Espoprio per Spin Time

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Motif de la fermeture

Les pétitions ne peuvent être déposées que si le pétitionnaire s'enregistre sous son nom complet ou au nom d'une personne morale, en indiquant l'adresse complète et l'adresse de courrier électronique active. L'adresse e-mail sera utilisée pour la vérification. L'adresse peut être utilisée en plus de la vérification par les autorités publiques.

L'initiateur de la pétition a été informé par les éditeurs d'openPetition de la violation des conditions d'utilisation et disposait de cinq jours pour réviser la pétition. Cela ne s'est pas passé. La pétition a donc été bloquée.

Le texte de la pétition

Se il Comune può espropriare i terreni dei privati per costruire lo stadio della Roma a Pietralata, allora può — e deve — fare un esproprio per pubblica utilità del palazzo di Spin Time a via Santa Croce in Gerusalemme, per destinarlo a edilizia sociale e spazio civico e restituire una casa alle oltre 400 persone oggi in strada. Il fondo immobiliare proprietario dell'immobile ha rifiutato di vendere: il negoziato è finito, ora il Comune di Roma deve applicare la Costituzione e la legge per garantire il diritto alla casa.


Dal 2013 l'ex palazzo INPDAP di via Santa Croce in Gerusalemme, dieci piani per 21.000 metri quadri rimasti a lungo vuoti e abbandonati, è diventato la casa di circa 400 persone di 27 nazionalità, tra cui circa 140 famiglie con bambini, anziani, persone malate e donne in gravidanza. Non è solo abitazione: sette piani sono destinati a chi ci vive, mentre gli spazi comuni ospitano un doposcuola per i bambini del quartiere, un auditorium, un'osteria, botteghe e laboratori aperti alla cittadinanza. Spin Time è, di fatto, un pezzo di città che funziona.

Nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2026 un principio d'incendio in un locale tecnico ha portato all'evacuazione dell'edificio. Da allora un'evacuazione temporanea si è trasformata in uno sgombero di fatto: centinaia di persone dormono per strada, sotto il caldo torrido, con tutte le conseguenze sanitarie e psicologiche che questo comporta.

La strada per una soluzione stabile esiste ed è già stata individuata dallo stesso Comune, che ha proposto alla proprietà — il fondo immobiliare Investire SGR — di acquistare l'immobile per metterlo in sicurezza e destinarlo a un uso pubblico. La proprietà ha rifiutato, senza nemmeno avanzare una controproposta. Quando la trattativa volontaria si blocca su un immobile necessario a soddisfare un interesse generale, l'ordinamento prevede uno strumento preciso: l'espropriazione per pubblica utilità, riconosciuta dall'articolo 42 della Costituzione.

Non è teoria. È esattamente ciò che sta accadendo, in queste settimane, a pochi chilometri di distanza. Per costruire il nuovo stadio della Roma a Pietralata, il 16 luglio 2026 sono partite le prime notifiche di avvio del procedimento di esproprio ai proprietari privati dei terreni, con indennità già quantificate per quasi un milione di euro. E lo si fa per un impianto che sarà gestito da una società privata, la AS Roma, in diritto di superficie per novant'anni.

La domanda che poniamo alle istituzioni è semplice e diretta: se la "pubblica utilità" è un motivo sufficiente per espropriare i cittadini e consegnare l'area a un progetto sportivo privato, come può non esserlo per garantire il diritto alla casa a centinaia di famiglie? La Costituzione, all'articolo 47, impegna la Repubblica a favorire l'accesso del risparmio popolare all'abitazione. Una casa per chi ne è privo è, con ogni evidenza, un interesse pubblico almeno pari a quello di uno stadio.

Per questo chiediamo a Roma Capitale di:

  1. avviare senza ulteriori indugi la procedura di acquisizione pubblica dell'immobile di via Santa Croce in Gerusalemme, ricorrendo all'esproprio per pubblica utilità qualora la proprietà persista nel rifiuto di vendere;
  2. destinare l'edificio a edilizia residenziale pubblica e sociale e a spazio civico e culturale, riconoscendone il valore sociale già maturato in oltre dieci anni;
  3. garantire nel frattempo una soluzione abitativa dignitosa e non provvisoria alle persone evacuate, evitando che l'emergenza si traduca in sgombero definitivo.

Lo strumento c'è. Le risorse, quando serve, si trovano. Manca solo la volontà politica di usarle anche per le persone, e non solo per il calcio. Firma per chiedere che il diritto alla casa valga almeno quanto un pallone.

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