Zdravje

USIAMO IL DENARO DELLA BCE PER LA SALUTE E NON PER LA FINANZA - Petizione internazionale

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Commissione Europea
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  1. Začela april 2020
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  4. Pogovor z prejemnikom
  5. Odločitev

La BCE deve servire per il bene comune - salute, occupazione, ambiente - e non per la finanza. La crisi sanitaria mondiale senza precedenti richiede una nuova solidarietà per una vera cooperazione nel campo della salute e per la produzione di beni e servizi ad essa collegati. Questo pone una sfida all'Unione Europea, nei riguardi dei popoli europei e nei riguardi del mondo, in particolare dei paesi del sud ed emergenti.

Dobbiamo agire su tre livelli: combattere la pandemia sostenendo i sistemi sanitari pubblici di ogni paese; assicurare il reddito e l'occupazione dei lavoratori dipendenti, degli artigiani e dei lavoratori autonomi; sostenere il sistema produttivo e avviare una riconversione sociale e ambientale della produzione e dell'economia.

Per fare questo servono ingenti risorse. Non è invocando i mercati finanziari che possiamo ottenerle. Metterebbe il sistema sanitario ancora di più nelle mani della finanza e della speculazione. Proprio la pressione dei mercati finanziari ha dato un contributo determinante al taglio della spesa pubblica, portandoci nella situazione attuale, a seguito di una serie di piani di austerità lanciati per soddisfare l'avidità del capitale contro la sanità e tutti i servizi pubblici! Per questo, oltre a intervenire per prevenire speculazioni finanziarie sul debito di ciascun paese, la BCE deve finanziare immediatamente il sistema sanitario e quindi la riconversione sociale e ambientale delle produzioni e dell'economia. A partire dai 1.050 miliardi di euro annunciati dalla BCE, la creazione monetaria deve anche essere messa a disposizione del sistema sanitario pubblico e di altri servizi pubblici in ciascun paese dell'Unione Europea.

Chiediamo quindi l'immediata creazione di un Fondo Sanitario Europeo che in seguito potrà ampliare la sua azione. Riceverà i suoi soldi dalla BCE sotto forma di titoli a 100 anni non negoziabili sui mercati. Finanzierà, con prestiti a tassi zero o negativi e con anticipi non rimborsabili, le spese degli Stati membri per il loro sistema sanitario pubblico e altri servizi pubblici in risposta alla crisi del Coronavirus. L'articolo 123, paragrafo 2, del trattato di Lisbona lo consente. Ogni stato membro ne trarrebbe beneficio, in proporzione alla sua popolazione. Questo Fondo sarebbe gestito democraticamente, con rappresentanti del Parlamento europeo e del Consiglio economico e sociale europeo, rappresentanti dei parlamenti nazionali e rappresentanti del personale dei sistemi di sanità pubblica. Parte di questo fondo potrebbe essere utilizzata per la spesa sanitaria pubblica nei paesi in via di sviluppo o emergenti in Africa, America Latina, Mediterraneo meridionale e Oriente al di fuori dell'UE. Parallelamente il Fondo avvierà la propria attività finalizzata al mantenimento dell'occupazione e dei redditi. In terzo luogo il Fondo opererà per sviluppare la cooperazione industriale delle attività connesse alla salute e la riconversione ambientale e sociale delle produzioni.Questo attraverso accordi di cooperazione non capitalistici che soddisfino in modo equilibrato, in tutti i paesi dell'UE, i bisogni di salute.

I primi firmatari sono:

