Regione: Italia

Difendiamo i Boschi Bruciati: Commissariamento per i Sindaci e Blocco Totale dei Piani Faunistici!

La petizione va a:
Ministero dell'Interno: Parlamento Italiano (Commissioni Ambiente di Camera e Senato):Presidente del Consiglio dei Ministri:Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome / Presidenti di Regione:

297 Firme

59 %
500 per obiettivo di raccolta

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  1. Iniziato 12/08/2026
  2. Collezione ancora > 5 mesi
  3. Trasferimento
  4. Dialogo con il destinatario
  5. Decisione
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Petizione indirizzata a: Ministero dell'Interno: Parlamento Italiano (Commissioni Ambiente di Camera e Senato):Presidente del Consiglio dei Ministri:Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome / Presidenti di Regione:

Chiediamo al Governo, al Ministero dell'Interno e alle Regioni di intervenire urgentemente contro l'inerzia dei Comuni italiani che non aggiornano il Catasto delle aree percorse dal fuoco, violando la Legge 353/2000. Nello specifico chiediamo:

  1. Il commissariamento immediato dei Sindaci inadempienti tramite le Prefetture.
  2. L'applicazione automatica dei vincoli di legge (divieto di costruzione, pascolo e caccia per 10-15 anni) appena il rogo viene spento.
  3. Il blocco dell'erogazione dei fondi pubblici ai Comuni fuori legge.
  4. La sospensione immediata e totale di tutti i piani faunistici venatori nelle regioni colpite dagli incendi, per garantire la protezione diretta degli animali sopravvissuti.

Motivazioni:

Ogni estate assistiamo alla devastazione di migliaia di ettari di patrimonio boschivo. Quando un bosco brucia, l'intero ecosistema viene azzerato: perdiamo alberi fondamentali per il nostro ossigeno e la tenuta del suolo, mentre gli animali selvatici muoiono tra le fiamme o perdono il loro habitat. Un ecosistema richiede dai 50 ai 70 anni per recuperare la sua biodiversità originaria.

Nonostante la Legge 353/2000 imponga ai Comuni di mappare queste aree per far scattare i divieti di costruzione, pascolo e caccia, innumerevoli amministrazioni locali non lo fanno. Questa omissione lascia i terreni bruciati alla mercé della speculazione e del bracconaggio. Come associazione impegnata quotidianamente sul territorio, riteniamo inaccettabile che il patrimonio naturale venga trasformato in terreno di sfruttamento. La nostra priorità assoluta deve essere la tutela diretta degli ecosistemi e della fauna, non la loro gestione venatoria.

La gravità della situazione è certificata da fonti istituzionali pubbliche inconfutabili: i dati satellitari del sistema europeo Copernicus EFFIS (European Forest Fire Information System) e i report storici del Portale Dati e Indicatori Ambientali ISPRA dimostrano un allarmante aumento delle superfici distrutte, a cui fa da sponda l'ingiustificata inerzia dei Comuni. Dobbiamo fermare questo disastro ambientale ed esigere il rispetto della legalità.

Grazie mille per il tuo supporto, Attivisti Gruppo Randagio Odv, Roma -
Domande ai promotori

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Dati della petizione

Petizione avviata: 12/08/2026
La raccolta termina: 11/02/2027
Regione: Italia
Categorie: Ambiente

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Non è ancora un argomento PRO.

Sono d'accordo con tutti i punti legislativi di protezione, tranne il commissariamento perché magari è dovuto solo a lentezza e inesperienza. Magari serve uno specialista mandato dal governo che raggiunga questi comuni.

Perché le persone firmano

Perché e' una crudeltà ulteriore uccidere animali gia' in difficoltà

difendere l'ecosistema

Perché mi sono rotto i coglioni di questi incendi, ogni anno sempre peggio!

Stanno distruggendo l'ambiente, che è la cosa che dobbiamo preservare. In vista del cambiamento climatico che sta portando al collasso bacini idrici e boschi in tutta Europa, non si può più pensare di distruggere ancora. Gli alberi sono fondamentali per la produzione di ossigeno e per la loro capacità di abbassare notevolmente la temperatura grazie alla loro ombra. La caccia va abolita perché anacronistica e tribale, incompatibile con la disponibilità di cibo che abbiamo in occidente. Non è una cosa necessaria ma solo diletto per chi ama uccidere per sport. Sostenere questo tipo di attività, significa favorire il malaffare e il profitto personale di pochi. Bisogna istituire parchi e riserve e multare in modo esemplare chi non rispetta le regole. Anche nelle zone colpite da incendi, è necessario impedire costruzione di immobili o strutture ricettive di qualsiasi genere, perché questo è uno dei motivi per cui vengono appiccati incendi, per appropriarsi di terreni in cui vi sono vincoli ambientali o archeologici. È necessario, ora più che mai, creare una cooperazione tra economia e territorio. È possibile, e va fatto. Anche chi ha allevamenti può continuare a lavorare nelle zone preservate, solo rispettando le regole di parchi e riserve. Lo fanno un tutti i parchi d'Italia, perché qui no?vogliamo davvero essere ostaggio della mafia ecologica?

Avere “cura” della natura = avere “cura” di noi stessi.

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