e le pendenti alla volontaria giurisdizione. Milioni di italiani con una esistenza distrutta per un raggiro di conti reso possibile dalla assenza di una esplicita previsione legislativa in ambito civilistico, il riferimento di gran parte dei giuridici ed avvocati. Poi, l’inconsapevolezza di norme di altra natura, contabili e fiscali, ha agevolato la volontà di profittarne. Non ha importato se famiglie, se con minori, se con disabili, se single e senza sostegno. Non ha importato se imprese, se con dipendenti senza più lavoro. Non ha importato nemmeno se hanno deciso di togliersi la vita. Calpestati senza alcun scrupolo e senza più alcuna ragione. Calpestati e marchiati per essere stati debitori involontariamente insoluti di istituti finanziari che avevano comunque pareggiato i conti riportando a perdita quegli stessi crediti. 

Grazie mille per il tuo supporto, de luca carmelina, roma
Domande ai promotori

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Dati della petizione

Petizione avviata: 30/04/2026
La raccolta termina: 29/10/2026
Regione: Italia
Categorie: Diritti civili

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Perché le persone firmano

Il debitore non deve pagare ingiustamente quote del suo debito non più dovuto per scelte delle aziende della filiera finanziaria che hanno deciso liberamente di cancellarlo dal loro bilancio. Tra l'altro è un illecito commesso dalle cessionarie che devono avere il loro guadagno ma non sfruttando la posizione fragile del debitore a cui viene chiesta la intera somma

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