Annamária ARTNER-Economista (Ungheria), Heinz BIERBAUM-Presidente della Sinistra Europea (Germania), Walter BAIER-Coordinatore politico di transform ! europe (Austria), Giannis BASKOZOS-ex sottosegretario del Ministero della Salute (Grecia), Bruno BAURAIND-Economista, segretario generale del Gresea (Belgio), Frederic BOCCARA’-Economista, CESE, Comitato esecuivo PCF(Francia), Vincent BOULET-Responsabile Europa PCF (Francia), Giovanna CAPELLI-Responsabile Europa Partito della Rifondazione Comunista (Italia), Denis DURAND-Economista, ex dirigente della Banca di Francia, PCF (Francia), Luis FAZENDA- ex vicepresidente del Parlamento (Portogallo), Paolo FERRERO-ex Ministro del Welfare, Vicepresidente della Sinistra Europea (Italia), Andrea FUMAGALLI-Economista (Italia), Waltraud FRITZ-Segretariato Partito della Sinistra Europea (Austria), Georgios GIANNOPOULOS-ex sottosegretario del Ministero della Salute (Grecia), Josè GUSMAO-MEP, Bloco de Esquerda (Portogallo), Pierre LAURENT-Vicepresidente della Sinistra Europea (Francia), Fernando LUENGO ESCALONILLA-Economista (Spagna), Giovannni MAZZETTI-Economista (Italia), Mirko MESSNER-Segretario Partito comunista (Austria), Catherine MILLS-Economista, università Panthéon-Sorbonne (Francia), Maite MOLA-Vicepresidente della Sinistra Europea (Spagna), Judit MORVA-Economista (Ungheria), Carlos SANCHEZ MATO-Responsabile economico Izquierda Unida(Spagna), Barbara STEINER-Direttrice di transform ! europe (Austria), Antonella STIRATI-Economista (Italia), Evelyne TERNANT-Economista, Partito Comunista Francese (Francia), Axel TROOST-Economista (Germania), Euclides TSAKALOTOS-Economista, Ex Ministro delle Finanze (Grecia), Attila VAJNAI-Segretariato della Sinistra Europea (Ungheria), Adreas XANTHOS-ex Ministro della Salute (Grecia)

razlog

L'obiettivo della petizione è quello di utilizzare il denaro della Banca Centrale Europea e non quello dei cittadini per affrontare la crisi sanitaria, sociale ed economica provocata dal Coronavirus. Il tutto senza mettersi un'altra volta nelle mani dei mercati finanziari.

Hvala za podporo, Paolo Ferrero iz Pinerolo
Vprašanje pobudniku

novice

  • Care e cari,
    avete firmato questa mentre è evidente che dovremo fronteggiare questo virus per un tempo lungo e che nulla sarà come prima per lo shock economico e produttivo che già investe il nostro paese e travolge la vita delle persone. Avete colto quindi la importanza della proposta, che si muove in ambito economico, ma che sottende sia un giudizio sul passato che una richiesta di cambio di paradigma economico e sociale per il futuro.
    Il virus è apparentemente una causa “esterna” alla volontà e all’agire umano, ma se approfondiamo la sua origine, il fenomeno della zoonosi, capiamo che la casualità è solo parziale, in realtà il suo apparire è legato profondamente all’attuale funzionamento economico e sociale, al rapporto che il neoliberismo... več

  • Ciao a tutte e tutti voi firmatari della petizione per usare il denaro della BCE per la salute e non per la speculazione.
    Oggi è il 25 aprile, il giorno della liberazione, un buon giorno per fare il punto sulla trattativa a livello europeo.
    Non perché le cose vadano bene, al contrario vanno male e i successi millantati dai 5 stelle e dal PD purtroppo non sono altro che una operazione propagandista del governo.
    Ma il 25 aprile è una buona data perché nel celebrare la vittoria sul nazifascismo dovremmo tenere ben in mente che questa è stata possibile perché molto prima del 25 aprile 1945, quando le dittature erano forti e nessuno pensava fosse possibile sconfiggerle, vi è chi ha cominciato, in mille modi diversi, a fare il partigiano, ad opporsi... več

  • Carissime e carissimi,
    innanzitutto grazie per aver sottoscritto questa petizione.
    In pochi giorni siamo arrivati a 3.400 sottoscrizioni e la stesssa cosa è successa in Francia dove stanno raccogliendo firme sulla stessa petizione ma con una diversa piattaforma.

    Con questa mia vorrei chiedervi un impegno grande nei prossimi due giorni. Se ogniuno di noi riesce a contattare due persone ed a convincerle a firmare, possiamo raggiungere le 10.000 firme entro il 23 pv, data in cui si riunirà il vertice dei capi di governo europei.
    E' importante che a quel vertice possa giungere anche la voce dei popoli e non solo quelle delle elites.

    Qui di seguito vi allego alcune riflessioni che se ritenete potete utilizzare per argomentare con altre persone... več

razprava

Perchè sarebbe facile e veloce, risparmierebbe una serie infinita di interventi temporanei di agevolazione fiscale ed economica e una serie di fallimenti posticipati quando queste agevolazioni terminano e vanno restituiti i soldi. BCE caccia li sold !!!

Argumenta CONTRA še ni.

Pomagajte okrepiti državljansko udeležbo. Želimo, da se vaše skrbi zaslišijo, vendar ostanemo neodvisni.

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